Avvelenamento da ricina di Pietracatella, sentiti in Questura i professori di Sara e Alice
Il padre Gianni Di Vita ribadisce: non ho nulla da nascondere, voglio solo la verità
Quick Look
- Nuovi interrogatori in questura a Campobasso nell'inchiesta sulla morte di Sara e Antonella Di Vita, avvelenate con la ricina a dicembre.
- Convocati diversi professori del liceo Classico 'Mario Pagano' come persone informate dei fatti.
- Il padre Gianni Di Vita, intervistato da Rai 1 e Teleregione, ribadisce di non avere nulla da nascondere e chiede che la verità emerga.
AI-generated summary
Why It Matters
Sara Di Vita e sua madre Antonella sono morte a dicembre, avvelenate con la ricina. Alice Di Vita, sorella di Sara, si è diplomata a giugno e frequenta l'Università a Torino. Il liceo Classico 'Mario Pagano' di Campobasso è la scuola frequentata da Sara e Alice fino allo scorso anno.
Nuovo giro di interrogatori in questura a Campobasso nell'ambito dell'inchiesta sul giallo di Pietracatella. Negli ultimi giorni sono stati convocati diversi professori del liceo Classico 'Mario Pagano' di Campobasso. Gli insegnanti sono stati sentiti dalla Squadra Mobile come persone informate dei fatti. La scuola è quella frequentata fino allo scorso anno da Sara e Alice Di Vita. Quest'ultima a giugno si è diplomata e ora frequenta l'Università a Torino. Nell'atrio della scuola, dopo la tragedia di dicembre e la morte di Sara e di sua mamma Antonella, avvelenate con la ricina, c'è affisso al muro un grande pannello con centinaia di messaggi dedicati alla ragazza scritti dagli alunni dell'istituto.
Lo sfogo di Di Vita: "Non ho nulla da nascondere"
"Non ho paura di nulla perché non ho nulla da nascondere. Voglio solo che questa storia finisca il prima possibile", ha detto Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne avvelenate, intervistato da La Vita in Diretta su Rai 1 e dall'emittente molisana Teleregione. "Non vorrei che fosse stato un delitto, per me sarebbe una seconda tragedia", ha aggiunto." Io spero, mi auguro, che la verità sia questa. È una speranza, ma non è del tutto infondata. Credo che sia legittimo che io lo pensi: io sono il marito di Antonella e il padre di Sara, sapere che è stato commesso un delitto per me sarebbe una seconda tragedia". Di Vita ribadisce che vuole la verità: "La voglio per mille motivi, per giustizia e perché io e Alice non saremo mai sereni senza la verità".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
L'inchiesta proseguirà con ulteriori interrogatori e accertamenti
Likely · Within weeks
Open Questions
- Chi è responsabile dell'avvelenamento con la ricina?
- Qual è stato il movente del possibile delitto?
- Quali informazioni hanno fornito i professori interrogati?
- Quando si concluderà l'inchiesta?





