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Gli stabilimenti ex Ilva di Genova e Novi Ligure sono parte del gruppo Acciaierie d'Italia, sottoposto ad amministrazione straordinaria. La fermata è collegata al decreto della Corte d'Appello di Milano riguardante la fabbrica di Taranto, già oggetto di precedenti interventi giudiziari e amministrativi.
Entro metà novembre gli stabilimenti ex Ilva di Genova e Novi fermeranno la loro attività. La notizia è arrivata tramite una nota congiunta dei sindaci di Genova e Novi. «Questa mattina Acciaierie d'Italia S.p.A. in Amministrazione Straordinaria _ spiega il documento firmato da Silvia Salis e Rocchino Muliere _ ci ha annunciato che, in seguito al noto decreto della Corte d'Appello di Milano che riguarda la fabbrica di Taranto, entro il prossimo 15 novembre avverrà la fermata temporanea generale degli stabilimenti ex Ilva di Genova e di Novi Ligure. Pur comprendendo la lunga e complessa fase di difficoltà che sta attraversando l'azienda, l'annuncio di una serrata è del tutto inaccettabile. Le conseguenze nefaste dei continui ritardi che stanno caratterizzando il percorso di vendita non possono ricadere ancora una volta sui lavoratori, sulle loro famiglie e sui territori in cui vivono e lavorano».
«Ci auguriamo vivamente che negli incontri di oggi e domani a Roma, tra le rappresentanze sindacali, il governo e le parti interessate, il quadro possa migliorare sensibilmente – proseguono i due sindaci – Una serrata della fabbrica rappresenta una prospettiva insostenibile: lo è per le lavoratrici e i lavoratori, lo è per le città di Genova e di Novi e lo è per l'intera filiera siderurgica del nostro Paese».
La notizia si è diffusa mentre i sindacalisti genovesi erano ancora in treno per raggiungere l’incontro convocato alle 18.30 al ministero. Pare che la lettera sia stata inviata non solo ai sindaci, ma anche ai presidenti di Regione, alle Prefetture e alle forze di polizia dei due territori coinvolti.
AI outlook — possibilities, not facts
Gli incontri a Roma tra sindacati, governo e parti interessate porteranno a un rinvio o una modifica della fermata degli stabilimenti.
Possible · Within days

The mayor of Genoa Silvia Salis expresses strong concern for the future of the former Ilva plant in Cornigliano, citing the lack of a clear industrial perspective and the negative repercussions expected from the shutdown of the Taranto hot area.

A worker died in Casal Monastero, in via Rocca di Cave, due to the explosion of a bellows of the pneumatic suspension of a truck inside a garage. Investigations underway by the State Police and Spresal.

A 55-year-old worker, Pietro Pellegrino, died after falling from the roof of a warehouse in Prata Principato Ultra, in the province of Avellino. The man was removing solar panels when the skylight collapsed.

Tomorrow, Friday 9 October, a strike is planned for public transport managed by ATM in Milan, involving buses, trams, trolleybuses and metro in the time slots 8.45am-3pm and after 6pm until the end of the service; Trenord is not participating and trains will run regularly, while the Passante railway offers an alternative for traveling around the city.

A 35-year-old Albanian worker died in the early afternoon in the woods of Castiglione dei Pepoli, on the Bologna Apennines, after being hit by a trunk while cutting trees using a cableway. The Carabinieri, the Local Health Authority Occupational Medicine and the Alpine Rescue intervened on site. The body was recovered and made available to the judicial authorities.

A 35-year-old worker, resident in Castiglione dei Pepoli and employee of the agroforestry company 'Le Fontanelle', died while working on cutting a forest on a steep slope between Castiglione dei Pepoli and Montepiano, on the Tuscan border. After moving some logs with a forestry winch, he did not respond to radio calls from his colleague, who found him lifeless next to a log with wounds on his body. Despite the 118 intervention with medical vehicles and helicopter, there was nothing that could be done. Carabinieri and firefighters also intervened on site.