
Giustiziati tre uomini in Iran per attacchi legati a Usa e Israele. Due petroliere colpite da mine nel Golfo. In Israele Herzog incarica Gadi Eisenkot di formare il governo
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Le tensioni in Medio Oriente e le proteste in Iran sono degenerate in un conflitto aperto tra fine febbraio e inizio anno.
Tre uomini sono stati giustiziati questa mattina in Iran, con l'accusa di aver condotto operazioni e attacchi armati contro edifici pubblici a Karaj, durante le proteste di gennaio, per conto degli Stati Uniti, di Israele e di gruppi ostili. Secondo l'agenzia Irna, i tre uomini impiccati - Hassan Dioband, Hamid Kazemi e Reza Zanganeh - erano accusati di aver utilizzato armi da fuoco, granate e bombe Molotov, di aver appiccato il fuoco a strutture pubbliche e di aver danneggiato un traliccio dell'elettricità, causando interruzioni di corrente nella città.
Due petroliere hanno preso fuoco nello Stretto di Hormuz dopo aver urtato delle mine; lo hanno reso noto domenica i Guardiani della Rivoluzione iraniani, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna. Dallo scoppio della guerra in Iran, avvenuto alla fine di febbraio, Teheran ha fortemente limitato il transito attraverso questo strategico corso d'acqua, imponendo alle imbarcazioni l'utilizzo di rotte autorizzate dalla Repubblica Islamica. In risposta, gli Stati Uniti hanno imposto un blocco navale ai porti iraniani e hanno fornito assistenza alle petroliere che attraversano lo Stretto, un passaggio attraverso il quale transita normalmente circa un quinto del consumo mondiale di petrolio.
Svolta intanto in Israele dopo le elezioni. Il presidente Herzog ha comunicato al leader del partito Yashar Eisenkot l'intenzione di affidargli l'incarico di formare il nuovo governo. Oggi alle 17 l'incontro e l'annuncio ufficiale. Il nome di Eisenkot era stato fatto nel corso delle consultazioni dalle forze politiche che rappresentano complessivamente 67 membri della Knesset, mentre partiti che hanno in tutto 46 parlamentari hanno indicato il primo ministro uscente e leader del Likud Netanyahu, che per ora esce di scena in attesa di vedere se Eisenkot riuscirà a formare il governo.
Gli Houthi affermano che 33 persone sono state uccise negli attacchi sauditi nella provincia di Sana'a, nello Yemen. Le autorità Houthi hanno dichiarato che gli attacchi sauditi hanno ucciso 33 persone, molte delle quali donne e bambini, nella provincia di Sana'a, nello Yemen, mentre aumentano le morti nella rinnovata guerra civile del paese. Le Nazioni Unite affermano che più di 1.600 persone sono state uccise e più di 300.000 sfollati da quando, nel Paese impoverito, sono ripresi i combattimenti.
Il bilancio delle vittime dei raid della coalizione a guida saudita contro il villaggio di Al-Shariya, situato a est della capitale yemenita Sana'a, è salito a 33 morti e 39 feriti; lo ha reso noto Anees Alasbahi, portavoce del ministero della Salute degli Houthi, in un post su X. L'agenzia di stampa Houthi Saba ha riferito sabato che le operazioni di recupero delle vittime dalle macerie sono ancora in corso e che "gli aerei hanno preso di mira i soccorritori con due attacchi".
"Secondo i dati quasi definitivi, tra i morti figurano 12 uomini, 8 donne e 13 bambini, mentre tra i feriti vi sono 16 uomini, 10 donne e 13 bambini", ha dichiarato Alasbahi.
"Due petroliere, che violavano le normative (una nella parte orientale dello Stretto di Hormuz e l'altra all'interno dello Stretto) hanno preso fuoco e sono attualmente avvolte da fiamme intense, dopo aver urtato mine navali mentre tentavano di transitare lungo rotte non autorizzate", hanno dichiarato in un comunicato i Guardiani della Rivoluzione Islamica, il braccio ideologico delle forze armate iraniane.
"Le due petroliere si sarebbero rese responsabili di diverse violazioni, tra cui lo spegnimento dei sistemi di navigazione e di posizionamento, nel tentativo di attraversare lo Stretto lungo una rotta non autorizzata", aggiunge la nota. I Guardiani della Rivoluzione non hanno specificato il nome né la nazionalità delle petroliere.
Il partito arabo-israeliano Ra'am sosterra' un governo guidato da Gadi Eisenkot, anche senza accordo di coalizione. Lo ha riferito il quotidiano Haaretz, citando un alto esponente della formazione araba che alle elezioni ha conquistato otto seggi alla Knesset. Ra'am vuole evitare che il blocco del cambiamento che fa capo a Eisenkot (48 seggi) debba dipendere dal sostegno del partito ultra-ortodosso ashkenazita United Torah Judaism e punta a far si' che si insedi prima possibile un nuovo esecutivo che sostituisca quello di Benjamin Netanyahu, anche in assenza di una maggioranza solida e garantita. La Lista Comune, l'altro partito arabo, non voterà a favore di un simile governo, ma non si adopererà nemmeno per farlo cadere. Entrambi i partiti intendono collaborare con il blocco di Eisenkot per sostituire quanto prima il presidente della Knesset, attualmente il deputato del Likud Amir Ohana, e per istituire una commissione statale d'inchiesta sul 7 ottobre. Il presidente Isaac Herzog ha annunciato che oggi darà l'incarico a Eisenkot di formare un nuovo governo.
Le autorità iraniane hanno giustiziato oggi tre uomini, dopo averli condannati per aver condotto operazioni per conto di Israele e degli Stati Uniti durante le proteste antigovernative di gennaio; lo ha reso noto la magistratura. Le condanne a morte contro Hassan Divband, Hamid Kazemi e Reza Zanganeh "sono state eseguite questa mattina, dopo essere state confermate dalla Corte Suprema", ha riferito Mizan Online, il portale web della magistratura. Secondo quanto riportato, gli uomini sono stati giudicati colpevoli di aver "partecipato ad attività operative per conto del regime sionista israeliano, degli Stati Uniti e di gruppi ostili" nel corso delle proteste. Mizan ha precisato che gli imputati hanno lanciato bombe molotov e granate, utilizzato armi bianche e da fuoco, e appiccato incendi a strutture pubbliche nella città di Karaj, a ovest di Teheran. Altri imputati coinvolti nel medesimo procedimento hanno ricevuto pene detentive comprese tra i cinque e i dieci anni. Il movimento di protesta, scaturito inizialmente a dicembre a causa dell'elevato costo della vita, si è rapidamente trasformato in diffuse manifestazioni antigovernative, che hanno raggiunto il culmine l'8 e il 9 gennaio. Le autorità iraniane hanno riferito di oltre 3.000 morti, attribuendo le violenze ad "atti terroristici" orchestrati da Stati Uniti e Israele. Alcune Ong con base all'estero hanno tuttavia fornito cifre più elevate, sostenendo che le forze di sicurezza iraniane abbiano aperto il fuoco sui manifestanti. Il numero di esecuzioni in Iran è aumentato dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, innescato a fine febbraio da attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica.
Circa 200 persone hanno manifestato a Tel Aviv, in piazza Habima, contro il capo dello Shin Bet, David Zini, accusandolo di assecondare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu attraverso l'indagine sulle accuse di interferenze straniere nelle elezioni della Knesset della scorsa settimana. Diversi manifestanti hanno chiesto la formazione di un nuovo governo che estrometta Netanyahu e rimuova Zini dal suo incarico. Eli Bechar, ex procuratore generale dello Shin Bet, ha dichiarato che la permanenza di Zini alla guida dell'agenzia di intelligence preposta alla sicurezza interna rappresenta "un pericolo per la democrazia israeliana". Nel corso della manifestazione, riferisce 'The Times of Israel', è intervenuto anche l'ex capo dello Shin Bet Ami Ayalon, con un discorso dai toni simili a una lezione di educazione civica. Ayalon ha inoltre confermato quanto riferito giovedì dal quotidiano Haaretz, secondo cui questa settimana aveva incontrato Zini dopo essere stato invitato a fornire una consulenza sull'indagine relativa alle presunte interferenze elettorali. Ayalon, che in passato ha criticato Zini, ha definito l'invito un gesto "coraggioso" e "forse un piccolo passo verso il superamento" delle loro divergenze. L'ex dirigente ha tuttavia lasciato intendere che Zini è condizionato da Netanyahu e che l'indagine elettorale sia in contrasto con il compito dello Shin Bet di proteggere "lo Stato di diritto democratico" in Israele. "Il capo dello Shin Bet è al servizio della democrazia israeliana. Non di chi governa", ha affermato Ayalon.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e quello statunitense Donald Trump hanno discusso telefonicamente delle relazioni bilaterali, della guerra Russia-Ucraina e delle tensioni tra Washington e Teheran. Lo scrive su X l'account ufficiale della Presidenza della Repubblica della Turchia. "Esprimendo la convinzione che la cooperazione tra la Turchia e gli Stati Uniti continuerà a rafforzarsi, il presidente Erdogan - si legge su X - ha affermato che proseguiranno i loro sforzi per dare nuovo slancio alle relazioni nel prossimo futuro". Il presidente turco ha poi ribadito che "le tensioni tra l'Iran e gli Stati Uniti devono cessare" e che le questioni devono essere risolte attraverso la diplomazia". Erdogan ha ribadito che la Turchia continuerà a impegnarsi per la pace. Sperando che i crescenti sforzi diplomatici volti a porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia producano risultati positivi, infine, Erdogan ha affermato che "continuerà a contribuire a tali sforzi e che è importante intensificare il dialogo sia con l'Ucraina che con la Russia".
AI outlook — possibilities, not facts
Gadi Eisenkot riceverà ufficialmente l'incarico di formare il nuovo governo israeliano.
Very likely · Within hours

The testimony of Roberto Di Matteo, a young man from Modena present in Poland during the shooting in which six people died and sixteen were injured.

Ukrainian President Volodymyr Zelensky has denounced a drone attack in Komyshuvakha, where rescue efforts are continuing after a previous raid with 55 victims. Zelensky also highlighted the massive use of missiles, bombs and drones in just one week.

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Thirty-four students from the Foscolo high school in Albano Laziale, stranded in Krakow after a shooting, will return to Italy by bus after 20 hours of travel. Parents contest the management of the return and the absence of dedicated flights.

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