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Banche centrali sotto pressione: la sfida di Fed e BCE tra inflazione e incertezza politica
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Repubblica Economia28.04.2026Business3 dk okumaItaly

Banche centrali sotto pressione: la sfida di Fed e BCE tra inflazione e incertezza politica

Tra rischi di recessione, tensioni politiche e incertezze sulle successioni ai vertici, le banche centrali affrontano uno scenario che ricorda la crisi energetica del 2022.

نظرة سريعة

  • Fed e BCE affrontano una fase critica in cui la lotta all'inflazione si scontra con pressioni politiche, incertezze sulle leadership e il rischio di una nuova crisi energetica.
  • La credibilità delle istituzioni è in gioco.

ملخص مُنشأ بالذكاء الاصطناعي

لماذا يهم

Le banche centrali hanno l'obiettivo di mantenere l'inflazione sotto controllo. La crisi energetica del 2022 ha segnato un punto di svolta nelle politiche monetarie globali.

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In una situazione che assomiglia sempre più a un remake della crisi energetica del 2022, le banche centrali, Riserva Federale americana e Bce in testa, si giocano tutta la reputazione che avevano acquisito negli ultimi anni riportando l’inflazione sotto controllo con costi limitati per le economie. I rischi di sbagliare sono altissimi. Sarà cruciale saper prevedere e muovere i passi in tempo.

I guai della Fed

La Fed fronteggia la situazione più complessa. L’inquilino nella Casa Bianca, con ancora quasi tre anni di mandato davanti a sé, ha fatto della banca centrale il suo bersaglio preferito. Nella concezione politica del trumpismo, la visione unitaria dell’esecutivo non ammette autorità indipendenti. Il contrasto è quindi strutturale e gli attacchi continueranno, usando ogni pretesto. L’obiettivo di inflazione non è stato raggiunto; non è colpa della banca centrale – piuttosto della crisi energetica e dei dazi commerciali – ma tant’è, il dato numerico vincola le scelte e rende la banca centrale più vulnerabile. Rischia di diventare capro espiatorio di una situazione che fa fatica a controllare, su un tema, il carovita, politicamente molto sensibile.

Come se non bastasse, la Fed è in mezzo a un controverso cambio al vertice. Il successore designato, il finanziere Kevin Warsh, promette rinnovamento in un’istituzione per certi versi antiquata. Ma per guadagnarsi la nomina si è venduto faustianamente l’anima, segnalando la volontà di abbassare i tassi di interesse. L’argomento portato – i guadagni di produttività derivanti dall’intelligenza artificiale – appare pretestuoso; quei guadagni sono aleatori e lontani mentre le pressioni inflazionistiche sono reali e presenti. Ma si tratta di giudizi in parte opinabili; le influenze multiple e contrastanti nell’economia generano incertezza e autorizzano diverse interpretazioni.

Il comitato che decide sui tassi di interesse (Federal Open Market Committee), sembra al momento contrario a qualunque ipotesi di allentamento monetario. Assumendo che il candidato venga confermato – l’audizione della settimana scorsa è stata tempestosa e il candidato non ha fugato le critiche di opportunismo e partigianeria che gli vengono rivolte – il suo compito si prospetta difficilissimo. I contrasti interni incidono negativamente sull’autorevolezza e indipendenza della banca centrale.

Cosa succede in Europa

La situazione della Banca Centrale Europea è diversa. Prima dello scoppio della guerra aveva raggiunto il suo obiettivo di inflazione del 2% già da diversi mesi. Frontegga ora il dilemma classico di uno “shock di offerta” (ossia, una pressione al tempo stesso inflazionistica e recessiva): contenere l’inflazione o ritardare la risposta per smussare il rallentamento dell’economia reale?

In teoria, il dilemma non si pone: lo statuto ordina alla BCE di perseguire la stabilità dei prezzi, punto e basta. La pratica è più sfumata. Il concetto di “medio termine” insito nella formulazione dell’obiettivo concede margini di manovra. Data la crescita strutturale già debole dell’area dell’euro, una recessione, magari associata a un aumento dei divari fra i paesi dell’area (le analisi BCE mostrano che proprio questo è successo negli ultimi anni) potrebbe mettere nuovamente a rischio la coesione dell’euro, e con essa la stessa stabilità dei prezzi. Per l’istituzione di Francoforte, trovare l’equilibrio fra indipendenza e legittimazione ha comportato ripetutamente questo: bilanciare l’obiettivo di inflazione con il pragmatismo che consiste nell’includere nelle proprie deliberazioni un insieme più ampio di condizioni economiche.

Il nodo della successione di Lagarde

A rendere complesso il quadro contribuisce il nodo della successione di Lagarde. Il suo mandato scade a fine 2027, ma indiscrezioni hanno ripetutamente ventilato la possibilità di un’uscita anticipata. I bookmakers sono all’opera e i candidati si mettono in luce: il Financial Times ha appena pubblicato un sondaggio che assegna voti a quelli principali. Poche cose mettono in dubbio la credibilità dei banchieri centrali più della disponibilità a considerare alternative di carriera, vera o presunta che essa sia. È da evitare, ma non si può escludere, che la questione successoria influenzi nei prossimi mesi anche le scelte in materia di tassi di interesse.

Nelle prossime scelte dovranno prevalere realismo e dati oggettivi. L’esperienza del periodo post-2022 mostra che uno shock energetico difficilmente ha effetti temporanei; le moderne catene del valore e la dinamica delle aspettative ne distribuiscono inevitabilmente gli effetti sulle altre componenti più persistenti dei prezzi. A quel punto l’inflazione diventa duratura e l’intervento della politica monetaria tardivo. Nessun dato induce a ritenere che l’esperienza del 2026 sia diversa. Se questo è lo scenario, per la banca centrale adeguare i tassi diventa inevitabile. Meglio capirlo in tempo.

ما الذي يجب مراقبته

توقعات الذكاء الاصطناعي — احتمالات وليست حقائق

  • La Fed manterrà una linea cauta sui tassi nonostante le pressioni politiche

    مرجح · خلال أشهر

  • Aumento della volatilità sui mercati finanziari in attesa delle decisioni sui tassi

    مرجح جداً · خلال أسابيع

أسئلة مفتوحة

  • Quale sarà l'esito definitivo della nomina di Kevin Warsh?
  • Christine Lagarde lascerà la BCE prima della scadenza del mandato?

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This article was originally published by Repubblica Economia.

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