
Il presidente ucraino denuncia le restrizioni su intelligence e Starlink. Papa Leone XIV invoca una tregua umanitaria a Oleshky
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Il conflitto in Ucraina prosegue con tensioni crescenti sul fronte militare e diplomatico tra gli alleati occidentali.
I ritardi nelle consegne dei missili intercettori Patriot, le continue restrizioni all'accesso a Starlink per i soldati ucraini e l'interruzione ingiustificata delle allerte sui lanci di missili russi. La situazione descritta dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in una videochiamata con una rappresentanza bipartisan di rappresentanti americani del Congresso, è - dice - "la più difficile dall'inizio di questa guerra". Il Papa chiama Zelensky dopo la telefonata con Putin e insiste sulla “grave situazione” a Oleshky, cittadina ucraina sulla linea del fronte per la quale invoca “una tregua umanitaria e la collaborazione di entrambe le parti per consentire l'arrivo di aiuti e l'evacuazione della popolazione”. Kiev fa sapere che è allo studio un piano con Mosca per evacuare i quasi 2.000 civili in trappola. Lo zar intanto ha proposto un vertice a tre con Trump e Xi per chiudere la guerra alle condizioni di Mosca al vertice dell'Apec di novembre a Shenzhen. L'Ucraina lamenta di non essere stata avvertita dagli Usa dei missili piovuti nella notte sulla capitale e che in diversi settori del fronte la connessione a Starlink continua ad essere “limitata”. Raid su un parco giochi nel Kharkiv, 6 morti tra cui 3 bambini.
Gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, voleranno domani a San Pietroburgo, in Russia, per incontrare il presidente russo, Vladimir Putin nella sua città natale. Lo ha riferito il New York Times, secondo cui al centro dei colloqui potrebbe esserci anche il rilascio di un cittadino americano detenuto in Russia, nell'ambito degli sforzi dell'amministrazione Trump per favorire un accordo con Mosca.
L'unico cittadino americano che il Dipartimento di Stato classifica come "detenuto ingiustamente" in Russia è Stephen Hubbard, accusato da Mosca di aver combattuto come mercenario al fianco dell'Ucraina. Hubbard, che ha circa 75 anni, è stato arrestato nel 2022 e condannato a oltre sei anni da scontare in una colonia penale.
La missione degli emissari americani in Russia si svolgerebbe dopo che oggi a Oslo Kushner e Witkoff incontrano, insieme ai leader di Norvegia e Finlandia, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
Il vicepresidente Usa JD Vance, in un'intervista a 2way Tonight, ha affermato che "in un certo senso, l'Ucraina è sicuramente partner ma credo che a volte abbiamo divergenze di interessi". "Ad esempio - ha detto - penso che dovrebbero bombardare gli impianti diesel russi, il che aumenta il costo dell'energia per gli americani? No. Ma, naturalmente, collaboriamo con loro su alcune questioni e continueremo a collaborare. Ma penso che dovrebbero smettere di bombardare le centrali energetiche russe". Alla domanda se il concetto di "partner" fosse meno stretto di quello di "alleato", Vance ha risposto che gli Stati Uniti "non hanno un'alleanza ufficiale con l'Ucraina". "Non fanno parte della Nato - ha spiegato - Non credo che dovrebbero farne parte. Penso che sia un Paese molto rispettabile, un Paese bellissimo con tante persone straordinarie. Coopereremo su alcune questioni, ma avremo anche posizioni opposte su altre".
"Le relazioni tra Russia e Stati Uniti sono "compromesse per i decenni a venire", ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza ed ex presidente russo, Dmitry Medvedev, commentando la sospensione da parte del presidente statunitense Donald Trump del Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act. "Questa legge (il Graham Act) è assolutamente illegale dal punto di vista dei principi fondamentali del diritto internazionale e rappresenta una violazione illegale dei diritti della Russia e dei cittadini russi, che può essere addirittura classificata come un atto di genocidio", ha scritto Medvedev sulla piattaforma Max. "Le decisioni di congelare l'applicazione di alcune sue parti (la cosiddetta deroga) si trasformeranno in una serie decennale di tentativi di ricatto e contrattazione con la Russia su varie questioni - ha scritto Medvedev -Ricordo come il 'migliore amico' di Trump, (l'ex presidente) Obama, in alcune conversazioni con me, si attribuì il merito di aver implementato la 'deroga' prevista dalla famigerata legge Jackson-Vanik, e poi di averla abrogata. Questo accadde 35 anni dopo la sua approvazione". "Dobbiamo ammettere che le relazioni tra Russia e Stati Uniti sono state nuovamente compromesse per i prossimi decenni. Siamo stati, siamo e rimarremo avversari sistemici", ha affermato l'ex presidente russo.
Anche il presidente finlandese, Alexander Stubb, parteciperà a Oslo agli incontri con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, il primo ministro norvegese, Jonas Gahr Store, ed i rappresentanti europei per discutere della guerra in Ucraina e della sicurezza europea. Ai colloqui prenderanno parte anche gli inviati del presidente americano Donald Trump.
Stubb ha dichiarato che al centro delle riunioni ci saranno "la guerra di aggressione illegale della Russia contro l'Ucraina e la situazione generale della sicurezza in Europa".
Zelensky ha chiesto a Norvegia e Finlandia di organizzare l'incontro nell'ambito degli sforzi diplomatici in corso, in un momento cruciale per l'Ucraina, come ha evidenziato Store. Al termine dei colloqui è attesa una conferenza stampa.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso forte amarezza per le recenti decisioni di Washington, pur ribadendo la gratitudine verso il popolo americano. In un'intervista al Corriere della Sera, il capo dello Stato ha denunciato che le restrizioni decise dagli Usa sono ormai concrete: "Le limitazioni alla condivisione dell'intelligenza e la riduzione della velocità di Starlink non sono più semplici minacce, ma una realtà - ha dichiarato - È ingiusto nei nostri confronti. Restiamo grati al popolo americano e alla squadra di Trump. Ma tra partner deve esserci onestà". Parlando del patto sul diesel stretto tra Trump e Putin, il leader ucraino si dice aperto al dialogo: "Ieri abbiamo parlato con il gruppo negoziale di Trump. Ho detto che siamo pronti: se vogliono discutere di negoziati e di un accordo di pace con Putin, siamo sempre aperti". E, riguardo all'ipotesi di un vertice tra Stati Uniti, Russia e Cina senza la presenza di Kiev, ha aggiunto: "Se si parla dell’Ucraina, vorremmo che fosse interpellata l’Ucraina. Sul resto non commento".
Zelensky si è soffermato inoltre sulle garanzie di sicurezza e il ruolo della Nato, individuando, per un cessate il fuoco sicuro che contrasti le pretese territoriali di Mosca, una formula precisa basata su tre pilastri: l'esercito ucraino, l'Unione Europea e l'Alleanza Atlantica. "Il formato migliore comprende tre elementi - ha proposto - l’esercito ucraino, l’Unione europea e la Nato. Se non sarà la Nato, quale alternativa ci viene offerta? Siamo pronti a discutere garanzie equivalenti, anche con un altro nome, ma devono avere la stessa forza giuridica". "Alcuni Paesi dispongono di missili Patriot - ha aggiunto - bisogna aiutarci a prepararci all’inverno. È interesse di tutti. Se il cielo sarà protetto, le persone resteranno il più possibile in Ucraina".
Il presidente ucraino ha parlato anche delle relazioni con l'Italia e Giorgia Meloni, descrivendo il legame con la premier come eccellente e sottolineando che il supporto militare non è a fondo perduto, ma rappresenta uno scambio tecnologico ed economico bilaterale, citando la cooperazione con il gruppo Leonardo. "Ho un ottimo rapporto con Giorgia e la rispetto molto - ha dichiarato - Ma non è un rapporto in cui l’Italia aiuta e l’Ucraina non dà nulla in cambio. Condividiamo l’esperienza sulle armi. Questo scambio fa crescere anche la tecnologia italiana. Negli stabilimenti in Italia lavorano italiani: sono posti di lavoro, non soltanto aiuti all’Ucraina". "La Russia conduce da tempo una guerra ibrida contro l’Europa - ha aggiunto Zelensky - anche contro Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Non è la guerra su vasta scala che conduce contro di noi, ma passa attraverso televisioni, mezzi d’informazione, Internet e social network. I cittadini hanno diritto di essere soddisfatti o insoddisfatti dei propri governi, non devono essere manipolati da campagne russe".
Nel conflitto in Ucraina, la Russia sta attaccando le riserve agricole e le vie commerciali. Lo ha detto l'Alto Rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza Kaja Kallas in aula a Straburgo. "La Russia sta attaccando le infrastrutture agricole ucraine, i porti del Mar Nero e di Nova, i valichi di frontiera, le infrastrutture per l'esportazione, le navi, le rotte marittime e distruggendo i depositi di grano" ha detto l'Alto Rappresentante che ha dato all'aula i numeri di questo attacco "L'Ucraina sta perdendo circa 60 milioni di euro al giorno in entrate dalle esportazioni. L'Ucraina è uno dei più importanti esportatori agricoli al mondo. Fornisce il 15% delle esportazioni globali di mais, il 10% di grano e il 15% di altri prodotti agricoli. Circa il 90% di queste merci si snoda attraverso questo corridoio, che rappresenta la via più importante per il trasporto del grano ucraino verso i mercati internazionali". "Come sottolineato dagli Stati membri al Consiglio europeo la scorsa settimana, la Russia sta intenzionalmente trasformando il cibo in un'arma e minando la sicurezza alimentare globale, in particolare in Africa, Asia e Medio Oriente. Per evitare un ulteriore deterioramento della situazione, il Consiglio europeo chiede il ripristino immediato del passaggio sicuro per le navi mercantili, civili e commerciali nel Mar Nero" ha concluso Kallas.
Non è ancora chiaro quando il presidente cinese Xi Jinping visiterà la Russia. Lo ha dichiarato all'agenzia Tass il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov. Xi Jinping ha visitato la Russia per l'ultima volta dal 7 al 10 maggio 2025. La visita ufficiale è stata programmata in concomitanza con l'80° anniversario della vittoria dell'Unione Sovietica nella Grande Guerra Patriottica. Il presidente cinese ha visitato la Russia 11 volte da quando si è insediato nel 2013, di cui due visite di Stato e tre visite ufficiali. Il presidente russo Vladimir Putin ha visitato la Cina l'ultima volta il 19 e 20 maggio di quest'anno per celebrare il 25° anniversario della firma del Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole tra Mosca e Pechino. Putin ha visitato la Cina più di 20 volte, sia come presidente che come primo ministro, incluse due visite di Stato. Il leader russo prevede di partecipare al vertice Apec, in programma il 18 e 19 novembre di quest'anno a Shenzhen, in Cina.
"Le limitazioni alla condivisione di informazioni di intelligence e la riduzione della velocità di Starlink non sono più semplici minacce ma una realtà. È ingiusto nei nostri confronti. Restiamo grati al popolo americano e alla squadra di Trump. Ma tra partner deve esserci onestà". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Il rapporto strategico con gli Stati Uniti - aggiunge - è sempre stato importante, dall'inizio dell'occupazione e soprattutto durante la guerra su vasta scala. Il popolo americano, le amministrazioni e i due partiti ci hanno sostenuto: ne sono grato. Abbiamo sempre voluto un rapporto fondato su onestà, giustizia e trasparenza. Non voglio nascondere nulla al presidente americano. Possiamo avere opinioni e interessi diversi, ma i nostri popoli hanno molto più in comune di quanto ne abbiano America e Russia. La collaborazione esiste: riceviamo armi americane attraverso programmi finanziati dagli europei. Oggi quelle armi le paghiamo. Vogliamo continuare ad avere relazioni aperte, oneste e pragmatiche".
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha riferito su X di aver tenuto una conversazione con papa Leone XIV, ringraziandolo per il fatto che "continui a ricordare l'Ucraina e a pregare" per il popolo ucraino "anche in questo momento personalmente difficile". "L'ho aggiornato dettagliatamente sulla situazione relativa all'escalation russa e ai continui attacchi della Russia contro le città e le comunità ucraine", ha aggiunto il leader di Kiev. "Abbiamo discusso anche della catastrofe umanitaria a Oleshky, attualmente sotto occupazione russa. Stiamo lavorando per aiutare la nostra popolazione in quella zona e stiamo preparando le misure da adottare. Sua Santità mi ha informato dei contatti avuti con la parte russa su questa questione", ha aggiunto. "Naturalmente, abbiamo discusso anche di tutte le attuali sfide e minacce alla sicurezza, compresa la mancata comunicazione, da parte dei nostri alleati, di avvisi relativi agli attacchi russi con missili balistici, un fatto che si è verificato tre volte di recente", ha inoltre riferito Zelensky. "Ringrazio Sua Santità per il suo sostegno e per tutti i suoi sforzi volti a raggiungere una pace dignitosa".
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Incontro tra inviati americani e Vladimir Putin a San Pietroburgo
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