G7 concorda rilascio coordinato di scorte di petrolio e gasolio per contrastare l'impennata dei prezzi
Quick Look
Il G7 ha concordato un rilascio coordinato di almeno 100 milioni di barili di greggio e un consistente quantitativo di gasolio dalle scorte di emergenza nei prossimi 20 giorni per evitare un blocco delle esportazioni di diesel minacciato da Trump verso l'Europa, in risposta all'impennata dei prezzi del carburante legata alla guerra in Medio Oriente.
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Why It Matters
Lo scoppio della crisi nel Medio Oriente, in particolare nello Stretto di Hormuz, ha aumentato la volatilità dei mercati energetici, con gli Stati Uniti che sono diventati uno dei principali fornitori di diesel all'Europa, passando dal 21% delle importazioni nel 2025 al oltre il 50% nell'agosto 2026.
Più petrolio e gasolio dalle scorte di emergenza per far fronte all'impennata dei prezzi del carburante. E' un rilascio "coordinato" di almeno 100 milioni di barili di greggio da immettere sul mercato nel giro di "quattro mesi" quello concordato dal G7 per scongiurare il blocco delle esportazioni di gasolio minacciato da Trump verso l'Europa. In una riunione convocata d'urgenza dalla presidenza francese, i leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Giappone e Usa hanno concordato anche un "rilascio consistente" di scorte di gasolio già nei prossimi 20 giorni, evitando un nuovo conflitto con il presidente statunitense sul fronte energetico.
"L'Europa ha acconsentito al rilascio di un'ingente quantità delle sue scorte di gasolio", ha rivendicato Donald Trump dopo aver esercitato forti pressioni sulle capitali europee, Parigi e Berlino in testa, per attingere alle proprie riserve strategiche di petrolio e far fronte all'impennata dei prezzi del carburante trainata dalla guerra in Medio Oriente. Minacciando un divieto di esportazione del diesel verso l'Europa in caso di mancata collaborazione. A spingere Trump ad alzare il tono anche la crescente sensibilità politica del prezzo dei carburanti negli Stati Uniti, con le elezioni di medio termine alle porte. Dallo scoppio della crisi di Hormuz, gli Usa sono tra i principali fornitori di gasolio all'Europa, con una quota di importazioni di diesel in aumento dal 21% del 2025 al 45% tra aprile e maggio, per superare il 50% lo scorso agosto.
a Bruxelles come a Parigi, attuale presidente di turno del G7, sono state ore concitate per cercare una linea comune per evitare un divieto che avrebbe ulteriormente aggravato le tensioni sui mercati, con i prezzi del diesel più che "raddoppiati" da febbraio scorso e quelli del gas in aumento del "140%", secondo i dati Ue. Dal G7 è arrivato un ''segnale chiaro di unità'', ha rivendicato il 'padrone di casa' francese Emmanuel Macron, promotore della proposta di rilasciare ulteriori scorte di emergenza in risposta alle pressioni di Trump. Un'azione coordinata sulle scorte, mirata sul gasolio, sostenuta anche dalla premier Meloni, che ha rilanciato la proposta di un dialogo strutturato tra il G7 e i Paesi del Golfo.
acercare una linea comune anche Bruxelles, dopo aver convocato questa mattina la task force per l'energia e una riunione degli ambasciatori Ue da cui è emersa la rassicurazione sulla stabilità delle forniture nel continente. "Un divieto non sarebbe vantaggioso per nessuno e minerebbe la nostra fiducia negli Stati Uniti come partner affidabile", aveva denunciato l'esecutivo europeo. A preoccupare, in vista di un inverno teso, restano i prezzi alti dell'energia che slitteranno in cima all'agenda del prossimo "Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre", hanno confermato i vertici dell'Ue, accogliendo la decisione di Trump "di non imporre alcun divieto di esportazione agli alleati" a dodici stelle. "I nostri cittadini hanno bisogno e meritano energia a prezzi accessibili", ha sottolineato la presidente dell'esecutivo Ue, Ursula von der Leyen. Il mercato petrolifero aveva comunque già anticipato gli annunci, con le quotazioni del Wti statunitense scese del 5% a metà giornata a Londra.
Il rilascio delle riserve strategiche avverrà sotto il controllo dell'Agenzia internazionale dell'Energia e, per i Paesi Ue, sarà coordinato dalla Commissione europea. Secondo l'Aie, finora è stato rilasciato circa il 20% delle scorte complessive globali a disposizione, mentre l'80% resta ancora disponibile. Sul mercato sono stati immessi circa 400 milioni di barili, di cui i due terzi sono già stati immessi e hanno raggiunto i mercati mentre un terzo deve ancora arrivare.
L'Europa ha immesso sul mercato una parte consistente delle proprie scorte e rimane tra le regioni più esposte alla crisi del diesel, a causa della forte dipendenza dalle importazioni e al fatto che Russia e Medio Oriente, oggi teatro di conflitti, sono tra le tradizionali fonti dell'import Ue.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
I prezzi del diesel in Europa continueranno a scendere nelle prossime settimane grazie all'immissione delle scorte strategiche
Likely · Within weeks
Verranno cercati accordi strutturati tra il G7 e i Paesi del Golfo per garantire la stabilità delle forniture energetiche a lungo termine
Possible · Within months
Open Questions
- Qual è l'esatto quantitativo di gasolio che verrà rilasciato dalle scorte strategiche europee?
- Per quanto tempo durerà l'effetto calmante sui prezzi del rilascio delle scorte?
- Quali saranno le contromisure dell'Opec+ di fronte a questo aumento dell'offerta?
- Come influenzerà questa decisione le scorte strategiche di lungo termine dei paesi coinvolti?






