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BackConsumi di bevande in Europa: calano gli alcolici, crescono i prodotti analcolici e salutari
Consumi di bevande in Europa: calano gli alcolici, crescono i prodotti analcolici e salutari
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Repubblica Economia2 hours agoBusiness3 min readItalyView translation

Consumi di bevande in Europa: calano gli alcolici, crescono i prodotti analcolici e salutari

Un'analisi di Circana su sei mercati europei mostra che la spesa per gli alcolici scende nonostante le promozioni, mentre volano le alternative analcoliche e salutari.

Quick Look

  • Nei dodici mesi a giugno 2026, la spesa per gli alcolici in sei mercati europei è calata dello 0,8% nonostante il 37% delle vendite in promozione.
  • Crescono invece del 7,3% le alternative no-lo e del 5,4% le bevande analcoliche.

AI-generated summary

Why It Matters

Analisi condotta da Circana sull'andamento delle vendite di bevande in sei mercati europei.

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Nei dodici mesi chiusi a giugno 2026, circa il 41% della birra venduta nel largo consumo di Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito è stato acquistato in promozione. Per l'insieme delle bevande alcoliche la quota è intorno al 37%, contro il 25% della media delle bevande. Lo sconto non ha fermato il calo: secondo l'ultima analisi di Circana sui sei mercati, la spesa per gli alcolici è scesa dello 0,8%, mentre quella per le alternative a basso o nullo contenuto alcolico (no-lo) è cresciuta del 7,3%.

Nel suo complesso il mercato delle bevande cresce del 2,9% e arriva a 180 miliardi di euro. A sostenerlo sono le bevande analcoliche, salite del 5,4% a 109 miliardi. Hanno pesato la maggiore spesa per energy drink e bevande sportive, quella per le bevande a base di yogurt e un assortimento che si è allargato verso prodotti dal profilo più salutare. Sul fronte alcolico la birra perde lo 0,9%, il sidro l'1,2%, il vino l'1,5% e i superalcolici il 2,2%.

Meno alcol nel carrello, soprattutto tra i 25 e i 39 anni

Il 43% dei consumatori interpellati da Circana dichiara di ridurre il consumo di alcol, riducendo o rinviando gli acquisti, quando non rinunciandovi del tutto. Tra i 25 e i 39 anni la quota sale alla metà. Gli acquisti in aumento si concentrano altrove: il 44% compra più acqua in bottiglia, quota che scende al 31% per succhi e smoothie e al 29% per tè e caffè. Chi dichiara di acquistare più alcolici si ferma al 15%.

"Negli ultimi cinque o sei anni, a partire dalla pandemia, l'alcol ha perso popolarità”, osserva Ananda Roy, Senior Vice President, Strategic Growth Insights di Circana. Sul ricambio generazionale aggiunge: “I più giovani consumano molto meno alcol e non ci sono segnali che questo atteggiamento sia destinato a cambiare con l'avanzare dell'età”.

Prezzi e volumi, sei mercati a velocità diverse

La crescita del valore poggia soprattutto sui prezzi: a fronte di un aumento medio del 2,3%, i volumi venduti sono saliti dello 0,5%. Il Regno Unito vale 54 miliardi di euro, in crescita del 3,2%, e concentra il 30% della spesa dei sei Paesi ma appena il 19% dei volumi: il prezzo medio per unità è quindi ben sopra la media del gruppo.

In Italia la spesa cresce del 2,9%, in linea con il dato aggregato, e nei Paesi Bassi del 2%. In entrambi i Paesi i volumi restano stabili e a muovere il valore sono i prezzi. La Spagna ha un andamento più equilibrato, con prezzi in aumento del 2,4% e volumi del 2,6%. Opposto al caso italiano quello della Francia, dove le quantità crescono del 3,3% e i prezzi solo dello 0,4%. La Germania è l'unico dei sei Paesi con i volumi in calo: le quantità scendono del 2,7%, mentre i prezzi salgono del 4%. Nel secondo trimestre del 2026 il quadro cambia passo: i prezzi medi calano dello 0,2% e i volumi crescono dell'1,6%.

Yogurt da bere e superalcolici pronti, dove crescono i volumi

In un mercato quasi fermo sulle quantità, alcuni segmenti crescono a volume anche con i prezzi in aumento. Le bevande a base di yogurt segnano +12,3%, l'acqua naturale e le bevande a base vegetale +5,2% ciascuna. Il dato più alto tra quelli indicati da Circana riguarda però un segmento alcolico: i superalcolici pronti da bere (ready to drink) crescono del 12,9% a volume, mentre i superalcolici nel loro insieme perdono il 2,2% a valore.

Oltre la leva del prezzo

Sul prezzo la concorrenza arriva dallo scaffale stesso. Le marche del distributore valgono oggi il 35% della spesa per bevande e guadagnano quota in categorie come il caffè e le bevande a base di latte, oltre che nel vino e nello champagne. Nell'ultimo anno i nuovi prodotti hanno generato 242 milioni di euro di vendite aggiuntive. Due terzi, 161 milioni, vengono dalle bevande a base di latte. Altri 32 milioni arrivano dai nuovi prodotti no-lo e altrettanti dalle novità nell'acqua in bottiglia.

Con il 37% degli alcolici già venduto in promozione, Roy sposta l'attenzione dal listino alla formulazione: “Non è ancora la fine per i produttori di alcolici”, sostiene, “ma questi dovranno fare molto più che ridurre i prezzi. Sarà necessario sviluppare prodotti a minore gradazione alcolica, con meno zuccheri e meno calorie, che consentano a birra, vino e superalcolici di restare rilevanti in un contesto in cui le abitudini di consumo stanno cambiando".

Open Questions

  • Come risponderanno i produttori di alcolici alle nuove richieste di mercato?

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This article was originally published by Repubblica Economia.

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