Spagna e Italia in polemica sulla crisi migratoria dopo Ceuta
Ministro degli Esteri spagnolo accusa Italia e altri Paesi di non essere 'all'altezza'
Hızlı Bakış
- Dopo la crisi migratoria a Ceuta, Spagna e Italia sono in polemica.
- Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares accusa l'Italia e altri governi di non aver gestito adeguatamente la situazione, mentre l'Italia propone hub per il rimpatrio dei migranti in Africa e Balcani.
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La crisi migratoria a Ceuta ha sollevato tensioni tra Spagna e Italia.
Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Ceuta, la Spagna torna sulle reazioni alla crisi migratoria e punta il dito contro chi "non è stato all'altezza", Italia compresa, con Roma che, nei giorni scorsi, ha sospeso Schengen. "Ci sono stati Paesi e governi che non si sono dimostrati all’altezza", ha dichiarato il ministro degli Esteri José Manuel Albares, all'emittente Rtve. "Il governo italiano è stato uno di questi", ha proseguito.
L'Italia, ha poi ricordato Albares, è il Paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, mentre la Spagna è quello con il minor numero. A Roma "piacerebbe risolvere la situazione a Lampedusa", come è stata risolta quella di Ceuta, ha sottolineato.
Intanto l’Ue valuta degli hub per il rimpatrio dei migranti lungo le rotte tradizionali. La proposta "modello Albania" verrà portata dall'Italia al Consiglio europeo di domani (4 agosto), con la riunione d'emergenza dei ministri dell'Interno europei, chiesta da 22 Paesi Ue. Le strutture dovrebbero essere ospitate in Paesi come Uganda e Montenegro. Resta però il nodo dei fondi. Da Bruxelles, comunque, fanno sapere che la Commissione "è pronta a valutare proposte compiute, basate sulla cooperazione strategica".
Il bilancio dei morti e dei rimpatri
Oggi il ministero dell'Interno marocchino ha diffuso un bilancio provvisorio delle vittime tra i migranti che nei giorni scorsi avevano tentato di entrare illegalmente nell'enclave spagnola di Ceuta, dal Marocco, stimando in 11 il numero dei deceduti. Madrid, nel frattempo, però, ha segnalato almeno 72 morti. Si stima che tra i 60.000 e gli 80.000 migranti siano riusciti a raggiungere l'enclave nei giorni scorsi, ma che siano stati quasi tutti successivamente rimpatriati da Ceuta.
Ma oggi, su questo punto, il governo di Ceuta ha precisato che "non c'è una stima ufficiale di quanti" migranti "siano entrati e di quanti siano realmente usciti". "Secondo le cifre valutate dal ministero dell'Interno, che non coincidono con altri dati che possono venire da altri ministeri, si parla del rimpatrio di circa 73.000 persone e i dati attuali che ci trasmettono è che restano nelle strade di Ceuta fra le 3.000 e le 5.000 persone".
Governo Ceuta: "Risposta del governo tardiva e insufficiente"
L'assessore alla presidenza e di governo dell'amministrazione di Ceuta, Alberto Gaitan, in un'intervista radiofonica alla Cadena Ser ha poi aggiunto che "la situazione è molto difficile" e che i migranti "si trovano in diverse aree della città, prevalentemente in zone di scogliere e sulle colline".
Particolarmente "difficile" è stata definita la situazione dei migranti minorenni: "Attualmente abbiamo 862 minori censiti. La capacità che ci attribuisce il governo centrale è di 29: stiamo parlando di un sovraoccupazione di quasi il 3.000%".
Gaitan ha poi criticato la risposta del governo centrale alla crisi migratoria: "È stata tardiva e insufficiente", poiché "da tempo avevamo allertato di una situazione anomala che si stava producendo per le entrate di migranti via mare" e denunciato "i movimenti a nuoto aumentati nei giorni precedenti l'invasione migratoria" di giovedì 30 luglio.
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