Modena, chef investito: "Mi sono reso conto di essere stato investito"
نظرة سريعة
- Ermanno Muccini, chef modenese, racconta la sua esperienza da pedone investito a Modena.
- Ricoverato ma non in pericolo di vita, descrive il momento dell'impatto e la fortuna di essersi salvato, ricevendo visite da Mattarella e Meloni.
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Sono stato fra i primi ad essere travolto, l'auto mi ha preso frontalmente mentre percorrevo il percorso da lavoro verso casa. Mi sono reso conto alla partenza del semaforo verde di una macchina che accelerava talmente forte che ho pensato 'questo è matto ad entrare in centro storico a questa velocità' e invece dopo mi sono trovato per terra e mi sono reso conto che ero stato investito".
È la testimonianza di Ermanno Muccini, chef modenese, ricoverato all'ospedale di Baggiovara (Modena) non in pericolo di vita. È uno dei pedoni feriti sabato in pieno centro storico dalla folle corsa dell'auto di Salim El Koudri.
Le sue parole restituiscono un altro volto del dramma modenese. Lo chef, 59 anni, racconta per la prima volta l'altra prospettiva, quella dei feriti. A Modena lo conoscono in tanti: il ristorante 'Zelmira' è uno dei templi alla cucina emiliana che si incontrano passeggiando attorno a piazza Grande. Proprio quell'usuale tragitto verso casa Muccini lo stava affrontando sabato quando, di rientro dal lavoro, si è reso conto di una macchina che accelerava. "Ho pensato 'questo è matto'". "Quando ho sentito partire la macchina, ho insomma pensato al solito 'fenomeno' e poi che magari aveva perso il controllo dell'auto", dice.
Non era così. Dall'ospedale di Baggiovara ammette di essere stato fortunato, anzi di "essere un miracolato. Si può dire così". È ancora ricoverato, ma se la caverà. La prognosi, già definita, è di una trentina di giorni. Lo chef è stato tra i primi pedoni travolti, quando l'auto ha fatto il suo ingresso in quella parte di via Emilia che per i modenesi rappresenta un po' l'ultimo confine della tradizionale 'vasca'.
"Quando sono stato investito ero ancora lontano dal pensare che il fatto potesse essere di una tale grandezza - ricorda il ristoratore - Ho riportato un trauma cranico, oculare, dei punti di sutura in testa e varie abrasioni. Alla fine non ho avuto dei danni così gravi a pensare a quello che è successo. Perciò sì, ritengo di essere stato fortunato, anzi miracolato. Cosa vedevo mentre ero a terra? Vedevo poco, la gente che soccorreva, sono state persone stupende perché c'è stato un attimo di empatia di tutti".
Domenica sono stati anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni a fargli visita: "Carinissimi - dice - due persone stupende. Un piacere aver conosciuto due persone di quel livello. Mi dispiace per chi è rimasto seriamente ferito". "Questa persona alla guida non l'ho nemmeno vista. È successo tutto troppo velocemente. Se l'atto è così come lo stanno ricostruendo, va punito".
"Non ho visto nemmeno l'auto che mi arrivava addosso - ricorda lo chef - ho visto la gente prima di me e poi io sono finito per terra. C'è stata una accelerazione su una corsia e pensavo che la macchina continuasse proprio lì sulla propria corsia, invece no. Quella è una strada che faccio sempre, tornando a casa da lavoro. L'auto mi è venuta addosso frontalmente, anche se non so come io sia stato investito. Credo lateralmente. Ero sul marciapiede, tutti ci trovavamo in quel momento sul marciapiede, sono stato sbalzato".
Gli ultimi due pensieri vanno ai medici ("carinissimi, efficienti, professionali, umani") e alla voglia di tornare alla vita che c'era prima di sabato: "Non ho ancora visto il video di quando è accaduto, sicuramente lo farò. Ma non resterò scioccato o traumatizzato", garantisce Muccini mostrando tutta la voglia che ha di rimettersi in piedi al più presto.







