Blocco tir, scaffali vuoti e carburanti esauriti: quali merci mancano dai supermercati
Le mobilitazioni contro il caro carburanti causano disagi negli approvvigionamenti di generi alimentari e carburante, con impatti maggiori al Sud
Quick Look
Le proteste di autotrasportatori e agricoltori contro il caro carburanti causano carenze di prodotti freschi e carburante in Italia, colpendo principalmente il Sud, con ripercussioni anche in Lazio, Piemonte e Lombardia nonostante l'avvio della revoca dei presidi.
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Why It Matters
Il governo ha approvato un decreto legge il 22 ottobre con misure di sostegno per i settori dell'autotrasporto, dell'agricoltura e della pesca per placare le proteste.
Dalla frutta agli ortaggi, dalla carne ai latticini: i prodotti freschi continuano a mancare dagli scaffali dei supermercati, così come tutte le altre merci delicate che richiedono trasporto rapido e refrigerazione. Sono le conseguenze delle proteste degli autotrasportatori e degli agricoltori che hanno paralizzato il mercato al Sud Italia, con effetti che iniziano a sentirsi anche in Lazio, Piemonte e Lombardia
Dopo il decreto legge approvato il 22 ottobre dal Consiglio dei ministri con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell'autotrasporto, dell'agricoltura e della pesca, alcuni presidi sono stati rimossi e gli autotrasportatori di Sicilia e Calabria hanno deciso di sospendere lo sciopero. Nei supermercati iniziano a ricomparire frutta e verdura ma gli approvvigionamenti dei prodotti freschi non sono ancora sufficienti per far fronte alle mancanze dei giorni scorsi. La mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro carburanti ha provocato conseguenze soprattutto nei supermercati del Sud Italia, lasciando anche a secco le pompe di benzina e gasolio. Le zone più colpite sono Puglia, Campania, Calabria e Sicilia ma gli effetti si stanno facendo sentire anche nel Lazio e, in misura più limitata, in Lombardia, Veneto e Toscana.
Tra i prodotti che scarseggiano maggiormente ci sono frutta e verdura, che hanno subito le conseguenze delle proteste non solo degli autotrasportatori ma anche degli agricoltori che lamentano l’aumento di prezzi del carburante. A tal proposito, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha specificato che nel decreto odierno sono compresi anche "60 milioni per il costo del carburante agricolo" utili a "garantire l'acquisto di 121 milioni di litri, con un contributo fino a 45 centesimi”. Al momento, tuttavia, frutta e verdura restano i prodotti più colpiti: parliamo principalmente di pomodori, zucchine, melanzane e peperoni; poi ancora uva, limoni e clementine e altri ortaggi provenienti dalle regioni meridionali.
A scarseggiare sono anche latte e latticini, come yogurt, formaggi freschi e mozzarella, compresa quella di bufala campana. Questo perché si tratta di prodotti delicati che richiedono trasporto rapido e refrigerazione, così come carne, salumi e uova. Le interruzioni nei trasporti hanno messo a rischio anche i surgelati, perché la catena del freddo deve rimanere attiva, oltre ai prodotti freschi pronti al consumo.
Benzina e gasolio non si trovano più in molti rifornimenti del Sud Italia. I problemi più gravi sono stati segnalati al Sud, soprattutto in Puglia e nell'area di Napoli, dove alcune stazioni di servizio sono rimaste senza benzina o diesel a causa dei ritardi delle autocisterne. A rischio anche i collegamenti marittimi con le isole del Golfo di Napoli che hanno risentito delle difficoltà di rifornimento.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Ripristino graduale delle forniture dopo la revoca dei presidi.
Likely · Within days
Open Questions
- Quanto tempo sarà necessario per ripristinare la piena normalità negli scaffali?







