
Una nuova bozza prevede sanzioni flessibili con aumenti fino al raddoppio e riduzioni fino al 50% in base al comportamento del conducente e alla gravità dell'infrazione.
Una bozza di riforma del Codice della strada introduce sanzioni amministrative flessibili, calcolate su gravità, tipo di veicolo e circostanze, con aumenti fino al raddoppio o riduzioni del 50%.
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Il Codice della strada italiano disciplina le sanzioni per le infrazioni alla circolazione, tradizionalmente basate su importi fissi per ciascuna violazione.
L'obiettivo è superare, nella maggior parte dei casi, una sanzione identica per tutti. A determinare la cifra finale potranno concorrere elementi come la gravità e la pericolosità della condotta, il tipo di veicolo, la situazione del conducente e le modalità con cui è stata commessa l'infrazione. Un'impostazione che avvicina il sistema amministrativo a quello già utilizzato in ambito penale, dove il trattamento della violazione può cambiare in presenza di circostanze aggravanti o attenuanti.
Attualmente, per alcune violazioni, la sanzione pecuniaria di riferimento può essere pari a 167 euro, accompagnata dalla perdita di 6 punti dalla patente. In caso di una nuova infrazione commessa entro determinati limiti temporali, può inoltre scattare una sospensione della patente da uno a tre mesi. Negli ultimi decenni il Codice della strada ha già previsto alcune circostanze capaci di far salire la sanzione: tra queste ci sono, per esempio, gli incidenti provocati dalla violazione di una norma oppure alcune infrazioni commesse nella fascia notturna, tra le 22 e le 6. Sono però rimasti interventi circoscritti a specifiche fattispecie. Anche sul fronte opposto esistono meccanismi premiali, come la riduzione dell'importo per chi provvede al pagamento entro cinque giorni, quando non sono previste determinate sanzioni accessorie.
La novità contenuta nella bozza consiste nell'estendere questo principio a una platea molto più ampia di violazioni amministrative. La cifra indicata nel verbale potrebbe quindi essere modificata sulla base delle circostanze del caso concreto, con incrementi fino al raddoppio dell'importo e riduzioni che possono arrivare alla metà. Tra gli esempi previsti c'è una sanzione di 350 euro, associata alla decurtazione di 6 punti e, in determinate situazioni, a un divieto di guida per 20 giorni.
La misura economica potrebbe inoltre aumentare del 10%, arrivando a 385 euro, in una serie di casi specifici, per chi infrange alcune disposizioni relative alla circolazione in autostrada, chi dispone di meno di 20 punti sulla patente o chi torna a commettere la stessa violazione entro cinque anni. La maggiorazione può interessare anche alcune infrazioni commesse da neopatentati, dai conducenti di automobili con potenza superiore a 150 kW e da chi si trova alla guida di autobus o mezzi pesanti. La bozza prevede inoltre una specifica maggiorazione del 20%, che può portare l'importo a 420 euro, nel caso in cui si guidi dopo aver assunto alcol o sostanze stupefacenti o psicotrope, oppure ci siano condotte particolarmente rilevanti, come quelle che provocano danni alla strada o riguardano trasporti eccezionali.
Il conto può salire ulteriormente quando la condotta presenta elementi di maggiore gravità. È prevista, per esempio, una maggiorazione del 30% se il conducente provoca un incidente senza conseguenze fisiche per le persone, se continua a guidare dopo aver esaurito tutti i punti disponibili sulla patente oppure se effettua un trasporto di merci pericolose. Si arriva invece al 50% in più quando il veicolo viene condotto nonostante la patente sia sospesa, oppure in presenza di documenti falsificati, di una targa assente o irregolare o quando si utilizza un mezzo sottoposto a sequestro. La penalizzazione massima indicata dalla bozza è ancora più netta: la sanzione raddoppia per chi si mette alla guida senza aver mai conseguito la patente.
Il nuovo impianto non prevede però soltanto rincari. Tra le ipotesi allo studio compaiono anche riduzioni dell'importo fino al 50%, legate alle circostanze della violazione e al comportamento del conducente. Un esempio particolarmente significativo riguarda i motociclisti: la bozza contempla infatti la possibilità di riconoscere una riduzione a chi utilizza determinati dispositivi di protezione ed equipaggiamenti di sicurezza. Si tratta di un elemento nuovo rispetto alla tradizionale logica delle multe, perché introduce un criterio premiale legato alle modalità con cui il conducente affronta il rischio sulla strada.
Non tutte le modifiche dovrebbero essere applicate nello stesso modo. In linea generale, sarà l'organo di polizia a dover accertare l'infrazione e a determinare aumenti e riduzioni attraverso una procedura specifica. Ci saranno però circostanze nelle quali sarà necessario l'intervento dello stesso destinatario del verbale. In questi casi, infatti, la condizione che consente di ottenere la riduzione si realizzerà soltanto dopo la contestazione o la notifica dell'infrazione e dovrà quindi essere fatta valere dall'interessato. Il quadro resta comunque ancora provvisorio: la bozza è ancora in via di definizione e alcuni aspetti potrebbero essere modificati nel corso dell'iter prima dell'eventuale entrata in vigore delle nuove regole.

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