
I leader iraniani e internazionali commentano l'esito delle elezioni di Midterm negli Stati Uniti, mentre in Israele si discute sui risultati e sui governi.
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Le tensioni tra Stati Uniti e Iran persistono nel contesto del conflitto in corso e delle ripercussioni economiche globali.
Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Guerra Usa Iran, Teheran su Midterm: "Messaggio degli americani è no alla guerra". LIVE
Mohammad Bagher Ghalibaf, speaker del Parlamento e principale negoziatore iraniano commenta i risultati delle Midterm negli Stati Uniti: "Gli Americani hanno detto no alla guerra". Intanto il presidente Usa fa sapere che gli Stati Uniti non hanno piani immediati per lanciare nuovi attacchi contro l'Iran, ma sono pronti a intervenire se necessario
"Per coscienza o per il costo della vita, gli americani hanno detto No alla guerra e noi sosteniamo questo messaggio", scrive su X il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore nei colloqui tra Iran e Stati Uniti, Ghalibaf. "Se il governo statunitense tradirà la volontà della sua opinione pubblica per servire i suoi padroni internazionali e i ricattatori scoprirà che il nostro No si accompagnerà a un incubo", aggiunge.
Intanto il presidente Usa fa sapere che gli Stati Uniti non hanno piani immediati per lanciare nuovi attacchi contro l'Iran, ma sono pronti a intervenire se necessario. Trump, in un'intervista al Financial Times ha chiarito: "Siamo pronti a intervenire se necessario, ma potrebbe non esserci alcuna ragione per farlo", aggiungendo che il confronto con Teheran è in una fase favorevole per Washington: "Sembra che stiamo ottenendo tutto quello che vogliamo".
Il presidente ha inoltre riferito che sono in corso colloqui indiretti con l'Iran sul destino delle scorte di uranio arricchito. Trump ha anche sostenuto che il blocco dei porti iraniani stia mettendo sotto pressione l'economia di Teheran e che il traffico petrolifero attraverso lo Stretto di Hormuz sia superiore a quello precedente alla guerra.
Iran agli Usa: "Attaccarci porta alla vostra sconfitta non alla vittoria"
"Attaccare l'Iran non porta alla vittoria. Porta soltanto alla sconfitta". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, rivolgendosi agli Stati Uniti. "Il popolo americano vi ha inviato un messaggio chiaro. Eppure, se continuerete a ignorare la realtà, a trascurare le lezioni della storia e a persistere in questa rotta pericolosa, le conseguenze di questo grave errore di calcolo andranno ben oltre ciò a cui avete già assistito", ha dichiarato Baghaei su X, con un riferimento alla sconfitta dei repubblicani nelle elezioni di metà mandato e alla guerra degli Stati Uniti contro l'Iran che il funzionario ha definito "illegale" e "atroce". Citando "errori di valutazione strategica" da parte dell'amministrazione del presidente Donald Trump nel conflitto contro Teheran, il portavoce del ministero degli Esteri ha aggiunto che "l'Iran non è una nazione che possa essere compresa attraverso l'arroganza, intimidita con le minacce o messa in ginocchio dall'aggressione".
Mojtaba Khamenei: "Si sbaglia di grosso chi spera cambino approccio"
"Si sbagliano di grosso coloro che nutrono anche solo la minima speranza che il comportamento del sistema egemonico possa cambiare" o che "immaginano che fare concessioni agli Stati Uniti possa dissuaderli dall'ostilità nei confronti della Nazione iraniana". E' quanto afferma una dichiarazione di Mojtaba Khamenei, pubblicata sul sito web della Guida Suprema dell'Iran, che non si è mai fatto vedere in pubblico da quando a marzo ha preso il posto del padre, Ali Khamenei.
Herzog: "Non c'è un vincitore chiaro dopo il voto, evitare nuove elezioni"
"Nella realtà attuale, in cui non c'è un vincitore chiaro dopo le elezioni, chiedo di dimostrare originalità e creatività, coraggio e buona volontà, affinché lo Stato di Israele ne esca vittorioso. Per evitare nuove elezioni e per costruire un governo stabile e valido per il popolo di Israele, mi aspetto che le fazioni e i loro rappresentanti comprendano che non è possibile mantenere tutti gli impegni e le promesse. È importante per me sottolineare che non sto chiedendo a nessuno di rinunciare ai propri valori fondamentali". Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog dopo aver accettato ufficialmente il risultato delle elezioni.
A Teheran bruciate bandiere Usa e Israele, slogan contro Trump
C'è chi sventola bandiere iraniane e chi brucia bandiere israeliane e americane. Così a Teheran, secondo il giornale israeliano The Times of Israel, ricordano il 4 novembre 1979. L'agenzia ufficiale iraniana Irna pubblica un'immagine in cui viene esposta una bandiera con la minaccia "Uccideremo Trump", altre di persone con in mano foto della Guida Suprema Ali Khamenei uccisa a fine febbraio nel primo giorno di operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran. L'Irna parla di manifestazioni in tutto il Paese, "in oltre 900 località" della Repubblica islamica, in occasione di quella che per gli iraniani è la "Giornata degli studenti" e la "Giornata della lotta contro l'arroganza globale". Intonati, riferisce l'agenzia Tasnim, slogan contro Usa e Israele. Ogni anno migliaia di persone scendono in strada a Teheran per l'anniversario della 'crisi degli ostaggi', che fece seguito alla presa dell'ambasciata Usa il 4 novembre 1979, sulla scia degli eventi della rivoluzione. Da sempre in quest'occasione risuonano slogan contro gli Stati Uniti e Israele.
Herzog: "Inizio consultazioni nel giorno simbolico dell'uccisione di Rabin"
"Inizio le consultazioni in un giorno simbolico, il 4 novembre, la data in cui fu ucciso il primo ministro Itzhak Rabin 31 anni fa. Per sempre questa data sarà un ricordo duro, un avvertimento di cosa può accaderci quando le divergenze si trasformano in odio, quando la rivalità politica sfocia nella violenza. Non c'è posto per la violenza tra noi, non fisica né verbale, non contro persone singole né contro interi settori della società". Lo ha detto il presidente di Israele Isaac Herzog dopo aver accettato il risultato delle elezioni presentato dal presidente della Commissione elettorale.
Israele, Commissione elettorale: "Accuse interferenza sotto indagine ma in ogni caso impatto limitato, no rinvio risultati"
Le accuse di interferenza elettorale sono oggetto di indagine ma per ora ci sono solo sospetti che, anche se confermati, avrebbero un impatto potenziale limitato e non possono giustificare un rinvio dei risultati. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce 'The Times of Israel', è il presidente della Commissione elettorale centrale, il giudice della Corte Suprema Noam Sohlberg. La Commissione elettorale centrale al completo ha approvato i risultati elettorali della scorsa settimana con un voto in gran parte simbolico. Nella mattinata di oggi, i risultati erano stati ratificati dal presidio della commissione, organo più influente. Il voto, con 15 voti a favore, due contrari e 14 astensioni, fa seguito a un tentativo guidato dal Likud di ritardare l’approvazione sulla base di accuse di frode elettorale. Sohlberg ha respinto la richiesta, affermando per iscritto che la commissione non ha l’autorità di ritardare la certificazione sulla base di informazioni relative a indagini o a preoccupazioni delle forze dell’ordine.
Guerra in Iran e blocco Hormuz, Europa ha speso 127 miliardi in più per costi energia
L'allarme è arrivato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che è intervenuta al WinWin Brussels Summit dedicato alle startup.
Ben Gvir: "Elezioni rubate, Shin Bet arresti tutti i leader dei partiti arabi"
"Le elezioni sono state rubate qui nello Stato di Israele". Ad affermarlo, secondo quanto riferisce 'The Times of Israel', è il ministro della sicurezza nazionale israeliano e leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit, Ben Gvir dopo che lo Shin Bet ha comunicato alla Commissione elettorale che le informazioni raccolte finora indicano che le operazioni per influenzare le elezioni hanno coinvolto "migliaia di persone e forse anche di più". Ben Gvir, inoltre, ha chiesto al capo dell'agenzia David Zini di arrestare tutti i leader dei partiti arabi e interrogarli "nelle celle sotterranee dello Shin Bet", anche senza l'approvazione della procuratrice generale e ha chiesto inoltre l'immediata sospensione della certificazione dei risultati elettorali e della formazione di un governo.
Capo della Magistratura in Iran: "Trump ha fallito sia alle urne che in guerra"
Il capo della Magistratura iraniana, Gholam-Hossein Mohseni-Eje'i, ha commentato la sconfitta del Partito Repubblicano alle midterm negli Stati Uniti, affermando che il presidente degli Usa, Donald Trump, ha fallito sia alle urne che nel conflitto contro l'Iran. "Trump ha fallito sia sul piano bellico sia su quello politico. Di certo imporremo a lui nuove sconfitte", ha affermato Eje'i in un messaggio su X. "Il 4 novembre è sempre stato, per gli americani, un giorno di sconfitta. Onoriamo la memoria di tutti gli studenti martiri — sia quelli delle scuole che quelli universitari — e, in particolare, dei cari studenti martiri di Minab", ha detto il capo della Magistratura citando la scuola colpita dai raid statunitensi, all'inizio del conflitto tra Iran e Usa il 28 febbraio, che hanno provocato la morte di almeno 168 persone, soprattutto studenti e studentesse dell'istituto scolastico.
Bonelli: "Vittoria dei democratici boccia la folle politica di guerra di Trump"
"Questa straordinaria vittoria dei democratici fa tirare al mondo un sospiro di sollievo, perché questa logica folle della guerra va fermata. Trump è un uomo che si è arricchito, insieme alla sua famiglia, con le guerre e ha avviato una politica del riarmo criminale. Il 2025 si è chiuso con una spesa di 2.888 miliardi di dollari. Spero che si fermino anche gli amici di Trump che, in Europa e nel resto del mondo, sono stati subordinati a questa follia, a partire dall'Italia. Gli americani hanno risposto in maniera chiara e netta a questa narrazione ideologica, anche un po' tossica, della guerra contro l'Occidente. Questa straordinaria reazione del popolo americano dimostra che i popoli sono amici tra loro e che nessun popolo è nemico di quello americano. Il punto è che oggi chi governa il pianeta lo fa con la volontà di affermare una supremazia militare per costruire un nuovo ordine geopolitico. Ma la maggioranza dei popoli del mondo vuole la pace, mentre Trump non ha fatto altro che esportare guerre, una dopo l'altra, per alimentare l'industria bellica americana". Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di EV, intervenendo nel corso della trasmissione Agorà, su Rai3.
Pechino: priorità assoluta è evitare ripresa ostilità in Medio Oriente
La Cina ha dichiarato che evitare una ripresa delle ostilità in Medio Oriente rappresenta una "priorità assoluta" nel quadro dei suoi sforzi diplomatici con i paesi della regione. "La priorità assoluta è evitare che in Medio Oriente riprendano le ostilità, il che porterebbe un disastro per le popolazioni della regione", ha affermato Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, durante una conferenza stampa.
Teheran: sconfitta Trump alle midterm conseguenza di quella in Iran
"Il presidente americano, delirante e in cerca di vittoria attraverso la retorica nel cyberspazio, ha fallito anche in politica interna, e questi fallimenti sono le conseguenze della sconfitta subita contro la nazione iraniana". Lo ha detto in apertura di seduta il vicepresidente del Parlamento iraniano Ali Nikzad Samrin, riportato dall'agenzia Irib.
Golan dopo Midterm: "Se Netanyahu resta al potere a rischio rapporto con Usa"
I risultati delle elezioni di Midterm negli Stati Uniti "mettono a nudo quanto Netanyahu sia diventato una figura tossica sia per i Democratici che per i Repubblicani". Lo ha scritto su 'X' il leader dei Democratici in Israele, Yair Golan. "Avverto che se Netanyahu e Ben-Gvir restassero al potere, Israele potrebbe essere soggetto a sanzioni internazionali, isolamento internazionale e uno scontro con gli Stati Uniti, il nostro amico e alleato più importante", ha scritto Golan, sottolineando che Israele ha bisogno di un governo che ripristini le relazioni diplomatiche e promuova gli accordi strategici.
Lapid: "Esito Midterm esclude governo unità nazionale con Netanyahu"
I risultati delle elezioni di Midterm negli Stati Uniti "hanno una conseguenza inattesa: eliminano qualsiasi possibilità di un governo di unità nazionale guidato da Netanyahu". Lo ha scritto su 'X' il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid. "Israele non può permettersi che rimanga primo ministro'' Benjamin Netanyahu in quanto ''mette in pericolo la nostra sicurezza, minaccia la nostra democrazia e devasterà la nostra reputazione".
AI outlook — possibilities, not facts
Continuazione dei colloqui indiretti sul nucleare iraniano
Likely · Within weeks

The Swiss government is waiving reimbursement for medical expenses for the Italians injured in the New Year's Eve fire in Crans-Montana. The father of one victim welcomes the news as a positive sign and a potential admission of guilt in ongoing negotiations.

The Swiss government has decided to waive the reimbursement of medical expenses for the Italians injured in the Crans-Montana fire. The father of a fifteen-year-old victim interprets the gesture as a positive signal and an admission of guilt.

Swiss Foreign Minister Ignazio Cassis has announced that Switzerland will cover the healthcare costs for the young Italians involved in the Crans-Montana tragedy. The Italian Foreign Minister Antonio Tajani expressed his thanks on X, defining the gesture of great solidarity and closeness.

Switzerland has decided not to request reimbursement of medical expenses for the Italians injured in the Crans-Montana tragedy treated in Swiss hospitals. Satisfaction expressed by Meloni and Tajani.

The Swiss government has decided to renounce the reimbursement of 1.5 million francs for the treatment of Italians injured in the Crans-Montana fire. Minister Tajani expressed deep gratitude for the gesture of solidarity.

Russian foreign policy and line on Ukraine are not opportunistic and do not depend on the political fluctuations of other countries, according to Deputy Foreign Minister Serghei Ryabkov commenting on the US elections.