Adenocarcinoma polmonare, cos'è il tumore diagnosticato al Papa: sintomi e trattamento
Quick Look
- L'adenocarcinoma polmonare è il sottotipo più frequente del tumore del polmone non a piccole cellule, rappresentando circa il 60% dei casi.
- Si sviluppa nelle zone periferiche del polmone e può colpire anche non fumatori.
- La diagnosi precoce, come nel caso di Papa Leone XIV, migliora la prognosi, rendendo spesso risolutivo l'intervento chirurgico.
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Why It Matters
L'adenocarcinoma polmonare è il sottotipo più comune del tumore del polmone non a piccole cellule, rappresentando circa il 60% dei casi secondo l'Airc. Si sviluppa nelle zone periferiche del polmone e può essere collegato a mutazioni genetiche, fumo, esposizione all'amianto o ad altri agenti, ma può anche colpire non fumatori.
L'adenocarcinoma polmonare è uno dei tre principali sottotipi di tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc), insieme al carcinoma spinocellulare e al carcinoma a grandi cellule. Secondo quanto riportato dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), è il più frequente e rappresenta circa il 60% dei casi di questa categoria. Si sviluppa generalmente nelle zone più periferiche del polmone, in corrispondenza dei bronchi di diametro minore.
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Dal punto di vista clinico, i tumori del polmone vengono suddivisi principalmente in due grandi categorie: quelli non a piccole cellule, che rappresentano circa l'85% dei casi, e quelli a piccole cellule, chiamati anche microcitomi, responsabili del restante 10-15%. Nel complesso, secondo i dati Airtum 2025, in Italia si stimano 27.100 nuove diagnosi di tumore del polmone tra gli uomini e 16.400 tra le donne.
Come riporta un approfondimento sul sito del Policlinico Sant'Orsola (Bologna), l’origine dell'adenocarcinoma è legata a un processo di crescita incontrollata delle cellule, dovuto a una mutazione genetica del Dna. Queste alterazioni provocano una proliferazione anomala delle cellule epiteliali nei tessuti polmonari, dando origine alla formazione tumorale, che generalmente si sviluppa negli alveoli e nei bronchi. Le esatte cause che portano alla comparsa di questa anomalia non sono ancora del tutto chiare. Tra i principali fattori di rischio figurano il fumo di sigaretta e l'esposizione all'amianto o ad altri agenti pesanti quali l'arsenico, il radon o il nichel. L'adenocarcinoma, tuttavia, può svilupparsi anche in persone che non hanno mai fumato. Come ha chiarito Claudio Micheletto, direttore dell'Unità operativa complessa di Pneumologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Verona e membro del direttivo dell'Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo), “è una neoplasia non sempre legata al fumo, nel senso che c'è una percentuale di persone che hanno queste forme, pur non avendo avuto delle esposizioni al fumo attivo”.
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Nelle fasi iniziali l'adenocarcinoma polmonare non si manifesta con sintomi evidenti. Come sottolinea il Policlinico Sant'Orsola, spesso il tumore viene scoperto durante normali esami di controllo, senza che il paziente sospetti di avere la malattia. Con il progredire della neoplasia possono invece comparire diversi disturbi, soprattutto a carico dell'apparato respiratorio. Tra i sintomi più comuni figurano una tosse persistente, generalmente secca e talvolta accompagnata da sangue, difficoltà respiratorie, affanno, respiro corto e dolore al petto. Possono inoltre manifestarsi debolezza generalizzata, febbre, perdita di peso apparentemente inspiegabile e mancanza di appetito.
Per individuare un eventuale tumore polmonare possono essere utilizzati diversi esami di diagnostica per immagini, tra cui radiografia del torace, ecografia toracica, Tac, risonanza magnetica e Pet. La scelta degli accertamenti dipende dal singolo caso. Quando viene rilevata una formazione sospetta, è necessario analizzare in laboratorio un campione di tessuto per stabilirne la natura e le caratteristiche. Il quadro diagnostico viene completato determinando la stadiazione del tumore, il suo grado di avanzamento.
Il trattamento dell'adenocarcinoma polmonare dipende da diversi fattori, tra cui lo stadio della malattia, le dimensioni e la posizione del tumore e le condizioni cliniche del paziente. Se il tumore viene diagnosticato quando non è metastatizzato e presenta caratteristiche compatibili (sia per dimensione che per posizione) si procede generalmente con la rimozione chirurgica, associata o meno a trattamenti radioterapici o chemioterapici. La scelta del trattamento più appropriato viene valutata dal team medico sulla base delle caratteristiche della malattia e delle condizioni del paziente.
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Le possibilità di trattamento e la prognosi dipendono soprattutto dallo stadio in cui viene individuato il tumore. La diagnosi precoce riveste quindi un ruolo importante, perché permette di intervenire quando la malattia è ancora circoscritta. A questo proposito, Micheletto ha spiegato che, nel caso del Pontefice, l'adenocarcinoma è stato individuato in una fase precoce. "Per fortuna nel caso del Pontefice l'adenocarcinoma è stato identificato in una fase precoce e quindi circoscritto a un lobo" polmonare, "e generalmente la chirurgia è risolutiva, fatto salvo che va confermato non solo l'esame istologico, ma anche l'eventuale presenza" di cellule tumorali "nei linfonodi", ha spiegato l’esperto.
Open Questions
- Quali sono le percentuali esatte di adenocarcinoma nei non fumatori?
- Quali sono le linee guida nazionali per lo screening del tumore polmonare in Italia?
- Qual è stato l'esito definitivo dell'esame istologico sui linfonodi nel caso di Papa Leone XIV?







