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Italia non pagherà fatture sanitarie per tragedia Crans-Montana: «Richiesta abominevole»
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ANSA Cronaca25‏/4‏/2026سياسة1 د قراءةItaly

Italia non pagherà fatture sanitarie per tragedia Crans-Montana: «Richiesta abominevole»

L'ambasciatore Cornado e la Regione Lombardia rifiutano ogni pagamento. Bertolaso: «La Svizzera ha responsabilità gravissima»

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  • L'Italia rifiuta categoricamente di pagare le spese sanitarie per i pazienti della tragedia di Capodanno a Crans-Montana.
  • L'ambasciatore Cornado definisce la richiesta svizzera «abominevole» e chiede reciprocità, ricordando che l'Italia aveva già aiutato il Canton Vallese senza chiedere nulla.
  • Bertolaso: «La Svizzera deve scusarsi e rivalersi sui responsabili».

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«Non pagheremo né ora, né mai queste fatture, qualora arrivassero al ministero della Salute l'Italia le rimanderà indietro», anche perché «ricordiamo che noi abbiamo aiutato il Canton Vallese mandando un elicottero della Protezione civile per dare soccorso, trasportando e ricoverando per mesi pazienti svizzeri al Niguarda e non abbiamo chiesto nulla. Pretendiamo reciprocità e non c'è nulla da negoziare. Chiediamo che queste fatture vengano pagate dalle autorità locali, se non lo facessero e ce le inviassero le rispediremmo al mittente». Lo spiega all'ANSA l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado. È «semplicemente abominevole» la richiesta avanzata dalla Svizzera sul pagamento delle spese sanitarie legate alla tragedia di capodanno a Crans-Montana, secondo il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e l'assessore al Welfare, Guido Bertolaso, che respingono «con fermezza» l'ipotesi che tali costi possano ricadere sull'Italia. «Gli svizzeri sostengono che sia la loro cassa malati a pretendere questo pagamento: benissimo, ma si rivolgano ai responsabili di quanto accaduto», aggiungono in una nota. «L'ho ribadito in ogni sede, anche durante il mio incontro a Sion: è fuori discussione - continua Bertolaso - che il nostro Paese, il governo o qualsiasi altra istituzione italiana possano farsi carico delle spese derivanti da questa tragedia». L'assessore ha inoltre sottolineato come il tema vada oltre il principio di reciprocità richiamato dall'ambasciatore italiano in Svizzera, anche «alla luce del fatto che due cittadini elvetici sono stati curati» all'ospedale Niguarda di Milano. «È anzitutto una questione etica: in Italia assistiamo e curiamo gratuitamente chiunque abbia bisogno di cure salvavita. Ma in questo caso - prosegue - la Svizzera ha una responsabilità gravissima. Questa tragedia non doveva accadere e non può permettersi di chiedere alcun pagamento. Deve piuttosto continuare a scusarsi e rivalarsi su chi è responsabile». Bertolaso fa anche il punto sulle condizioni dei cinque ragazzi ancora ricoverati al Niguarda. Sono «in miglioramento - sottolinea -. Uno dei pazienti ha già avviato il percorso di riabilitazione respiratoria, mentre gli altri quattro sono assistiti presso il centro grandi ustioni di Niguarda. Due di loro presentano ancora condizioni serie e dovranno affrontare una degenza prolungata. Confidiamo di poter dimettere altri due pazienti nelle prossime settimane».

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This article was originally published by ANSA Cronaca.

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