Guerra Iran Usa, il primo round di colloqui in Svizzera tra minacce e tensioni
نظرة سريعة
- Si è concluso a Lucerna il primo round di colloqui tecnici tra Usa e Iran, mediati da Pakistan e Qatar, su cessate il fuoco in Libano e beni congelati.
- Minacce di "se chiudono Hormuz non avranno più un Paese" da parte USA, con protesta formale iraniana.
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Il primo round di colloqui tecnici tra USA e Iran si è tenuto a Lucerna, Svizzera, con la mediazione di Pakistan e Qatar. Le parti hanno discusso di un cessate il fuoco in Libano e dei beni iraniani congelati.
Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Guerra Iran Usa, il primo round di colloqui in Svizzera tra minacce e tensioni
©IPA/Fotogramma
Il presidente statunitense è tornato a minacciare Teheran, annunciando che "se chiudono Hormuz non avranno più un Paese". In risposta, la delegazione iraniana ai colloqui ha presentato una protesta formale alla controparte statunitense. Intanto, si è chiuso il primo round di colloqui tecnici a Lucerna tra Usa e Iran. Le parti hanno discusso di un cessate il fuoco in Libano e dei beni iraniani congelati, con la mediazione del Pakistan e del Qatar
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Il presidente statunitense è tornato a minacciare Teheran, annunciando che "se chiudono Hormuz non avranno più un Paese" e "se necessario gli Usa prenderanno Hormuz". In risposta, la delegazione iraniana ai colloqui ha presentato una protesta formale alla controparte statunitense. Intanto, si è chiuso il primo round di colloqui tecnici a Lucerna tra Usa e Iran. Le parti hanno discusso di un cessate il fuoco in Libano e dei beni iraniani congelati, con la mediazione del Pakistan e del Qatar. La delegazione statunitense è guidata dal vicepresidente J.D. Vance, quella iraniana dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. "Abbiamo fatto progressi nelle ultime ore”, ha detto il vicepresidente JD Vance.
Nel frattempo, non si fermano i raid in Libano, nonostante il cessate il fuoco. Almeno sette persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nella Bekaa occidentale e nella regione di Tiro, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia nazionale di stampa Nna che cita il ministero della Sanità di Beirut.
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Accordo tra Usa e Iran, chi ha vinto la guerra? Cosa prevede l’intesa
Washington e Teheran hanno raggiunto un accordo per porre fine al conflitto che ha infiammato il Medio Oriente e portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, con pesanti ripercussioni sui mercati globali. Ma chi dei due esce meglio da questa intesa? Anche di questo si è parlato nell’ultima puntata di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
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Il "patto di Maometto": cos'è lo Step, l'alleanza militare a guida saudita
Mentre la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran si sta chiudendo con la tregua, nel Medio Oriente prende forma un nuovo asse di sicurezza a guida saudita. Riad sta costruendo un patto militare con Pakistan, Turchia ed Egitto: viene chiamato Step, dalle iniziali dei quattro Paesi, e qualcuno lo ha già definito "Nato araba". A Riad si comincia a usare un nome più evocativo, "accordi di Maometto", per sottolineare il ruolo del principe ereditario Mohammed Bin Salman e il legame tra i quattro popoli sunniti. Ecco cosa prevede, da dove nasce e quali sono i nodi ancora aperti
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Trump replica ai media: con la guerra il loro esercito è finito
Il presidente americano, Donald Trump, replica ai media che considera "fake news" che ritengono come non sia cambiato nulla dopo i quattro mesi di guerra degli Stati Uniti contro l'Iran. "Il titolo del corrotto e fallimentare New York Times: "Cosa è cambiato dopo quasi 4 mesi di guerra? Gli analisti dicono non molto". Davvero? Il loro esercito è finito, la loro marina è sparita, la loro aeronautica è sparita, le loro rampe di lancio, i missili, i droni e la relativa produzione sono quasi spariti, i loro due ranghi di massimi dirigenti sono spariti, la loro inflazione è al 250%, la loro economia è in rovina, i loro soldati non vengono pagati, lo Stretto di Hormuz è aperto, il petrolio scorre a pioggia e la borsa e l'occupazione negli Stati Uniti sono ai massimi storici. Questo è ciò che è cambiato, voi codardi corrotti e senza scrupoli, e molto altro!!!", scrive il capo della Casa Bianca su Truth.
Il presidente siriano ribadisce: non vogliamo intervenire in Libano
Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha negato che il suo Paese intenda intervenire militarmente in Libano, dove Israele e Hezbollah sono in guerra, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha ripetutamente suggerito un possibile coinvolgimento di Damasco. "Stiamo cercando canali economici tra Libano e Siria, non militari", ha dichiarato Sharaa in un'intervista trasmessa dal canale televisivo Al Mashhad. "Abbiamo proposto agli Stati Uniti la fine della guerra", ha continuato aggiungendo che "devono esserci diverse soluzioni, tra cui quelle economiche, politiche e sociali, e il ripristino delle relazioni e del vitale collegamento economico tra Siria e Libano". "E, parallelamente a ciò, alcune misure di sicurezza che rispondano in primo luogo alle preoccupazioni siriane e libanesi, ma anche a quelle israeliane", ha aggiunto. Rispondendo a una domanda sulla possibilità di sedersi al tavolo con Hezbollah, Sharaa ha affermato che "se questo serve agli interessi del Libano e salvaguarda gli interessi della Siria, perché no?".
Prezzo petrolio giù dopo accordo Usa-Iran: quali saranno gli effetti su benzina e diesel
Il 19 giugno è prevista la firma dell’accordo tra Usa e Iran a Ginevra, intesa che riapre il transito nello stretto di Hormuz. Il presidente americano Donald Trump ha commentato il risultato affermando: “Congratulazioni a tutti: navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra, autorizzo la piena apertura al transito di Hormuz e la rimozione del blocco navale degli Stati Uniti”. L’Iran ha confermato l’accordo attribuendosi “una grande vittoria” per aver “costretto gli americani ad accettare”. La notizia ha subito fatto scendere il prezzo del greggio sui mercati, gli effetti però non saranno immediati.
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Media: fra Usa e Iran progressi su Hormuz, in Svizzera si è parlato di nucleare
Gli Stati Uniti, l'Iran e i mediatori hanno parlato in Svizzera dello Stretto di Hormuz e sono sono stati fatti "buoni progresso su questo fronte". Lo riporta Axios citando un diplomatico americano, secondo il quale i colloqui di oggi si sono concentrati anche su tutti gli elementi dell'accordo sul nucleare.
Riapertura Stretto di Hormuz in Iran, cacciamine italiani pronti a missione: cosa prevede
Due cacciamine, una nave da supporto logistico e una nave di scorta sono pronte a intervenire nello Stretto di Hormuz. Si attende solo la firma effettiva dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran prima di iniziare il lavoro di bonifica dagli ordigni piazzati in mare dagli iraniani. Questo, che coinvolge le due cacciamine “Crotone” e “Rimini” della Marina Militare e circa 400-500 militari italiani, è il contributo del nostro Paese alla missione internazionale per lo sminamento dello stretto.
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Media: i colloqui con l'Iran e i mediatori continuano nella notte
I colloqui tra Usa e Iran e con i mediatori di Pakistan e Qatar continueranno nella nottata. Lo riporta Axios citando un diplomatico americano. Le trattative di alto livello politico dovrebbero chiudersi domani e continuare però tra i team tecnici, con le rispettive delegazioni che probabilmente resteranno in svizzera.
Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?
Dietro il negoziato tra Washington e Teheran si nasconde uno dei dossier più sensibili per il governo israeliano. Il premier vede messa in discussione una strategia fondata su isolamento iraniano e pressione militare indiretta e ora, in vista del voto, deve anche gestire una coalizione fragile, in particolare a causa della destra religiosa. Così ogni concessione rischia di avere un costo interno
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Katz: "Israele non ha alcuna intenzione di ritirarsi dal Beaufort"
Israele "non ha alcuna intenzione di ritirarsi dal Beaufort, che costituisce parte integrante della zona di sicurezza in Libano ed è considerato essenziale per la difesa delle comunità della Galilea e delle forze dell'Idf": lo afferma in un post su X il ministro della Difesa Israel Katz. "Come abbiamo chiarito io e il Primo Ministro Netanyahu, Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza in Libano", prosegue il messaggio. Il post è stato pubblicato dopo che Channel 12 aveva parlato, citando fonti diplomatiche e militari, del fatto che durante i negoziati israeliano-libanesi che riprenderanno a Washington martedì potrebbe essere discussa la possibilità di un ritiro dell'Idf dalla fortezza.
Hormuz verso la riapertura: l'economia globale è fuori dal tunnel?
Con il ritorno della navigazione nello Stretto, l’economia mondiale sembra evitare lo scenario peggiore. La crescita globale è restata infatti positiva e il petrolio non ha raggiunto livelli storicamente critici. Lo scenario che si sta delineando coincide con quello che istituzioni e mercati consideravano più probabile: rallentamento economico contenuto e prezzi energetici sotto controllo. I timori di una crisi globale, quindi, appaiono oggi ridimensionati. Restano però incertezze sulla tenuta della tregua
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Delegazione di Teheran: "Rimaniamo impegnati nei colloqui"
La delegazione iraniana inviata in Svizzera per negoziare con gli Stati Uniti e i mediatori un accordo volto a porre fine in modo duraturo alla guerra in Medio Oriente "resta impegnata" nei colloqui. Lo ha riferito all'Afp una fonte diplomatica vicina ai negoziati. "La delegazione iraniana resta impegnata nelle discussioni e non ha comunicato ai mediatori alcuna intenzione di lasciare", ha dichiarato il diplomatico, che ha chiesto di restare anonimo. La precisazione arriva dopo notizie diffuse da media iraniani secondo cui i negoziatori di Teheran avrebbero lasciato l'edificio in cui si stanno svolgendo i colloqui.
Libano, Katz: "Nessuna intenzione di ritirarci da Beaufort"
"Israele non ha alcuna intenzione di ritirarsi dal Beaufort, che è parte integrante della zona di sicurezza in Libano ed essenziale per la difesa degli insediamenti della Galilea e delle forze dell'Idf. Come il primo ministro Netanyahu e io abbiamo chiarito - Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza in Libano". Lo scrive su X il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.
La guerra è costata al Pentagono circa 40 miliardi dollari
La guerra con l'Iran è costata al Dipartimento della Difesa statunitense circa 40 miliardi di dollari, secondo le stime preliminari di una prossima analisi del Center for strategic and international studies (Csis), secondo quanto riporta la Cnn. La cifra comprende il costo delle munizioni impiegate, delle attrezzature distrutte e dei danni subiti dalle basi militari, ma non include i costi operativi già incorporati nel bilancio del Pentagono per l'anno fiscale 2026, superiore a mille miliardi di dollari, secondo quanto ha spiegato Mark Cancian alla all-news. Secondo le stime preliminari del centro studi, oltre al dipartimento della Difesa, il conflitto ha comportato circa un miliardo di dollari di costi aggiuntivi per altre agenzie federali, tra cui il dipartimento per la Sicurezza interna e quello dei Veterani. L'impatto si è fatto sentire anche sui consumatori americani. Durante gran parte della guerra il prezzo medio della benzina è salito da meno di 3 dollari a gallone a oltre 4 dollari. Secondo un monitoraggio dei costi energetici realizzato dalla Brown University, ogni famiglia americana ha speso in media oltre 253 dollari in più rispetto a quanto avrebbe pagato in assenza del conflitto. Sul fronte macroeconomico, l'inflazione annua negli Stati Uniti ha superato il 4% per la prima volta in tre anni, trainata dall'aumento dei prezzi dell'energia, secondo gli ultimi dati del Bureau of Labor Statistics. L'aumento dei prezzi sta ora correndo più velocemente della crescita media dei salari. In pratica, nei mesi di aprile e maggio l'inflazione ha annullato gli aumenti retributivi percepiti dagli americani, una situazione che non si verificava dal 2023.
Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane: i dati
L'Istat ha certificato che l'inflazione a maggio è salita al 3,2%. "È un record che non si aveva dal settembre 2023", ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. E, secondo i calcoli dell'Unc, da febbraio a maggio, i prezzi sono saliti del 2%, cioè di 505 euro su base annua, per famiglia media (con 734 euro per coppia con due figli e 660 euro per coppia con un figlio).
Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane
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Netanyahu: "Danni civili al minimo, dovrebbero elogiarci"
"Il rapporto delle vittime civili in Libano è di cinque a uno. Un civile colpito su ogni cinque terroristi. E' incredibile perché nessun esercito si spinge così oltre come l'esercito israeliano per colpire i terroristi e ridurre al minimo le vittime civili. Dovremmo essere elogiati per questo, non condannati". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, intervenendo al Jns International policy summit.
Netanyahu: "Mai l'arma nucleare; indipendentemente dagli accordi"
"Indipendentemente da ciò che accadrà nei colloqui, con o senza accordo, vi prometto che, finché sarò primo ministro, l'Iran non avrà mai un'arma nucleare, mai. Finché sarò primo ministro di Israele, non permetterò che ciò accada". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, intervenendo al Jns International policy summit.
Israele, revocate tutte le restrizioni legate alle guerra
Le autorità israeliane hanno revocato tutte le restrizioni sugli assembramenti legate alla guerra nel nord del Paese.
Netanyahu: in Libano rimaniamo per tutto il tempo necessario
"Abbiamo istituito una zona di sicurezza a Gaza. Abbiamo istituito una zona di sicurezza in Siria. Abbiamo istituito una zona di sicurezza in Libano e la manterremo finché sarà necessario per proteggere il nostro popolo". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, interve
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Firma accordo tra USA e Iran a Ginevra per riaprire lo Stretto di Hormuz.
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Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza in Libano.
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أسئلة مفتوحة
- Quale sarà l'esito finale dei colloqui?
- Le minacce di chiusura dello Stretto di Hormuz verranno attuate?
- Quali saranno le conseguenze economiche a lungo termine?






