Guerra Iran Usa, Houthi sparano su aeroporto Al-Mukalla. LIVE
Gli Houthi colpiscono l'aeroporto di Al-Mukalla, mentre il Regno Unito invia caccia in Arabia Saudita e la Turchia valuta l'invio di truppe.
Quick Look
- Gli Houthi hanno attaccato l'aeroporto di Al-Mukalla in Yemen.
- Nel frattempo, il Regno Unito invia caccia in Arabia Saudita, la Turchia pianifica il dispiegamento di personale militare e cresce la tensione tra Israele e Iran.
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Why It Matters
Gli Houthi continuano le operazioni militari in Yemen e contro le rotte marittime. Esiste un patto di mutua difesa tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan.
Gli Houthi hanno preso di mira l'aeroporto della città yemenita di Al-Mukalla, capoluogo del governatorato di Hadramawt, nel sud del Paese, sul golfo di Aden da cui dista circa 480 chilometri. E' il porto principale della provincia di al-Shahr oltre che la quarta città del Paese. A dare notizia dell'attacco sono state fonti del governo riconosciuto a livello internazionale.
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu sta spingendo per la ripresa di attacchi su larga scala contro l'Iran e all'inizio di questo mese aveva incaricato le sue forze armate di pianificare una nuova offensiva di vasta portata. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato ai media statunitensi che raggiungere un accordo di pace con l'Iran è estremamente difficile e che, secondo quanto riporta Al Jazeera, la pressione economica continuerà finché Teheran non smetterà di attaccare le navi mercantili nello Stretto di Hormuz.
Il Regno Unito ha annunciato l'invio di caccia Typhoon in Arabia Saudita contro gli attacchi degli Houthi: "Proteggeranno città e infrastrutture", ha annunciato il ministro Streeting. Intanto in Yemen sale a più di 70 morti il bilancio di un blitz degli Houthi contro le forze governative, mentre a Gaza si contano 5 vittime per i raid israeliani. Si stringe l'asse Teheran-Mosca: "Mai Iran e Russia hanno collaborato così strettamente come ora", dichiara il ministro Araghchi dopo l'incontro a Teheran con Lavrov.
Il governo di Ankara ha in programma di chiedere al Parlamento l'autorizzazione per inviare personale militare in Arabia Saudita, nell'ambito del patto di mutua difesa siglato assieme a Riad e Islamabad. Lo ha affermato un deputato del partito del presidente Recep Tayyip Erdogan, l'Akp che è al governo in Turchia, come riferisce Reuters sul suo sito, mentre continuano gli attacchi degli Houthi yemeniti contro il territorio saudita. Il deputato dell'Akp ha precisato che il Parlamento voterà per autorizzare l'invio di personale militare in Arabia Saudita solo dopo avere ratificato il testo dell'accordo della Mecca, che è stato presentato ieri all'assemblea parlamentare turca. Secondo il testo dell'accordo tra Ankara, Riad e Islamabad - pubblicato in esclusiva ieri dai media turchi e mai smentito o confermato ufficialmente - "qualora l'integrità territoriale, la sovranità o i confini internazionalmente riconosciuti di una delle 'Parti' dovessero essere minacciati o messi in pericolo, le 'Parti' utilizzeranno tutti i mezzi necessari per eliminare tale minaccia o pericolo", mentre "se una delle 'Parti' dovesse subire un attacco armato o un'aggressione militare da parte di un altro Paese o gruppo di Paesi, le 'Parti' presteranno immediatamente assistenza alla 'Parte' aggredita, avvalendosi pienamente di tutti i mezzi di mutuo soccorso che possono fornirsi a vicenda". Mentre l'accordo dichiara che i partecipanti al patto determineranno la natura del sostegno da fornire in caso di attacco in seguito a una valutazione obiettiva dell'assistenza richiesta, recentemente il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, aveva affermato che, nell'ambito dell'accordo, la Turchia è chiamata a sostenere la difesa di uno dei Paesi firmatari in caso di attacchi ma "non invierà truppe nel territorio di un altro Paese per sferrare un attacco".
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu sta spingendo per la ripresa di attacchi su larga scala contro l'Iran e all'inizio di questo mese aveva incaricato le sue forze armate di pianificare una nuova offensiva di vasta portata. Lo scrive il Financial Times. Secondo tre persone a conoscenza dei fatti, l'esercito israeliano si era preparato per una campagna di bombardamenti di più giorni, prevista per il fine settimana del 10 ottobre, che avrebbe preso di mira infrastrutture civili come centrali elettriche, impianti nucleari e obiettivi del regime. La missione alla fine non è andata avanti, e le fonti vicine alla vicenda hanno citato l'opposizione del presidente Donald Trump alla ripresa del conflitto prima delle elezioni di medio termine statunitensi del 3 novembre.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
Voto del Parlamento turco sull'invio di truppe in Arabia Saudita.
Likely · Within weeks
Open Questions
- Quale sarà la risposta del Parlamento turco all'accordo della Mecca?
- Come reagirà il mercato energetico a un'escalation nello Stretto di Hormuz?




