Andrea Sempio si dice sollevato dopo l'archiviazione delle indagini sull'omicidio di Chiara Poggi
Quick Look
- Andrea Sempio, 38enne commesso, si dichiara sollevato dopo la chiusura delle indagini della procura di Pavia che lo indicano come responsabile dell'omicidio di Chiara Poggi, scagionando Alberto Stasi, già condannato definitivamente a 16 anni.
- Sempio afferma di non temere gli indizi contro di lui, critica l'analisi del DNA sui pedali della bici e commenta le dichiarazioni di Cristina Cattaneo e Francesco Maria Avato sulle possibili incongruenze nelle prove.
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Why It Matters
L'omicidio di Chiara Poggi avvenne a Garlasco nel 2007. Alberto Stasi fu condannato definitivamente a 16 anni di reclusione. Recentemente, la procura di Pavia ha chiuso le indagini indicando Andrea Sempio come possibile responsabile, sebbene non sia stato emesso alcun avviso di garanzia.
E' più "sollevato" Andrea Sempio, dopo la chiusura delle indagini della procura di Pavia che lo additano come il responsabile dell'omicidio di Chiara Poggi e scagionano Alberto Stasi, sebbene sia stato condannato a 16 anni in via definitiva per il delitto: "Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo. Se capiterà di dover andare proprio a giudizio, cioè di arrivare ad un vero e proprio processo, l'affronteremo", dice ai microfoni di Quarto Grado.
A distanza di pochi giorni dal nuovo deposito di carte, oltre ad augurarsi che sia arrivato davvero il momento per uscire "da questo marasma di supposizioni" e "piste inventate", Sempio afferma dunque di non aver nulla da temere dagli indizi raccolti contro di lui, a partire dall'impronta 33, quella che per i pm pavesi e i carabinieri è la firma che avrebbe lasciato sulla parete delle scale che portano alla cantina di casa Poggi, non molto lontano dal corpo senza vita della giovane. "A noi non serve sapere cosa potrebbe non essere o cosa non si può escludere. Devi avere una certezza. C'era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C'era del sangue? No. Fine. Per come la vedo io la questione finisce lì", sottolinea.
Il commesso 38enne, tra l'altro, spende anche qualche parola sulla consulenza depositata ai pubblici ministeri da Cristina Cattaneo, patologa forense e antropologa medica tre le più note e stimate in Italia: per l'esperta il suo piede poteva calzare la scarpa che ha lasciato la famosa impronta insanguinata a pallini sul pavimento della villetta di via Pascoli a Garlasco.
"Se tu avessi trovato a casa di Andrea Sempio - dice parlando in terza persona - una scarpa riconducibile a quella, magari sporca del sangue di Chiara, è un conto. Ma finché dici 'è compatibile', va bene. Non hai un elemento vero che collega quello". E sul suo numero di piede non esita: "Avevo il 44 ai tempi e ce l'ho ancora oggi". Intanto, sta subendo "l'effetto dei social" e "ha cominciato a denunciare qualche attacco un po' più grave". C'è anche un commento su Stasi: "credo sia stato Alberto, credo che la condanna fosse fondata". Ma se c''è stato "davvero un errore", aggiunge, "ovviamente è una tragedia".
Ed è proprio il possibile errore sulla questione del dna sui pedali l'elemento che continua a far discutere. Con la procura generale di Milano impegnata a valutare le nuove carte trasmesse dagli inquirenti pavesi, in vista di una eventuale richiesta di revisione sulla quale, per ora, la procuratrice non ha ancora sciolto la riserva, ad intervenire è il professor Francesco Maria Avato, all'epoca alla guida del pool di consulenti nominati dall'ex studente bocconiano. Il docente universitario, interpellato sulla questione di quel test che 19 anni fa ha portato al fermo non convalidato di Stasi, ha spiegato di non essere mai stato messo al corrente dei due esiti "nulli" ottenuti dal Ris di Parma il 20 settembre 2007, dopo che il giorno precedente le analisi avevano restituito il profilo genetico di Chiara: "Ciò dovrebbe invalidare tutto - ha spiegato -. Sulla base di quel tracciato, che adesso risulta non confermato, non solo possiamo ribadire che non era sangue, ma anche che non c'è presenza di Dna" della vittima. Anche lui, come gli attuali esperti incaricati da Stasi, ritiene plausibile l'ipotesi di una "scambio" di campionature: quella relativa ai pedali della bicicletta con quella effettuata sul cucchiaino usato da Chiara Poggi per fare colazione.
Avato, infine, ha fatto notare che di fronte "a discrepanze enormi", come quella, "le analisi andavano ripetute" e che su quella "anomalia" si sarebbe dovuto avvisare "soprattutto il magistrato". Non è che si può "selezionare i risultati delle analisi a mio uso e consumo - ha concluso - ma è necessario il contraddittorio tra le parti per concordare le ulteriori procedure di controllo e verifica".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
La procura di Milano potrebbe richiedere la revisione della condanna di Alberto Stasi sulla base delle nuove analisi sul DNA.
Possible · Within months
Andrea Sempio potrebbe essere formalmente iscritto nel registro degli indagati se verranno ritenuti sufficienti gli indizi attuali.
Possible · Within weeks
Open Questions
- Andrea Sempio sarà formalmente indagato o sottoposto a processo?
- Qual è il valore probatorio dell'impronta 33 trovata sulle scale?
- Esistono elementi concreti che collegano Sempio al luogo del delitto oltre alle dichiarazioni sulla compatibilità della scarpa?
- La procura di Milano richiederà la revisione della condanna di Stasi?







