
L'Ufficio parlamentare di bilancio analizza l'effetto delle politiche fiscali: il taglio delle accise favorisce i redditi alti, l'esenzione dal bollo auto sostiene le famiglie meno abbienti.
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L'Ufficio parlamentare di bilancio ha pubblicato il Focus 5/2026 analizzando l'impatto regressivo delle accise e quello progressivo dell'esenzione dal bollo auto.
Nel derby delle misure contro il caro carburante, il taglio delle accise aiuta di più le famiglie più ricche, l’esenzione dal bollo auto quelle più povere. In generale, il contrasto è noto: ma tradotto in cifre acquista un’evidenza assai più significativa.
A offrire i numeri che misurano la distanza redistributiva fra i due interventi è l’Ufficio parlamentare di bilancio. Quattro anni fa, l’Autorità dei conti era stata la prima a dettagliare l’impatto regressivo degli sconti generalizzati sulle accise. E oggi, con il Focus 5/2026, ha fatto lo stesso lavoro sul bollo auto. Con risultati opposti.
I numeri, allora, in sintesi. La cancellazione bollo dalla prima auto con potenza fino a 80Kw, o dalla moto di chi non possiede un’auto esente, riduce dello 0,36% la spesa della famiglia-tipo. Ma la famiglia-tipo non esiste. Esistono le famiglie reali, molto diverse fra loro per condizioni economiche e quindi per capacità di spesa. Che dallo sconto sulla tassa di circolazione ottengono effetti diversi.
A quelle del primo decile, cioè al 10% di famiglie caratterizzate da un budget più ridotto, l’addio al bollo auto riduce la spesa complessiva dello 0,9%, con un impatto che quindi è pari a 2,5 volte quello medio, misurato su tutti. Il peso della misura sul totale delle uscite annue scende poi progressivamente allo 0,7% nel secondo decile, allo 0,6% nel terzo giù giù fino allo 0,1% dell’ultimo decile, dove si addensano i portafogli più gonfi.
Questo accade perché in valore assoluto il beneficio prodotto dall’esenzione è quasi lineare nelle diverse fasce economiche, dal momento che si diffonde a tutto campo coinvolgendo il 63% delle famiglie. Ma i 168,4 euro medi calcolati dal Governo nella relazione tecnica al decreto legge 162/2026 (59 per le moto) hanno ovviamente un peso specifico maggiore quando il bilancio famigliare è più esile.
La geografia distributiva del taglio alle accise è speculare, perché il beneficio rimane sostanzialmente stabile nel suo rapporto con la spesa complessiva, oscillando fra lo 0,2% e lo 0,3% nei vari decili, mentre cambia in valore assoluto, crescendo insieme alla fortuna economica dei diretti interessati. La ragione è nella struttura dei due prelievi: le accise sono legate al consumo, mediamente maggiore nelle famiglie più ricche, dotate in genere di auto più potenti, mentre il bollo è scorrelato dai chilometri percorsi (viene pagato anche da chi tiene regolarmente l’auto ferma in parcheggio), e ha un dialogo incerto anche con i listini (la tassa cresce in modo molto meno progressivo del prezzo di un veicolo nuovo, e si mantiene costante mentre l’auto invecchia e perde valore).

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