
Bonelli propone candidati legati alla Resistenza, il M5S spinge per primarie online aperte, mentre Bettini commenta l'ipotesi Silvia Salis.
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Il centro-sinistra italiano discute le modalità per individuare un candidato premier comune in vista delle prossime elezioni.
Sulle primarie sta prevalendo il tatticismo sul nome del candidato premier rispetto alla vera questione: il futuro del Paese. Prima viene la costruzione di un programma condiviso, poi il candidato. Le primarie non sono il diavolo, ma devono essere precedute da una chiara intesa programmatica. E se si faranno, avanzo una proposta: candidiamo un partigiano o una partigiana, oppure il presidente di uno dei comitati dei familiari delle vittime delle stragi fasciste, da piazza Fontana alla stazione di Bologna. Lo ha detto il co-leader di Avs, Angelo Bonelli, a L'Aria che tira su La7.
Non sarebbe una candidatura farlocca o puramente simbolica: servirebbe a ricordare che la nostra democrazia nasce dalla Resistenza e dalla lotta partigiana antifascista, opponendosi al disegno di una destra che vuole aggredire le prerogative del Capo dello Stato. Se si dovranno fare le primarie, dunque, si facciano, ma soltanto dopo un serio lavoro comune sul programma, ha sottolineato Bonelli.
Sono tantissimi i cittadini che ci chiedono quando riusciremo a metterci d'accordo sul programma. Noi ci candidiamo a governare e sono convinto che ci siano le condizioni per farlo. Ma governare significa dire con chiarezza che cosa vogliamo fare dell'Italia. Abbiamo già messo in campo alcune questioni fondamentali, ma su alcuni temi dobbiamo fare chiarezza. Penso alla politica estera: è necessario ripristinare il diritto internazionale, perché Trump, Netanyahu e Putin stanno costruendo un ordine mondiale fondato sulla supremazia militare, ha spiegato Bonelli.
C'è poi un problema di profonda ingiustizia sociale. Il governo ha approvato l'ennesimo decreto sui carburanti, regalando in quattro mesi oltre 2,6 miliardi di euro ai petrolieri, mentre l'energia in Italia resta tra le più care d'Europa. I soldi per i pensionati, la sanità pubblica, gli stipendi e la lotta alla crisi climatica, invece, non si trovano mai. In quattro anni il governo ha speso 38 miliardi di euro per cercare di ridurre il costo dell'energia e dei carburanti. Il risultato? I carburanti sono alle stelle, l'energia è tra le più care d'Europa e le società energetiche hanno realizzato 80 miliardi di euro di extraprofitti, ha aggiunto, denunciando anche l'aumento della povertà energetica, che costringe sempre più persone a non accendere neppure i condizionatori perché non possono permetterselo.
Il nostro è un sistema parlamentare nel quale il presidente della Repubblica svolge un ruolo fondamentale di garanzia ed è il Capo dello Stato a nominare il presidente del Consiglio - ha sottolineato il deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde -. Il tranello della legge elettorale di Giorgia Meloni è la volontà di trascinare il Paese verso il presidenzialismo e un modello con un uomo o una donna soli al comando, senza i contrappesi del Parlamento.
Bettini: 'Silvia Salis partecipi'
Se Silvia Salis potrebbe correre per palazzo Chigi? Certo, se intende partecipare alle primarie. Mi pare una donna intelligente e che sa comunicare. Perderebbe freschezza, con una eventuale convergenza su di lei 'a tavolino'. E le sarebbe difficile rappresentare al meglio tutte le sensibilità del centro sinistra. Lo ha detto Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd e direttore editoriale della rivista 'Rinascita', commentando le prospettive della candidatura di Silvia Salis alle primarie del centrosinistra in un'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano.
M5s insiste per aprire le consultazioni online
C'è una cosa che non dobbiamo più dire. Che ci candidiamo per impedire che Meloni continui a governare. Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, il capogruppo alla Camera del M5S, Riccardo Ricciardi. Dobbiamo spiegare - aggiunge - che abbiamo un progetto per far diventare l'Italia un'avanguardia nei diritti sociali e civili, nel multilateralismo, nel pacifismo. Non dobbiamo essere l'argine a Meloni, dobbiamo essere il fiume. Abbiamo un'idea di Paese e di mondo migliore, diversa da una destra che guarda solo agli affari dei potenti. Sia Schlein sia Conte - prosegue Ricciardi - hanno le carte in regola per aspirare a guidare la coalizione e il Paese. Se dovesse essere scelto il candidato premier in una riunione di quattro segreterie di partito, gli elettori la prenderebbero più favorevolmente? Nel M5S la stragrande maggioranza è entusiasta delle primarie e accetterebbe lealmente l'esito. Individuiamo prima i principi e i valori e le apriamo a chiunque, anche online, senza preregistrazioni o tessere che allontanano la partecipazione. Si possono fare a turno unico. Le primarie devono essere una bella sfida aperta. Ci confronteremo e chi vincerà darà un indirizzo. Alla domande se esclude un passo indietro di Schlein e Conte per un 'terzo nome', con quale legittimazione - si chiede l'esponente M5S - un terzo nome scelto dalle segreterie può sfidare Meloni? Il referendum ha dimostrato la voglia enorme di partecipazione che c'è. Portiamo 2 milioni di persone alle primarie e chi prenderà un voto in più sarà il candidato premier.

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