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Pietro Loffredo è il padre di Fortuna Loffredo, la bambina di sei anni morta il 24 giugno 2014 dopo essere stata scaraventata dall'ottavo piano di un edificio nel Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli.
Il tribunale dei Minorenni di L'Aquila ha convalidato il provedimento con il quale i servizi sociali di Lanciano hanno sottratto i tre figli di 7, 4 e 2 anni, a Pietro Loffredo, papà della piccola Fortuna Loffredo (la bimba di sei anni che il 24 giugno 2014 fu scaraventata dall'ottavo piano di un edificio del Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli) e alla sua compagna Giovanna Orta.
Il provvedimento con il quale venne disposto il collocamento dei bambini in una casa famiglia "in ragione dello stato di abbandono in cui si trovavano" è stato notificato alla famiglia Loffredo a Lanciano, lo scorso 19 settembre.
I giudici hanno anche incaricato i servizi sociali "di compiere una dettagliata indagine sociale sul nucleo familiare e di verificare la condizione dei minori e dei genitori, attivando gli intervento ritenuti necessari in considerazione della loro condizione".
"È inaccettabile - commentano gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali di Pietro Loffredo e Giovanna Orta - anche dal punto di vista umano, nonostante l'assenza di elementi poi da scoprire, che tre bambini siano allontanati dalla propria famiglia e tali vittime innocenti siano private dei loro amati genitori, a causa di alcune presunte criticità abitative tra l'altro immediatamente ed adeguatamente affrontate ed eliminate e che potevano essere risolte anche senza portare via i bambini come previsto per legge".
I due legali contestano il provvedimento e annunciano "reclamo ed ogni difesa possibile fino a ricorrere in Cassazione e alle Corti internazionali e tutte le sedi competenti". "I bambini non sono pacchi da trasferire da una casa a una comunità. Sono persone, con affetti, legami e diritti", concludono i legali della famiglia Loffredo.
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La famiglia Loffredo presenterà ricorso in Cassazione contro il provvedimento di allontanamento
Likely · Within months

Christa Pike, sentenced to death in Tennessee, survived a botched execution on September 30, losing her memory of the event. The case has reignited debate over the death penalty in the US, with lawyers calling for evidence of the substances used and a stay of executions, while Texas tests expired pentobarbital for another execution.

The Court of Cassation confirmed the sentences of 6 years and 3 months for Vito Piccarreta and 6 years and 9 months for Nicola Lorizzo, deeming the railway massacre of 12 July 2016 on the Andria-Corato line caused by human error, acquitting Ferrotramviaria and its managers Massimo Nitti and Michele Ronchi after ten years of trial.

President Sergio Mattarella signed three pardon decrees: one for A. A., born in 1972, due to serious irreversible health conditions; one for Guido Gianni, born in 1960, for part of the sentence already served and favorable opinion of the supervisory magistrate; one for G. B., born in 1981, due to his daughter's social reintegration process and health conditions. All pardons were granted following a favorable proposal from the Minister of Justice.
The President of the Republic Sergio Mattarella signed three individual pardon decrees: one total for A.A., born in 1972, convicted of drug-related crimes and in a serious state of health; a partial one for Guido Gianni, born in 1960, convicted of double murder and attempted murder in 2008 during a robbery in his jewelry store; and a partial one for G.B., born in 1981, convicted of drug-related crimes between 2002 and 2009, taking into account his social reintegration and the health conditions of a minor daughter.
The Court of Cassation confirmed the sentences of 6 years and 3 months for Vito Piccarreta and 6 years and 9 months for Nicola Lorizzo, deeming the appeals of the civil parties inadmissible and definitively acquitting Ferrotramviaria and its two managers for the massacre of 12 July 2016 on the Andria-Corato line, in which 23 people died and 51 were injured.

The Court of Appeal of Rome confirmed the first degree convictions for the attack on the CGIL headquarters which took place in 2021. Among those convicted were Forza Nuova leaders Roberto Fiore and Giuliano Castellino, with sentences exceeding eight years.