Cpi, l'Ue esorta gli Usa a ritirare sanzioni: cosa può fare Bruxelles
Bruxelles ribadisce il sostegno alla Cpi e valuta l'attivazione dello statuto di blocco per contrastare gli effetti extraterritoriali delle sanzioni statunitensi.
Quick Look
L'Unione europea difende l'indipendenza della Corte penale internazionale contro le sanzioni USA, valutando l'attivazione dello statuto di blocco per proteggere operatori e imprese europee dagli effetti delle leggi straniere.
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Why It Matters
Lo statuto di blocco è un regolamento UE volto a neutralizzare gli effetti extraterritoriali di leggi di paesi terzi. La Cpi è oggetto di sanzioni da parte degli Stati Uniti.
Il rinvio delle misure, sottolinea Bruxelles, "crea uno spazio per la diplomazia, con l'obiettivo di ottenere una rapida revoca delle sanzioni e prevenire ulteriori misure volte a compromettere l'indipendenza e l'integrità della Corte". "Attacchi o minacce contro la Corte, i suoi rappresentanti eletti, il personale e coloro che collaborano con essa, compresi i rappresentanti della società civile e i fornitori di servizi, sono inaccettabili", afferma l'Ue. Bruxelles ribadisce che la Cpi "deve poter operare in modo indipendente, libera da pressioni o interferenze esterne". L'Unione europea continuerà a fornire "pieno sostegno" e a contribuire alla protezione della Corte, del suo personale e di quanti collaborano con essa.
Dopo l'annuncio delle sanzioni con cui gli Stati Uniti intendono inibire l'operato della Corte penale internazionale, sono arrivate le esortazioni affinché l'Unione europea utilizzi il cosiddetto statuto di blocco. Si tratta di un regolamento Ue che permette di proteggere persone e imprese europee dagli effetti extraterritoriali delle leggi di Paesi terzi. La sua attivazione spetta alla Commissione europea.
Nella pratica, l'attivazione dello statuto fa sì che gli operatori dell'Ue non debbano conformarsi alle norme straniere elencate nell'allegato del regolamento. Non producono effetti nell'Unione nemmeno le decisioni, le sentenze e i lodi arbitrali fondati su quelle norme. Chi subisce conseguenze economiche o finanziarie dalle disposizioni elencate deve informare la Commissione entro 30 giorni e può anche chiedere in giudizio il risarcimento dei danni. L'applicazione delle disposizioni e le sanzioni per le violazioni spettano agli Stati membri. La Commissione può inoltre autorizzare deroghe in casi specifici e motivati.
Open Questions
- La Commissione europea attiverà formalmente lo statuto di blocco?
- Quali saranno le reazioni specifiche degli Stati Uniti?






