Ton più diplomatici nel confronto finale, ma non sono mancati scambi di battute e frecciate. I sondaggi danno i due candidati in perfetta parità.
Il presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva e il candidato di destra Flavio Bolsonaro si sono affrontati nell'ultimo dibattito televisivo prima delle elezioni presidenziali in Brasile, con i sondaggi che indicano un testa a testa al 50%.
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I candidati alla presidenza del Brasile si contendono la guida del Paese in un testa a testa elettorale.
Il primo dibattito tra i due sfidanti alla guida del Brasile è stato carico di insulti e praticamente privo di proposte politiche concrete. Questa volta, invece, i due candidati si sono interrogati a vicenda sull'economia brasiliana, sulle infrastrutture e sullo sviluppo regionale. Non sono mancati scambi di battute e frecciatine
Dopo un precedente dibattito segnato da insulti e scarsità di contenuti, i due candidati alle elezioni presidenziali brasiliane, il capo di Stato uscente Luiz Inacio Lula da Silva e il candidato della destra, Flavio Bolsonaro, hanno mostrato toni più diplomatici nell'ultimo confronto tv prima del voto di domani. I sondaggi continuano a prevedere un testa a testa e le elezioni potrebbero essere decise da poche migliaia di voti . Questa volta i candidati hanno discusso nei dettagli di economia, infrastrutture e sviluppo regionale. Non sono mancati scambi di battute e frecciate, con Lula che ha attaccato la mancanza di esperienza del senatore quarantacinquenne, il quale ha accusato a sua volta il presidente di lasciare un "Paese in rovina".
Sondaggio: i due rivali sono in parità
In ballo, dalle elezioni di domenica, c'è il futuro politico del più grande Paese dell'America Latina: se si unirà alla destra regionale sostenuta dal presidente statunitense Donald Trump oppure rimarrà una roccaforte della sinistra. Un sondaggio dell'istituto Datafolha mostra i due candidati in parità con il 50% delle intenzioni di voto ciascuno, rispetto al vantaggio di quattro punti percentuali di Bolsonaro nei sondaggi pubblicati due settimane fa.
L’agenda politica
Guardando all'agenda politica, Bolsonaro ha promesso di risolvere i problemi di criminalità in Brasile, creare 500mila posti in più nelle carceri e tagliare la spesa pubblica. "Lula vuole parlare di proposte, a differenza di Bolsonaro, che preferisce attacchi e provocazioni", ha dichiarato il ministro delle Comunicazioni Sociali Sidonio Palmeira. Lula, ex leader sindacale, si presenta come difensore della democrazia e conta in gran parte sull'opposizione al ritorno al potere della famiglia Bolsonaro. L'ex presidente Jair Bolsonaro sta scontando una condanna a 27 anni di carcere per aver tentato un colpo di stato dopo la sconfitta subita contro Lula nel 2022.
Non sono mancati colpi bassi
Bolsonaro ha deriso Lula per il dito perduto da giovane in un incidente sul lavoro con la battuta: "E' inutile, Lula, dare con una mano e togliere con le tue nove dita". "Non permetterò a un miliziano di chiamarmi “novedita", ha risposto Lula, riferendosi ai gruppi paramilitari ai quali il suo rivale è accusato di essere vicino. Bolsonaro si è scusato ma non senza aver prima chiesto a Lula di "chiedere scusa al popolo brasiliano che soffre a causa dell'insicurezza". Lula ha contestato il piano del suo rivale di tagliare drasticamente la spesa pubblica, sulla falsariga del leader ultraliberale argentino Javier Milei. "Avrò lo stesso lavoro hier perchè lei sta portando il Paese alla bancarotta", ha replicato Bolsonaro, che ha promesso di risolvere i problemi di criminalità in Brasile e creare 500.000 posti in più nelle carceri.
Le controversie legali hanno dominato l'aspra campagna elettorale
Entrambi i candidati si sono rivolti alla magistratura questa settimana per denunciare presunti illeciti sui social media compiuti dall'avversario. La campagna elettorale di Lula ha accusato il colosso tecnologico Meta di "interferenze" a favore di Flavio Bolsonaro tramite presunte "manipolazioni algoritmiche". Meta ha negato di aver favorito una delle due parti, ma ha ammesso che alcuni spot della campagna di Lula sono stati disattivati per errore a causa di problemi tecnici. Giovedi' scorso un tribunale elettorale ha concesso a Meta e a X 24 ore di tempo per spiegare i criteri di distribuzione di contenuti politici e le modalità di utilizzo dell'intelligenza artificiale. Il team di Lula è preoccupato per "l'evidente allineamento tra Meta e il governo statunitense", ha dichiarato ad Afo Joao Brant, consulente per la strategia digitale della sua campagna. Ieri, da parte sua, la campagna di Bolsonaro ha accusato la squadra di Lula di "utilizzare risorse pubbliche e infrastrutture digitali per interferire" nelle elezioni. Il verdetto delle urne avrà conseguenze ben oltre i confini del maggiore Paese dell'America Latina.
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