
L'AI for Energy Report 2026 del Politecnico di Milano evidenzia la crescita delle infrastrutture digitali e la sfida energetica
AI-generated summary
L'AI for Energy Report 2026 analizza lo sviluppo dei centri di elaborazione dati in Italia in relazione ai consumi energetici e all'intelligenza artificiale.
Secondo quanto emerso nell’AI for Energy Report 2026, documento redatto dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano sui centri di elaborazione dati, nel nostro Paese si contano oltre 260 strutture. Con la Lombardia (e l'area di Milano) a fare da capofila
In Italia si contano, ad oggi, 262 data center. Si tratta di un numero emerso nell’AI for Energy Report 2026, documento redatto dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano sui centri di elaborazione dati che sempre di più, anche ne nostro Paese si stanno costruendo. Si tratta, in parole semplici, di strutture fisiche che ospitano grandi quantità di computer, server, sistemi di archiviazione e apparecchiature di rete per elaborare, conservare e distribuire ingenti quantità di dati digitali. Tra i vari utilizzi possono essere utilizzati per servizi di cloud storage e social network, per sistemi di intelligenza artificiale e machine learning o, ancora, rientrare nell'ambito di nfrastrutture per la sanità, la finanza, la pubblica amministrazione e la mobilità.
Numeri raddoppiati dal 2020
Secondo quanto riportato dal rapporto, rispetto al totale l'area che ne ospita attualmente di più in Italia è la Lombardia con circa il 45% di data center sul territorio e con una capacità installata di 609 MW a fine 2025, di cui 414 MW concentrati nell’area di Milano. Si tratta, dicono gli esperti, di numeri significativi e sostanzialmente raddoppiati dal 2020 e destinati ad aumentare ancora di più da qui ai prossimi anni.
La capacità entro il 2030
Proprio secondo le simulazioni contenute nell’AI for Energy Report 2026, è emerso come, entro il 2030, la capacità italiana possa anche raggiungere 0,9 GW considerando uno scenario di crescita contenuta, ma si potrebbero toccare persino gli 1,8 GW stando alle stime più ottimistiche. Le attuali richieste di connessione ad alta e altissima tensione pesano oggi per 101,4 GW, ma non tutte si tradurranno in progetti realizzati, considerando che meno del 2% delle richieste è finanziato e in fase di reale avvio.
La resistenza contro i data center si fa sentire anche in Europa
I data center in Italia
Entrando nel dettaglio, come detto, è la Lombardia la regione italiani che attualmente ospita buona parte di queste strutture. Tra Milano ed altre città lombarde si parla di circa un centinaio di data center. Roma rappresenta il secondo polo nazionale principale, con decine di impianti attivi ad oggi, tra i quali ad esempio il campus Hyper Cloud a Tecnopolo Tiburtino. Altre strutture sono presenti o verranno costruite in città quali Torino, Bergamo, Padova, Bologna, Genova. E nuove iniziative sono state progettate e si trovano in fase di sviluppo in Puglia.
La crescita dell'AI
"La crescita dell’AI rende sempre più centrale la sostenibilità delle infrastrutture digitali che ne consentono l’evoluzione, e la sfida per l’Europa è proprio quella di sviluppare filiere tecnologiche e capacità computazionale sufficienti a sostenere la corsa all’intelligenza artificiale senza compromettere gli obiettivi climatici". Lo ha detto Federico Frattini, vicedirettore di E&S e direttore scientifico del report, così come segnale "Il Sole 24 Ore". L'obiettivo, in questo senso, è quello leagato "all'efficientamento dei data center, all'ottimizzazione dei sistemi di raffreddamento, alla riduzione dei consumi idrici, all'approvvigionamento da fonti rinnovabili le quali rappresentano leve chiave per contenerne l’impatto ambientale", ha aggiunto. E a queste "si affianca la necessità di sviluppare modelli AI capaci di ridurre il fabbisogno di calcolo ed energia senza compromettere le performance".
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La situazione italiana
Considerando il tema, il nostro Paese "si sta muovendo per diventare uno degli hub digitali dell’Europa meridionale insieme a Madrid". Lo segnala l'IDA (Italian Datacenter Association). Secondo gli esperti, tale situazione "implica l’attrazione di tutti gli attori della catena del valore dell’economia digitale, la costruzione di un ecosistema che comprende le infrastrutture necessarie, sia di telecomunicazione che di datacenter, l’hardware e il software di base su cui vengono implementati i nuovi servizi, legati alla tecnologia del cloud", ma non solo. In particolare, è emerso, l’Italia "gode di una posizione geografica strategica in quanto dispone di cavi sottomarini che raggiungono le nostre coste e permettono il collegamento tramite le infrastrutture del Mediterraneo con diversi continenti. Inoltre, lo sviluppo della fibra ottica installata in Italia contribuisce a ottimizzare la connettività". Proprio Milano, in quest'ottica, "è in grado di attrarre i grandi fornitori di servizi datacenters data la grande presenza di corporate locali e internazionali, incentivando così la domanda di questa tipologia di servizi in quantità significativa e sostenendone gli investimenti".
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AI outlook — possibilities, not facts
La capacità dei data center italiani raggiungerà tra 0,9 GW e 1,8 GW entro il 2030.
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