Fine vita: malata di Sla ottiene strumentazione per suicidio assistito
Il tribunale ha accolto la richiesta della 72enne affetta da Sla, ammessa al suicidio medicalmente assistito
Quick Look
L'Asl Napoli 3 Sud dovrà dotarsi di un sistema di autosomministrazione a puntamento oculare per Irene, 72enne malata di Sla e ammessa al suicidio medicalmente assistito, come disposto dal tribunale di Torre Annunziata.
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Why It Matters
Irene, 72 anni, è affetta da Sla ed è stata riconosciuta in possesso dei requisiti per l'accesso al suicidio medicalmente assistito.
L'Asl Napoli 3 Sud dovrà dotarsi di un sistema autonomo di autosomministrazione mediante puntamento oculare per Irene, nome di fantasia di una donna di 72 anni affetta da Sla, già riconosciuta in possesso dei requisiti per accedere al suicidio medicalmente assistito.
Secondo quanto rende noto l'associazione Luca Coscioni, con una ordinanza del 9 ottobre, il tribunale di Torre Annunziata ha accolto la richiesta congiunta di Irene e delle Asl coinvolte, disponendo la duplicazione della strumentazione già usata in Toscana da Libera, 55enne completamente paralizzata a causa della sclerosi multipla. Dopo un anno e mezzo dalla richiesta della verifica delle sue condizioni per l'accesso al suicidio assistito e un ricorso d'urgenza, il dispositivo toscano è stato trasferito a casa di Irene, che lo ha provato il 14 settembre Durante l'ultima udienza Irene aveva detto: "Io non ho cambiato idea rispetto al fatto di voler morire mediante il suicidio medicalmente assistito. Quando ho provato il puntatore oculare che mi aiuterà a farlo e ho visto che riuscivo tranquillamente a mandare avanti la procedura mi sono sentita rassicurata. A questo punto ho deciso di morire scegliendo liberamente il quando, ma non ho ancora stabilito una data precisa. Anche se la sofferenza è intollerabile devo resistere perché voglio andarmene sapendo che mia figlia e mio marito stanno bene, perciò ho bisogno di trascorrere ancora altro tempo insieme a loro. Non ho deciso una data ma voglio essere certa di poter decidere liberamente, non perché non potrò più usare il macchinario che ora è disponibile".
"Irene ha potuto provare la strumentazione e scegliere di attendere. È questo il significato dell'autodeterminazione: poter decidere se e quando procedere, rinviare o cambiare idea, senza perdere la tutela ottenuta", spiega Filomena Gallo, avvocata e segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni.
Open Questions
- Quale sarà la data scelta da Irene per la procedura?






