Guerra Iran, raid saudita su sito petrolifero a Sana'a. Esplosioni a Riad e Dhahran. LIVE
Quick Look
- La coalizione saudita ha colpito un impianto petrolifero yemenita a Sanaa e altri due siti in Saada e Dhamar, intercettando tre missili diretti contro Riad e il sud del regno.
- Esplosioni sono state udite a Riad e Dhahran, correlate alla difesa aerea.
- Trump ha criticato gli Houthi in un post su Truth, accusandoli di essere sostenuti dall'Iran e di voler far salire i prezzi del petrolio prima delle elezioni statunitensi.
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Why It Matters
Il conflitto tra la coalizione saudita e gli Houthi nello Yemen si è intensificato negli ultimi giorni, con attacchi reciproci che coinvolgono obiettivi civili e infrastrutture strategiche come impianti petroliferi e capitali regionali.
Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Guerra Iran, raid saudita su sito petrolifero a Sana'a. Esplosioni a Riad e Dhahran
©Ansa
La coalizione a guida saudita ha confermato di aver colpito un impianto di una compagnia petrolifera yemenita a Sanaa e altri due siti nelle province di Saada e Dhamar, nello Yemen occidentale. I raid sono arrivati poche ore dopo l'invito ai civili a evacuare l'area interessata dall'attacco nella capitale controllata dagli Houthi. La coalizione saudita riferisce che sono stati intercettati tre missili lanciati contro la capitale Riad e il sud del regno
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Continuano gli attacchi reciproci tra il governo di Riad e gli Houthi. La coalizione a guida saudita ha confermato di aver colpito un impianto di una compagnia petrolifera yemenita a Sanaa e altri due siti nelle province di Saada e Dhamar, nello Yemen occidentale. La stessa coalizione saudita ha poi annunciato che sono stati intercettati tre missili lanciati contro la capitale Riad e il sud del regno. Le forti esplosioni sentite in precedenza erano correlate con la difesa aerea in funzione per neutralizzare i missili.
Il Consiglio Ue ha approvato l'istituzione di una missione di sostegno al Libano, confermando l'impegno europeo a favore della stabilità, della sovranità e delle istituzioni del Paese.
"Gli Houthi si stanno comportando molto male". Ad affermarlo in un post su Truth è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Pensavo - sottolinea - avessero imparato la lezione un anno fa quando li abbiamo bombardati a morte e, su loro richiesta, abbiamo smesso. Sono rimasti in silenzio per molto tempo, ma ora sono riemersi, probabilmente su richiesta dell'Iran, che è una nazione in fallimento, senza marina, senza aeronautica, con la peggior economia del mondo e un'inflazione del 301%, in modo molto spiacevole, colpendo l'Arabia Saudita e cercando deliberatamente di far salire i prezzi del petrolio, probabilmente prima delle elezioni statunitensi — NON È MOLTO PIACEVOLE. Qualcuno dovrebbe spiegare loro che sono in corsa alle elezioni, ho già vinto, CON UNA VITTORIA SCHIACCIANTE, ma ci sarò dopo le elezioni, e non dimenticherò mai!", ha concluso il tycoon.
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Gb, i Verdi votano per classificare il sionismo come razzismo
Il voto ha suscitato forti critiche da parte delle organizzazioni ebraiche, del governo britannico e di Israele. Tel Aviv ha definito il testo "antisemita" e vietato l'ingresso nel Paese al leader verde Zack Polanski.
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Israele-Hamas, dalla guerra al piano di pace: cos’è successo in 3 anni
Il 7 ottobre del 2023 i terroristi di Hamas sono penetrati nel Sud di Israele, attaccando i giovani israeliani riuniti per un rave party e i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300. Israele ha risposto lanciando l’operazione "Spade di Ferro" con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia. Si contano quasi 80mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato in tutto il Medio Oriente. La Casa Bianca, nel settembre 2025, ha pubblicato una strategia di pace in 20 punti. L’entrata in vigore del cessate il fuoco non ha però bloccato del tutto le ostilità nell’ultimo anno, con diversi raid israeliani che hanno colpito Gaza in questi mesi. I lavori del Consiglio di Pace voluto da Trump non hanno ancora raggiunto gli obiettivi del disarmo di Hamas e del ritiro delle truppe di Israele dalla Striscia.
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7 ottobre 2023, giorno dell'attacco di Hamas a Israele: cosa accadde
Quella del 7 ottobre 2023è una data impressa nella storia di Israele. Quella mattina di 3 anni fa, iniziava l'operazione "Alluvione Al-Aqsa", a lungo pianificata in segreto dal gruppo di Hamas. Il Sud di Israele, alle prime luci dell'alba, veniva preso alla sprovvista: mentre dalla vicina Striscia di Gaza iniziava il lancio di razzi verso lo Stato ebraico, i terroristi entravano via terra in Israele, a piedi, con velivoli artigianali o motociclette, compiendo massacri nei kibbutz, assaltando anche un festival musicale, e uccidendo e rapendo chi trovavano lungo la loro strada. Ad oggi si stima che le vittime siano state oltre 1.200. Quegli eventi hanno avuto - e ancora oggi hanno - un impatto enorme su Israele e su tutto il resto del Medio Oriente.
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Axios: dilemma Netanyahu-Trump se colpire l'Iran prima delle elezioni o attendere
La scorsa settimana, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump hanno discusso la possibilità di lanciare una nuova importante operazione contro l'Iran prima delle elezioni israeliane e americane di midterm. Lo riporta Axios, in base a due funzionari statunitensi, un funzionario israeliano e una quarta fonte a conoscenza della vicenda, secondo cui durante la conversazione Netanyahu ha espresso preoccupazione su informazioni d'intelligence israeliana in base alle quali l'Iran starebbe compiendo "passi inquietanti per ricostituire il proprio programma nucleare". La telefonata tra il leader israeliano e Trump sul possibile attacco è avvenuta prima che il tycoon dichiarasse che non avrebbe colpito l'Iran in vista del voto del 3 novembre. La ripresa delle operazioni di combattimento avrebbe introdotto un nuovo elemento di forte instabilità nelle elezioni israeliane del 27 ottobre e nelle elezioni di metà mandato Usa. Tuttavia, le forze armate israeliane e americane restano in stato di allerta e stanno ultimando i preparativi per rispondere in modo adeguato al cambio degli scenari. "Bibi sembra voler agire di nuovo. Ne ha parlato un paio di volte col presidente, il quale ha risposto: 'Beh, sai, Bibi, procedi pure con i preparativi'. Ma non c'è alcun impegno concreto. 'Procedi pure con i preparativi' può significare ora, più avanti o mai", ha affermato un funzionario Usa. Una fonte della Casa Bianca ha definito però "falsa" la notizia secondo cui Trump e Netanyahu avrebbero discusso della ripresa della guerra. "Il presidente ha dichiarato che non attaccheremo l'Iran in alcun momento prima delle elezioni di metà mandato", secondo la fonte. L'ufficio di Netanyahu ha dichiarato che "il premier mantiene contatti regolari con il presidente Trump e con alti funzionari dell'amministrazione statunitense, e non rilascia commenti sul contenuto delle loro conversazioni".
Netanyahu chiede indagine su soldati che hanno preso parte a Naza
Il primo ministro israeliano ha chiesto di perseguire i militari che hanno partecipato al documentario per gravi reati in materia di sicurezza delle informazioni, diffamazione e per aver leso gli interessi politici e di sicurezza di Israele.
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Arabia: "Intercettati 3 missili contro Riad ed il sud del regno"
La coalizione saudita annuncia che sono stati intercettati tre missili lanciati contro la capitale Riad e il sud del regno. Le forti esplosioni sentite poco prima si spiegano con la difesa aerea in funzione per neutralizzare i missili.
7 ottobre, tre anni dopo: un Medio Oriente senza pace
A tre anni dal 7 ottobre, in Israele, a Gaza e in Medio Oriente cosa è cambiato? Tra guerre irrisolte, devastazione della Striscia e allargamento del conflitto all’Iran e al Golfo, la regione resta lontana dalla pace.
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Hormuz, colpite una petroliera e una portacontainer
Una petroliera e una nave portacontainer sono state colpite da proiettili di provenienza sconosciuta nello Stretto di Hormuz, al centro del conflitto tra Stati Uniti e Iran: lo ha riferito l'agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO. Sono in corso accertamenti, ha dichiarato l'agenzia, senza specificare se gli attacchi abbiano causato danni o vittime.
Forti esplosioni udite a Riad e nei pressi di un impianto Aramco nell'est
A Riad si è udita una forte esplosione, secondo quanto riferito dai giornalisti dell'Afp dopo un allarme aereo diramato dalle autorità dell'Arabia Saudita, regolarmente presa di mira negli ultimi giorni dagli attacchi degli Houthi filo-iraniani dello Yemen. "La città di Riad è interessata da una minaccia aerea ostile", avverte un messaggio ricevuto dagli abitanti della capitale saudita, ai quali è stato poi comunicato che l'allarme era stato revocato. Esplosioni sono state udite da testimoni anche nei pressi di un impianto Aramco nell'est del Paese.
Gaza, le promesse disattese del piano Trump
Il piano imposto dal presidente Usa prevedeva una serie di punti (20, in tutto) che per larghissima parte sono rimasti disattesi. A partire da quello fondamentale, il quarto, che prevedeva il cessate il fuoco immediato in cambio della restituzione degli ostaggi (o dei loro corpi) da parte di Hamas a Israele.
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Arabia Saudita, esplosione a Riad
Una forte esplosione è stata udita questa sera a Riad. Lo hanno riferito i giornalisti dell'AFP dopo un allarme aereo emesso dalle autorità saudite, regolarmente bersaglio negli ultimi giorni da attacchi degli Houthi pro-iraniani dello Yemen. "La città di Riad è interessata da una minaccia aerea ostile", avverte un messaggio ricevuto dagli abitanti della capitale saudita, che sono stati poi informati che l'allarme era stato tolto.
Arabia Saudita: "Esplosioni a Dhahran"
Forti esplosioni sono state udite nella città di Dhahran, in Arabia Saudita, vicino alla sede del colosso petrolifero saudita Aramco. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Reuters, citando sei fonti. In precedenza, gli Houthi avevano minacciato di colpire gli impianti di Aramco.
Uk, Canada, Australia e Francia: "Deplorevole il rinvio elezioni palestinesi"
Anche i ministri degli Esteri di Australia, Canada, Francia e Regno Unito hanno esortato l'Autorità Palestinese a riconsiderare la sua decisione di rinviare le elezioni legislative e presidenziali, inizialmente previste per novembre, a settembre 2027. In una dichiarazione congiunta, i ministri hanno affermato di "deplorare profondamente" la decisione del Presidente palestinese Mahmoud Abbas, avvertendo che il rinvio priverebbe i palestinesi di un'ulteriore opportunità di voto e minerebbe ulteriormente la fiducia del pubblico nelle istituzioni democratiche. Sono trascorsi quasi vent'anni dalle ultime elezioni al Consiglio legislativo palestinese, e anche le elezioni previste per il 2021 sono state rinviate, si legge nella dichiarazione. I ministri hanno riconosciuto le notevoli difficoltà nell'organizzazione di elezioni conformi agli standard internazionali e nel garantire la partecipazione di tutti i palestinesi aventi diritto. Hanno inoltre elogiato la Commissione elettorale centrale per il lavoro svolto nella preparazione delle elezioni. Hanno affermato che elezioni credibili rappresentano una parte importante dell'impegno di Abbas e dell'Autorità Palestinese per le riforme, il rinnovamento democratico e una governance responsabile, in linea con la Dichiarazione di New York del luglio 2025. Hanno inoltre esortato Israele ad astenersi da azioni che potrebbero ostacolare le elezioni, garantendo, tra l'altro, le disposizioni pratiche necessarie affinché tutti i palestinesi possano parteciparvi.
La guerra degli Houthi ridisegna gli equilibri del Golfo
Il 10 ottobre gli Houthi hanno colpito l’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh, con il più sanguinoso attacco miissilistico subito dall’Arabia Saudita da oltre un decennio. Gli eventi delle ultime settimane mostrano un dato evidente: la guerra tra la milizia yemenita e l’Arabia Saudita è passata a un livello successivo.
La guerra degli Houthi ridisegna gli equilibri del Golfo
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Yemen, coalizione saudita colpisce sito petrolifero a Sanaa
La coalizione a guida saudita ha confermato di aver colpito un impianto di una compagnia petrolifera yemenita a Sanaa e altri due siti nelle province di Saada e Dhamar, nello Yemen occidentale. I raid sono arrivati poche ore dopo l'invito ai civili a evacuare l'area interessata dall'attacco nella capitale controllata dagli Houthi. Il portavoce della coalizione, Turki al-Maliki, ha dichiarato su X che le strutture venivano utilizzate dagli Houthi per "alimentare lo sforzo bellico" e "minacciare il regno, lo Yemen, il Mar Rosso meridionale e le vie navigabili".
Teheran convoca Ambasciatore britannico: "Proteste per accuse su base Raf"
L'ambasciatore britannico in Iran, Hugo Shorter, è stato convocato dalle autorità iraniane dopo che Londra ha accusato i Pasdaran di un presunto complotto contro la base aerea della Raf di Fairford, nel Regno Unito. Secondo una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim, Shorter è stato convocato da Alireza Yousefi, viceministro degli Esteri iraniano. "All'ambasciatore britannico è stata trasmessa la ferma protesta dell'Iran contro l'approccio irresponsabile e destabilizzante del Regno Unito nei confronti dell'Iran", si legge nella dichiarazione.
Lunedì il premier britannico Andy Burnham ha affermato che è "altamente probabile" che l’operazione contro la base Raf che ospistava aerei Usa "sia stata coordinata in Iran, quasi certamente sotto la direzione della Guardia Rivoluzionaria Islamica iraniana".
L'ambasciatore iraniano nel Regno Unito, Seyed Ali Mousavi, ieri ha negato qualsiasi coinvolgimento di Teheran, dichiarando che il suo Paese è disposto a collaborare con le autorità britanniche per fare luce sull'accaduto.
Hormuz, Trump e la realtà: cosa sta succedendo nello Stretto
Negli ultimi giorni, il presidente americano si è lasciato andare a dichiarazio
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
La coalizione saudita continuerà a condurre raid aerei su obiettivi Houthi in Yemen in risposta agli attacchi missilistici.
Likely · Within days
Gli Houthi lanceranno ulteriori missili contro obiettivi in Arabia Saudita, inclusi Riad e impianti petroliferi.
Likely · Within weeks
Open Questions
- Qual è stato il danno effettivo all'impianto petrolifero colpito a Sanaa?
- Ci sono state vittime civili negli attacchi o nelle intercettazioni missilistiche?
- Qual è la risposta ufficiale iraniana alle accuse di sostegno agli Houthi?







