Danimarca pronta a chiudere i confini. Tensioni sui migranti a Ceuta e Melilla
La premier danese Frederiksen minaccia la chiusura totale delle frontiere. Marocco e Spagna blindano le enclaves, mentre in Italia si espande la mappa delle zone di frontiera per i migranti.
Quick Look
- La premier danese Mette Frederiksen annuncia al Parlamento la prontezza a chiudere i confini in caso di nuova crisi migratoria.
- Intanto Spagna e Marocco rafforzano i controlli a Ceuta e Melilla, e l'Italia espande le zone per le procedure accelerate di asilo.
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Why It Matters
La Danimarca mantiene una linea dura sull'immigrazione e gode di deroghe specifiche nell'ambito della cooperazione giudiziaria dell'UE.
"Una politica migratoria rigorosa è fondamentale per la Danimarca e per l'Europa", ha affermato Mette Frederiksen intervenendo al Folketing, il Parlamento di Copenaghen, e definendo "inquietanti" le immagini provenienti dall'exclave spagnola di Ceuta. La premier ha poi difeso la permanenza del Paese nello spazio Schengen e ha detto che non c'è al momento alcun "piano" su un referendum per l'abolizione della deroga danese alla cooperazione Ue in materia di giustizia e affari interni
La Danimarca è pronta a rafforzare i controlli alle frontiere e, "in ultima istanza", anche a chiuderle completamente nel caso di una nuova ondata migratoria attraverso l'Europa. Lo ha detto la premier danese Mette Frederiksen intervenendo oggi al Folketing, il Parlamento di Copenaghen, nel corso del dibattito urgente convocato sulla crisi migratoria e sulla situazione a Ceuta. "Una politica migratoria rigorosa è fondamentale per la Danimarca e per l'Europa", ha affermato Frederiksen, secondo quanto riportato tra gli altri da TV 2 Nyheder, definendo "inquietanti" le immagini provenienti dall'enclave spagnola di Ceuta.
Frederiksen: "Non esiteremo ad adottare le misure necessarie"
"Continuiamo a monitorare la situazione con estrema attenzione", ha aggiunto Frederiksen, assicurando che il governo non esiterà "nemmeno per un secondo" ad adottare "le misure necessarie" qualora si registrassero movimenti di migranti attraverso l'Europa. "Potrebbe trattarsi di estendere i controlli di frontiera che abbiamo già oggi. In ultima istanza, di chiudere completamente la frontiera, in modo che la polizia controlli tutti coloro che entrano in Danimarca", ha specificato. La polizia danese, ha spiegato ancora la premier, dispone già di piani di emergenza per uno scenario di questo tipo e, secondo il ministero della Giustizia, i controlli potrebbero essere intensificati "con poche ore di preavviso".
Frederiksen: "Non c'è piano per abolire deroghe danese a norme Ue sull'asilo"
Frederiksen ha poi difeso la permanenza della Danimarca nello spazio Schengen e ha detto che non c'è al momento alcun "piano" su un referendum per l'abolizione della deroga danese alla cooperazione Ue in materia di giustizia e affari interni, che tiene Copenaghen fuori da parte delle norme europee su controllo delle frontiere, asilo, immigrazione, diritto penale e cooperazione di polizia. Arrivando al Folketing, la premier ha dichiarato di essere una "convinta sostenitrice del controllo delle frontiere" e di essere "fortemente in disaccordo" con la Spagna sulla politica migratoria, mettendo però in guardia dalle conseguenze di un'uscita danese da Schengen, segnala TV 2 Nyheder.
La ministra della Difesa di Madrid a Ceuta
Intanto la ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, incontra oggi il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, e visita le truppe del Comando Operativo Terrestre schierate nella città autonoma. Lo riporta la Efe ricordando che Robles è il terzo membro del governo a recarsi a Ceuta questa settimana, dopo le visite di lunedì del ministro della Politica Territoriale, Ángel Víctor Torres, e di ieri del ministro degli Esteri, José Manuel Albares. Dopo l'incontro con il presidente di Ceuta, Robles rilascerà dichiarazioni ai media presso la sede della Delegazione del Governo a Ceuta. Lunedì la ministra aveva disposto la revoca di tutti i permessi per il personale militare di stanza nella città autonoma - con decorrenza da giovedì 13 agosto e fino a nuova comunicazione - salvo casi eccezionali in relazione agli allarmi per una possibile nuova ondata di migranti dal Marocco. Nei giorni scorsi, Vivas ha chiesto rinforzi di agenti della Polizia Nazionale e della Guardia Civil alla frontiera, nonché la permanenza dell'Esercito in città per rassicurare la popolazione.
Marocco presidia frontiere, porti e stazioni
Nel frattempo, il Marocco rafforza la sicurezza delle sue frontiere dopo la diffusione di una campagna sui social media che incita a una nuova migrazione di massa, questa volta verso l'enclave di Melilla, nella notte tra il 14 e il 15 agosto. Secondo l'agenzia spagnola Efe, polizia e gendarmeria marocchine stanno rafforzando i posti di blocco agli ingressi delle città costiere, tra cui Fnideq, nota anche come Castillejos. L'accesso ai porti è strettamente riservato a chi ha già biglietti acquistati per le partenze in nave. Il presidio è esteso anche alle stazioni ferroviarie. Numerose inchieste sono in corso nelle procure delle città sul Mediterraneo, e tra gli indagati figurano professionisti del trasporto quali conducenti di taxi e autisti di mini van o pullman turistici, sospettati di aver agevolato il percorso dei migranti nell'ultimo tratto e cioè tra le principali città della costa e la frontiera di Ceuta. E i servizi segreti marocchini collaborano con piattaforme social come Meta e TikTok, che hanno concordato di lavorare anche con l'Unione Europea per limitare la diffusione di informazioni false o fuorvianti che potrebbero incoraggiare i migranti a tentare attraversamenti pericolosi.
Controlli accelerati di frontiera per i migranti in 25 nuove province
In Italia si espande la mappa con le zone di frontiera o di transito: sono 25, infatti, le nuove province, tra le quali anche alcune del nord, in cui sono stati individuati i centri per le procedure accelerate previste dal nuovo Patto Ue Asilo-Migrazione per l'esame e la valutazione delle domande di protezione internazionale. Lo anticipa Il Messaggero citando un decreto firmato dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi il 21 luglio scorso e pubblicato due giorni fa in Gazzetta Ufficiale. Con il nuovo elenco delle province, si legge nel portale 'Integrazione migranti', "la mappa delle zone di frontiera si espande per includere specifici snodi strategici marittimi, aerei e terrestri". Il decreto prevede inoltre che, entro ottobre del 2027, ci sarà anche un aumento delle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale: saranno 19 le sezioni aggiuntive, tra cui a Roma e a Milano.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Aumento delle commissioni territoriali per la protezione internazionale in Italia entro ottobre 2027.
Very likely · Within months
Open Questions
- Quali saranno le reali misure applicate in caso di una nuova ondata?
- Come evolverà la situazione della sicurezza a Ceuta e Melilla?





