
Il bollettino mensile evidenzia il ventunesimo mese consecutivo di incremento dei finanziamenti. In aumento anche le sofferenze e i depositi.
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Il bollettino mensile dell'Abi monitora regolarmente l'andamento dei finanziamenti bancari, dei tassi di interesse e della qualità del credito in Italia.
Continua la corsa dei prestiti bancari, che per il ventunesimo mese consecutivo crescono, registrando a settembre un incremento del 3,7 per cento (contro il 3,5% di luglio). Lo evidenzia il bollettino mensile dell’Abi di settembre, dal quale emerge anche un lieve rialzo del costo dei mutui, che sale al 3,61% (con un incremento dello 0,06%), un livello inferiore al 3,9% calcolato da Banca d’Italia nelle statistiche Banche e Moneta pubblicate nei giorni scorsi. Questo mese il bollettino mette in evidenza anche l’andamento delle sofferenze: i crediti deteriorati ad agosto erano pari a 28,2 miliardi, in aumento rispetto all’aggiornamento, relativo al mese di maggio, quando ammontavano a circa 26 miliardi.
Finanziamenti in aumento da marzo 2025
Il totale dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 3,7% su base annua, in accelerazione rispetto alla variazione registrata il mese precedente (+3,5%), proseguendo il percorso di crescita dei prestiti iniziato a marzo 2025. Per le famiglie è il ventunesimo mese consecutivo di incremento e per le imprese è il quindicesimo mese consecutivo di crescita dei prestiti. Infatti, ad agosto 2026 i prestiti alle imprese sono aumentati del 4,2%, mentre quelli alle famiglie del 2,9%.
Tasso su mutui al 3,61%
Il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato il 4,24% (+0,05% rispetto al mese precedente). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è aumentato al 3,61% (+0,06% rispetto al mese precedente; era 4,42% a dicembre 2023); il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è aumentato al 3,77% (+0,06% rispetto al mese precedente; era 5,45% a dicembre 2023)
Tasso di deterioramento dei crediti al 2,8% nel 2026
Ad agosto 2026 i crediti deteriorati netti ammontavano a 28,2 miliardi di euro. I crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,32% dei crediti totali. Secondo l’Outlook ABI-Cerved per il triennio 2026-2028, il tasso di deterioramento del credito relativo alle imprese (calcolato come rapporto tra il numero delle posizioni creditizie deteriorate - crediti scaduti, inadempienze probabili o crediti in sofferenza - nel corso dell’anno e lo stock di posizioni non deteriorate all’inizio dell’anno) è previsto in aumento dal 2,6% del 2025 al 2,8% nel 2026 e al 2,9% nel 2027, per poi scendere lievemente al 2,8% nel 2028. Tra il 2025 e il 2028, gli incrementi più marcati del tasso di deterioramento sono attesi per le imprese di medie dimensioni, dall’1,8% al 2,1%, e per il settore delle costruzioni, dal 2,9% al 3,2%. Nel 2028, i valori più elevati si registrerebbero tra le microimprese (3,0%), nel Mezzogiorno (3,7%) e nelle costruzioni (3,2%).
Depositi in salita dell’1,9 per cento
A settembre 2026 i depositi, nelle varie forme, sono cresciuti dell’1,9% su base annua (+1,7% il mese precedente). La raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, a settembre 2026 è aumentata del 6,4% rispetto ad un anno prima (+6,2% nel mese precedente). La raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi dalle banche, ha presentato un incremento di 95 miliardi tra agosto 2025 e agosto 2026.
AI outlook — possibilities, not facts
Tasso di deterioramento del credito in aumento al 2,8% nel 2026
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