Cgil, al professionista 8mila euro di Irpef, il doppio al dipendente che guadagna metà
Il segretario confederale Christian Ferrari denuncia l'impatto delle nuove misure Irpef e flat tax
Quick Look
- Il segretario della Cgil Christian Ferrari critica la manovra fiscale, evidenziando una disparità tra lavoratori autonomi e dipendenti.
- Secondo le stime, i professionisti con redditi alti pagheranno meno Irpef rispetto ai dipendenti con redditi inferiori.
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Why It Matters
La manovra economica prevede l'estensione della flat tax e una modifica delle aliquote Irpef per la fascia di reddito tra 50.000 e 55.000 euro.
Un professionista benestante con un reddito lordo da 100.000 euro pagherà, nel 2027, 8.658 euro di Irpef. Un lavoratore dipendente con un reddito da 51.000 euro lordi ne pagherà invece 14.030: pur percependo la metà, avrà un'imposta quasi doppia. Il primo risparmierà circa 10.000 euro all'anno, il secondo 100 euro all'anno. Inoltre, l'autonomo sarà completamente esentato dal pagare le addizionali locali, il dipendente continuerà a pagare in media 1.428 euro per finanziare i servizi pubblici regionali e comunali.
Lo afferma il segretario confederale della Cgil Christian Ferrari spiegando l'effetto che si avrà dall'estensione della flat tax da una parte e dall'altro dell'abbattimento dell'aliquota Irpef tra i 50.000 e i 55.000 euro, previsti entrambi in manovra.
Open Questions
- Quale sarà l'impatto complessivo sul gettito erariale?
- Come risponderà il governo alle critiche sindacali?







