Condannato a 9 anni e 4 mesi per l'omicidio di un 13enne scambiato per maggiorenne
Quick Look
- La gup di Milano Francesca Ballesi ha condannato Randi Martinez Despaigne, 28enne cubano, a 9 anni e 4 mesi per l'omicidio volontario di Hazem Ahmed, 13enne ucciso a Milano nel maggio 2023 durante una lite per droga.
- La giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche e fatto cadere l'aggravante della minore età della vittima per un 'errore scusabile', ritenendo che l'imputato non conoscesse la reale età del ragazzo a causa della sua corporatura da adulto.
- I familiari della vittima hanno protestato contro la sentenza.
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Why It Matters
L'omicidio di Hazem Ahmed è avvenuto nel maggio 2023 a Milano, in viale Vittorio Veneto, al culmine di una lite durante una compravendita di droga. La vittima, di soli 13 anni, aveva un'aspetto fisico che la giudice ha ritenuto compatibile con quello di un maggiorenne, portando alla caduta dell'aggravante della minore età.
La vittima, alta un metro e ottanta centimetri con un "peso di 86 chilogrammi", aveva "una fisicità" con "ogni evidenza, più facilmente riscontrabile in un individuo maggiorenne che non in un ragazzino di soli tredici anni". Lo scrive la gup di Milano Francesca Ballesi nelle motivazioni della sentenza con cui il 4 giugno scorso ha condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione, con rito abbreviato, Randi Martinez Despaigne, 28enne cubano, imputato per l'omicidio del 13enne Hazem Ahmed, avvenuto nel maggio dello scorso anno in viale Vittorio Veneto nel capoluogo lombardo, al culmine di una lite durante una compravendita di droga in pieno pomeriggio.
La giudice, infatti, con la sentenza con lo sconto di un terzo per il rito, aveva confermato il capo di imputazione di omicidio volontario, ma oltre a riconoscere all'imputato, difeso dall'avvocato Lamberto Rongo, le attenuanti generiche, ha fatto cadere l'aggravante della minore età della vittima per un "errore scusabile". Si ritiene, scrive la gup nelle motivazioni, che il 28enne "non fosse a conoscenza, durante la realizzazione della condotta criminosa, della reale età della vittima, assumendo che la stessa fosse maggiorenne". E ciò "se solo si considera che la fisionomia e la corporatura" del ragazzo "erano tali da risultare compatibili con quelle" di un maggiorenne. In più, si legge ancora nelle motivazioni, l'imputato "non era legato da alcuni tipo di rapporto" con il 13enne, e non poteva conoscere, quindi, la sua "effettiva età".
Quell'aggravante, spiega ancora la gup, si deve ancorare "ad un coefficiente di prevedibilità concreta circa l'effettiva età della vittima, che non si ravvisa" in questo caso. Contro quella sentenza di condanna a poco più di 9 anni hanno protestato i familiari del 13enne, tra cui i genitori e i fratelli, assistiti dall'avvocato Francesco Egidi.
Il 28enne era stato arrestato a seguito delle indagini dei carabinieri, coordinate dalla pm Francesca Crupi. Il ragazzo era morto dopo due settimane di ricovero in ospedale per una grave ferita al costato e un polmone perforato per via di più coltellate.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
La famiglia della vittima presenterà ricorso in appello contro la sentenza
Likely · Within months
Open Questions
- Qual è stato il movente esatto della lite che ha portato all'omicidio?
- Come hanno ottenuto i familiari della vittima la rappresentanza legale?
- Qual è stato il ruolo esatto dei carabinieri nelle indagini che hanno portato all'arresto dell'imputato?







