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BackConsumo di birra in Italia in calo nel 2025, ma il settore mostra resilienza
Consumo di birra in Italia in calo nel 2025, ma il settore mostra resilienza
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Repubblica Economia7/1/2026Business3 min readItaly

Consumo di birra in Italia in calo nel 2025, ma il settore mostra resilienza

Quick Look

  • Il consumo di birra in Italia è calato del 2,5% nel 2025, attestandosi a 21,2 milioni di ettolitri, secondo l'Annual Report di AssoBirra.
  • Nonostante la flessione e un contesto economico complesso, il settore mostra resilienza, spinto dalle birre analcoliche e da una filiera che genera oltre 112.000 posti di lavoro.

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Il consumo di birra in Italia ha superato anche nel 2025 la soglia dei 21 milioni di ettolitri, attestandosi a 21,2 con una flessione del 2,5% sui 21,7 milioni del 2024. È il dato che apre l'Annual Report 2025 di AssoBirra, presentato a Roma nel corso dell'evento “Birra, un ecosistema per la crescita”, che ha riunito imprese, filiera e istituzioni. La fotografia è quella di un comparto vicino ai livelli pre-pandemici, capace di assorbire un quadro di domanda in rallentamento e di progressivo invecchiamento della popolazione.

Dietro il prodotto di largo consumo c'è una filiera che AssoBirra quantifica in oltre 112.000 posti di lavoro lungo l'intera catena del valore e in più di 10 miliardi di euro di valore condiviso. Un perimetro che lega agricoltura, industria, distribuzione e pubblici esercizi, e che l'associazione colloca tra gli asset strategici del sistema agroalimentare italiano.

Birra in cifre: produzione, consumi e scambi con l'estero

Secondo i dati AssoBirra, nel 2025 la produzione nazionale si è attestata a 16,8 milioni di ettolitri, registrando un calo del 2,5% rispetto al 2024. Sul fronte degli scambi, l'import ha raggiunto 7,5 milioni di ettolitri (in calo del 3,8%) e l'export 3,1 milioni (in calo del 6%). Il consumo pro capite si è collocato a 35,9 litri, contro i 36,8 dell’anno precedente.

Il segnale di maggiore dinamismo arriva dall'analcolico

La spinta più marcata per il settore arriva dalle birre analcoliche e a basso contenuto alcolico. Il segmento low e no alcol è passato dal 2,1% del mercato nel 2024 al 3,9% nel 2025, quasi raddoppiando la propria quota di incidenza con una crescita di oltre l'85%. È la conferma, sul mercato italiano, di una tendenza che AssoBirra inserisce tra le direttrici di sviluppo del comparto, in linea con la domanda crescente di consumi più consapevoli e di occasioni a minore intensità alcolica.

Una domanda stabile, gli equilibri di mercato in evoluzione

L'analisi economica condotta da REF Ricerche per AssoBirra, contenuta nell'Annual Report, legge la fase in chiave strutturale: la domanda complessiva di birra resta prossima ai livelli precedenti la pandemia, mentre la produzione nazionale si misura con un contesto competitivo reso più articolato dall'andamento degli scambi con l'estero. Su questo sfondo si delineano alcune dinamiche nuove. Il consumo fuori casa, dopo l'accelerazione del 2022-2023, ha rallentato il proprio recupero (in calo del 5,2% sul 2024), mentre la produzione interna cede posizioni rispetto alla concorrenza estera (in calo del 2,5% sul 2024).

Le priorità del comparto: fiscalità, Horeca, innovazione

Su questo quadro AssoBirra costruisce la propria agenda. Le priorità indicate riguardano la fiscalità, l'evoluzione del quadro regolatorio, il rilancio del canale Horeca, la valorizzazione della produzione nazionale e il sostegno agli investimenti in innovazione, sostenibilità e qualità. La birra, nella lettura dell'associazione, è un ecosistema che connette agricoltura, industria, distribuzione, pubblici esercizi e consumi.

“I dati confermano che il comparto birrario italiano sta attraversando una fase di resilienza, seppur non priva di ostacoli e dentro uno scenario economico complesso, segnato da stagnazione dei consumi, pressione sul potere d'acquisto e cambiamenti profondi nei comportamenti delle famiglie”, ha dichiarato Federico Sannella, presidente di AssoBirra. “Per continuare a crescere, oggi serve un salto di qualità collettivo: fare sistema, rafforzare la filiera, sostenere il rilancio dell'Horeca, accompagnare gli investimenti in innovazione e sostenibilità e creare un quadro più favorevole alla competitività delle imprese”.

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This article was originally published by Repubblica Economia.

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