Elly Schlein, Silvia Salis e Giuseppe Conte alla Festa dell'Unità di Genova: il Pd e il M5s discutono legge elettorale e alleanze
Quick Look
- Elly Schlein e Silvia Salis partecipano alla Festa dell'Unità di Genova, dove Schlein risponde indirettamente alle critiche di Giuseppe Conte sulla legge elettorale e le alleanze, sottolineando la necessità di concentrarsi sui problemi degli italiani e non sulle dinamiche interne.
- Il M5s apre a un progetto comune con il Pd a settembre, mentre si discute sulla possibilità di primarie o di indicare il candidato del campo largo in base alla forza più votata.
- La Festa dell'Unità proseguirà a Bologna, Roma e Reggio Emilia.
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Why It Matters
Il Pd e il M5s stanno discutendo la possibilità di formare un'alleanza per le prossime elezioni, con la legge elettorale come variabile dirimente. Giuseppe Conte ha chiesto al Pd di chiarire le proprie intenzioni sulle alleanze, mentre Elly Schlein ha risposto evitando polemiche dirette e concentrandosi sul programma.
Elly Schlein arriva insieme a Silvia Salis alla Festa dell'Unità di Genova. Qualche foto insieme, poi siedono una accanto all'altra, ad ascoltare i saluti dei dirigenti dem. Quanto basta, nel pieno del toto-nomi che le vorrebbe potenziali rivali, a consegnare un'immagine di tutt'altro segno. Ventiquattro ore dopo l'affondo di Giuseppe Conte, reduce da un'estate in prima linea, per chiedere al Pd di scoprire le carte con "lealtà" - se le primarie non si vogliono fare, "ci venga detto" - Schlein replica senza nominarlo e sposta ancora il mirino: "Suggerisco di smettere di parlare di noi". "Il governo è in pezzi", attacca la leader dem, mettendo in fila le crepe sugli extraprofitti, la Lega "spaccata" con il Nord sulle barricate, la rincorsa di Forza Italia a Vannacci e la "mossa della disperazione" sul ballottaggio e la legge elettorale. "Chi si occupa dei problemi degli italiani? Nessuno", è la stoccata che riporta la partita sul programma dell'alternativa. Una piattaforma alla quale anche Conte continua a dare sostanza, fissando la prima scadenza per un progetto comune al 19 e 20 settembre a Milano, quando il M5s tirerà le fila del confronto avviato con Nova. Il leader pentastellato prova a spingersi anche su un terreno più scivoloso per la sinistra: la sicurezza. E, dalle colonne di Rinascita, tiene insieme integrazione, investimenti e corridoi umanitari, avvertendo tuttavia che il costo sociale dell'immigrazione non può essere "scaricato" sui ceti popolari.
Prima del nome viene la regola. Al Nazareno la "variabile dirimente" resta la legge elettorale, il candidato del campo largo verrà dopo. Se le nuove regole imporranno l'indicazione del premier, si ragiona in ambienti dem, le primarie diventeranno inevitabili. Altrimenti resterà l'opzione di affidare la candidatura al leader della forza che prenderà più voti. Ipotesi che Conte ha già rispedito al mittente a più riprese: il primo partito, nella sua visione, non può prendersi tutto e ridurre gli alleati a "cespugli". In assenza, almeno per ora, di un Papa straniero, restano dunque i gazebo o la conta.
Discuterne per settimane senza sapere se la legge elettorale imporrà persino di indicare il premier viene giudicato da più parti "ai limiti del surreale". "Basta dare attenzione a commentatori ed editorialisti, diamo più attenzione al popolo vero, di cui non dobbiamo avere paura anche quando lo dovremo chiamare, se sarà necessario, a scegliere chi guiderà il centrosinistra", scandisce il responsabile organizzazione del Pd, Igor Taruffi, aprendo la Festa nazionale del partito a Reggio Emilia. Nei 5s, però, si guarda già alle politiche: contro Meloni servirà comunque un volto riconoscibile. Lasciare vuota la casella dell'avversario, si fa notare, sarebbe un azzardo. Nel Pd, tuttavia, c'è chi dubita che il leader pentastellato voglia davvero arrivare ai gazebo e chi, come Dario Nardella, scommette sulla sua disponibilità a cercare un'altra soluzione.
La Festa dell'Unità di Genova offre la prima arena in cui misurare parole e intenzioni. Nella città-laboratorio del campo largo nella sua versione più riuscita, Schlein si alterna sul palco con Salis nel giro di ventiquattro ore. Poi, giovedì sera, Conte sarà in dialogo con Andrea Orlando. Quasi un'anteprima del duello nazionale, con la sindaca osservata anche attraverso la lente - che lei non ama - del terzo nome. La scelta di Orlando come interlocutore di Conte non è casuale: in Liguria l'ex ministro è stato tra i registi del campo largo e con il leader 5s ha un filo diretto che risale ai tempi del Conte II e alla svolta europeista del Movimento. Nel capoluogo ligure il confronto tra i due proverà a uscire dal toto-leader per entrare nel merito di cosa fare come alleanza e come arrivare alle elezioni. Anche i referendum, nella visione di Orlando, hanno mostrato che fuori dal bacino del centrosinistra c'è un pezzo di Paese ancora da conquistare. Poi il tour dell'Unità proseguirà: Bologna, la festa di Avs a Roma martedì 8, insieme ad Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, e il maxi-palco nazionale di Reggio Emilia il 12 e 13. A quel punto settembre avrà messo tutti abbastanza vicini da capire se esiste già un'alternativa o, per ora, soltanto i suoi possibili interpreti.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Il Pd e il M5s definiranno un progetto comune entro settembre 2026
Likely · Within months
Si terrà un confronto tra Conte e Andrea Orlando a Genova
Certain · Within days
La Festa dell'Unità proseguirà a Bologna, Roma e Reggio Emilia
Certain · Within weeks
Open Questions
- La legge elettorale imporrà l'indicazione del premier?
- Si faranno le primarie per scegliere il leader del campo largo?
- Conte parteciperà realmente ai gazebo del Pd?
- Quale sarà la posizione definitiva del M5s sulla sicurezza e sull'immigrazione?







