Cinque scioperi in sei settimane: il calendario delle mobilitazioni nella scuola italiana
Genitori in ansia per le astensioni dal lavoro di dirigenti, docenti e personale Ata. Le date e le rivendicazioni dei sindacati
Quick Look
- La scuola italiana affronta cinque scioperi in sei settimane: il 20 aprile (Unicobas e Saese), il 6-7 maggio (Cobas e Usb Pi), il 15-16 maggio (Csle) e il 29 maggio.
- I sindacati chiedono stipendi in linea con gli standard europei, il rinnovo del contratto scaduto, miglioramenti nell'edilizia scolastica e l'assunzione di 30mila collaboratori scolastici.
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Cinque mobilitazioni in un mese e mezzo per la scuola. E i genitori tremano. Tra proteste di categoria e scioperi generali, la scuola italiana verrà coinvolta in una serie di astensioni dal lavoro di tutti i suoi dipendenti: dirigenti scolastici, docenti e personale Ata, amministrativi, tecnici e ausiliari. Per mamme e papà potrebbero aprirsi sei settimane di passione che rischiano di fare andare in tilt l'intera organizzazione familiare nelle giornate in cui sono stati indetti gli scioperi.
Le date dei prossimi scioperi. Si inizia domani, 20 aprile, con l'astensione dal lavoro per l'intera giornata di tutto il personale della scuola, dell'università e della ricerca, indetto da Unicobas scuola e università e Saese. Il ventaglio delle rivendicazioni è abbastanza vasto. I due sindacati che hanno organizzato la serrata chiedono al governo per gli operatori del settore stipendi in linea con gli standard europei con il recupero del potere d'acquisto delle retribuzioni e il rinnovo del contratto scaduto nel 2025, il miglioramento delle condizioni dell'edilizia scolastica. I docenti della scuola percepiscono gli stipendi più bassi tra i paesi europei che fanno riferimento alle nazioni maggiormente industrializzate. E non riescono a recuperare, nonostante due rinnovi contrattuali e il terzo in arrivo, il gap con i colleghi del vecchio continente.
I due sindacati criticano i percorsi per le competenze trasversali, quella che una volta era la formazione scuola-lavoro e poi Pcto, le prove Invalsi e la visione aziendalista del sistema scolastico. E chiedono l'assunzione di almeno 30mila collaboratori scolastici. Propongono inoltre un modello di preside elettivo per una gestione più democratica degli istituti e si dichiarano contro la riduzione a 4 anni degli istituti tecnici, una delle riforme più gettonate dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara.
Il primo maggio, il comparto istruzione e ricerca è coinvolto nello sciopero generale indetto da Usi-Cit. Ma questa protesta non avrà ripercussioni sulla scuola perché gli istituti saranno chiusi. Mercoledì 6 e giovedì 7 maggio, la scuola è coinvolta in una due giorni di scioperi indetti dai Cobas della scuola e da Usb Pi. Al centro della protesta i test invalsi, che si svolgeranno alla primaria. I Cobas non chiedono al personale docente e Ata di scioperare per due giorni, ma di scegliere quello che "avrà i maggiori effetti" sull'organizzazione scolastica. Anche in questo caso le rivendicazioni sono di ordine salariale e pensionistico. Il sindacato si esprime anche contro tutte le riforme della scuola messe in atto in questi anni dall'esecutivo e chiede maggiori risorse economiche e di personale.
Scuola e università verranno ancora coinvolte in altri due scioperi generali per l'itera giornata. Il 15 e 16 maggio, la serrata è indetto da Csle, e il 29 maggio proclamato da un gruppo di sigle. E oltre la scuola in queste giornate saranno interessati anche i lavoratori del settore dei trasporti.
Le regole dello sciopero. Le famiglie che hanno figli iscritti a scuola, soprattutto nel primo ciclo e all'infanzia, hanno una domanda impellente: come comportarsi nei giorni dello sciopero per evitare di essere invischiati in situazioni difficili? Perché arrivare a scuola la mattina e non essere in grado di consegnare i propri figli al docente può diventare complicato.






