
La Corte europea dei diritti umani ha respinto il ricorso presentato da Silvio Berlusconi contro l'Italia, confermando la legittimità della condanna per frode fiscale.
La Corte europea dei diritti umani ha respinto il ricorso di Silvio Berlusconi contro l'Italia, stabilendo che il processo Mediaset sui diritti tv fu equo e confermando la condanna per frode fiscale.
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Silvio Berlusconi era stato condannato penalmente nell'agosto 2013 per un piano di evasione fiscale legato ai diritti tv di Mediaset.
Il processo per frode fiscale sui diritti tv Mediaset è stato equo. A stabilirlo è la Corte europea dei diritti umani che ha respinto il ricorso che era stato presentato da Silvio Berlusconi contro l'Italia alla Corte di Strasburgo il 28 dicembre 2013.
Il fondatore di Forza Italia era stato condannato penalmente per un piano di evasione fiscale attuato attraverso Mediaset S.p.A. e altre società del medesimo gruppo, in relazione all'acquisizione di diritti televisivi. Il caso, dopo il ricorso presentato da Berlusconi, è stato esaminato dalla Cedu che si è focalizzata in particolare sulla questione relativa all'imparzialità del collegio giudicante della Corte di Cassazione e ha stabilito che tale ricorso alla Corte di Strasburgo è "manifestamente infondato".
Si chiude così una causa lunga oltre dieci anni che gli eredi del fondatore di Forza Italia avevano deciso di portare avanti anche dopo la sua morte.
Rigettato ogni punto del ricorso
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato all'unanimità che non vi è stata violazione dell'articolo 6 (che stabilisce il diritto a un giusto processo) della Convenzione europea sui diritti dell'uomo. La Cedu ha ritenuto che non sia stato dimostrato un difetto di imparzialità della Corte di Cassazione che nell'agosto 2013 rese definitiva la condanna per frode fiscale: i giudici di Strasburgo hanno quindi di fatto confermato la condanna del ricorrente per complicità in dichiarazioni fiscali fraudolente.
Silvio Berlusconi aveva inoltre fatto ricorso per altri punti, come il non aver potuto partecipare ad alcune udienze: anche in questi casi la Cedu ha dichiarato di “non rilevare alcuna apparente violazione" e di conseguenza il resto del ricorso è "manifestamente infondato".

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