Papa Francesco implora i "ribelli" tradizionalisti: "Tornate indietro, lacerare la tunica di Cristo è peccato"
نظرة سريعة
- Papa Francesco invia una lettera drammatica al superiore della Fraternità San Pio X, Don Davide Pagliarani, implorando di recedere dalle quattro consacrazioni episcopali illegittime previste in Svizzera.
- L'atto è definito un "peccato di estrema gravità" e uno "scismatico".
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«Vi prego con il cuore, tornate indietro, lacerare la tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori».
È un tono drammatico quello che caratterizza la lettera che papa Leone ha inviato al superiore della Fraternità sacerdotale San Pio X, Don Davide Pagliarani, per invitare, con un ultimissimo appello, i “ribelli” tradizionalisti a recedere dalle quattro consacrazioni episcopali illegittime, poiché sprovviste del mandato pontificio, in programma oggi a Econe, in Svizzera.
«Tornate sui vostri passi!»
E ha in effetti la portata di una ferita storica l’atto che i lefebvriani, tra vesti lunghissime e guanti rossi, si apprestano a compiere in sfregio all’ortodossia e al programma stesso del pontificato di Leone, che fin dal primo giorno ha voluto dedicarlo all’unità di tutti i cristiani. In un ultimo tentativo, Prevost tende la mano. «Colmo di affetto cristiano - scrive nella missiva datata 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo ma diffusa oggi - , vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione».
La Chiesa «è disponibile - è quindi la sua apertura - a un percorso di dialogo e di intesa», poiché «riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta fraternità vostro intento».
La risposta a Prevost
Ma i lefebvriani rispondono: «Paradossalmente, nel contesto odierno, ci sembra proprio di dovere fare tutto il possibile per cucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con un autentico spirito cattolico. Chiediamo semplicemente di considerare l’autenticità di questa intenzione prima di prendere una decisione in merito al Fraternità sacerdotale. Non è troppo tardi. Lungi da noi l’idea di separarci dalla Chiesa romana; al contrario desideriamo servirla in modo straordinario». E aggiungono: «Le chiediamo gentilmente di darci la benedizione».
Una vicenda lunga
A scavare un fossato tra i seguaci di Marcel Lefebvre, vescovo anti-Concilio scomunicato da san Giovanni Paolo II e la Chiesa di Roma c’è però sempre il nodo della mancata accettazione del Vaticano II con le sue riforme: dall’ecumenismo, all’apertura ai laici, alla celebrazione della messa nelle lingue “volgari” e non in latino.
La Fsspx già ha dato il via a una tre giorni di messe e celebrazioni che culmineranno nella ordinazione di quattro vescovi: due francesi, uno svizzero e un americano, alla possibile presenza anche di esponenti di forze politiche di estrema destra come Forza nuova e Mario Borghezio di Futuro nazionale.
Il 13 maggio scorso la Dottrina della Fede, il dicastero vaticano competente, aveva già lanciato un ultimatum ai lefebvriani: «Le ordinazioni episcopali non hanno il corrispondente mandato pontificio - aveva detto il prefetto, il teologo Victor Manuel Fernandez -. Questo gesto costituirà un atto scismatico».
Parole, come quelle del Papa, apparentemente pronunciate invano.






