Attacco mirato a Qeshm, ma gli Usa sono spaccati sull'Iran
Dopo le midterm, il presidente è sotto pressione tra chi spinge per l'escalation e chi preme per la via diplomatica e le sanzioni
Quick Look
- Un attacco mirato a Qeshm mostra i muscoli degli Stati Uniti, ma maschera l'alta tensione interna all'amministrazione Trump su come procedere nel conflitto con l'Iran.
- Dopo la sconfitta repubblicana alle midterm, il presidente è sotto pressione tra chi spinge per l'escalation e chi preme per la via diplomatica e le sanzioni.
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Why It Matters
Dopo la sconfitta repubblicana alle elezioni di metà mandato, l'amministrazione Trump è sotto pressione interna su come procedere nel conflitto con l'Iran. Un attacco mirato a Qeshm ha mostrato i muscoli degli Stati Uniti, ma l'alta tensione alla Casa Bianca riflette lo scontro tra le diverse correnti su escalation militare o via diplomatica.
Un attacco mirato a Qeshm di qualche minuto per mostrare i muscoli e far vedere che gli Stati Uniti non mollano la presa. L'azione decisa maschera però l'alta tensione all'interno dell'amministrazione Trump su come procedere nel conflitto, il principale responsabile della scottante sconfitta dei repubblicani alle elezioni di metà mandato. Trump è tirato per la giacchetta e sotto pressione dalle diverse correnti che si stanno scontrando alla Casa Bianca mentre cerca di decidere se tornare ad attaccare oppure privilegiare la via diplomatica. "Dobbiamo decidere. Preferirei non distruggere il resto del paese se possibile, ma forse dovremmo farlo. Lo saprete presto", ha detto Trump dopo le midterm confermando di non aver ancora sciolto le riserve. Il commander-in-chief ha da un lato il capo del Pentagono Pete Hegseth e il numero uno dello Us Central Command Brad Cooper che spingono per una escalation, appoggiati anche dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. Dall'altro i segretari di stato e del Tesoro, Marco Rubio e Scott Bessent, che premono per ulteriori sanzioni e la continuazione del blocco americano nel Golfo così da soffocare e piegare l'Iran. Appoggiato da Trump, Bessent ha parlato di recente dell'Iran anche con la Cina chiedendo - riporta il Washington Post - di usare la sua influenza su Teheran per mettere fine al conflitto. In prima fila per trovare una soluzione c'è JD Vance: con il 2028 in vista, il vicepresidente è in costante contatto con i mediatori del Qatar e del Pakistan, che stanno discutendo la possibilità di un incontro a livello tecnico fra gli Stati Uniti e l'Iran nei prossimi giorni. Per Vance chiudere la guerra sarebbe un'occasione per rilanciare la sua candidatura alle presidenziali, che appare in pericolo dopo l'onda blu emersa dalle midterm. Anche la spinta di Rubio a una soluzione diplomatica appare inquadrata in un'ottica di corsa alla Casa Bianca. Pur non essendo stato direttamente coinvolto nelle trattative con l'Iran, Rubio è il segretario di Stato (oltre che consigliere per la sicurezza nazionale), un ruolo che difficilmente lo mette al riparo per le critiche ad un conflitto bocciato dagli americani. Le trattative proseguono dietro le quinte e, secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, l'accordo in discussione prevede di ridurre i tempi delle trattative preliminari da 60 giorni - la durata prevista dal memorandum di giugno - a due giorni, per poi passare immediatamente ai negoziati sul nucleare. Questa opzione aprirebbe al presidente una via di uscita per iniziare a porre fine al conflitto. Non è chiaro però se l'Iran accetterà tale ipotesi. Come molti presidenti 'anatra zoppa', anche Trump è probabile che dedicherà più tempo alla politica estera, area in cui il suo potere è meno limitato dal Congresso. Questo fa sì che la guerra in Iran e quella in Ucraina saranno le sue priorità, alle quali però - affermano gli osservatori - deve avvicinarsi consapevole di essere politicamente più debole. L'esito del voto appare infatti in grado di rafforzare l'Ucraina, l'Europa e forse l'Iran. La Russia invece potrebbe perdere terreno perchè le capacità di Trump di arrivare a un accordo favorevole a Vladimir Putin sono ora più ridotte.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Nei prossimi giorni potrebbe aver luogo un incontro a livello tecnico tra Stati Uniti e Iran, mediato da Qatar e Pakistan.
Likely · Within days
L'accordo in discussione prevede di ridurre i tempi delle trattative preliminari da 60 giorni a due giorni, per poi passare immediatamente ai negoziati sul nucleare.
Possible · Within days
Open Questions
- L'Iran accetterà l'ipotesi di ridurre i tempi delle trattative preliminari a due giorni?
- Trump deciderà di tornare ad attaccare o privilegerà la via diplomatica?
- Quale sarà l'esito dei negoziati sul nucleare se l'incontro tecnico avrà luogo?







