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Il Bitcoin perde quota: perché il crollo spaventa più del passato
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Repubblica Economia6 days agoBusiness2 min readItalyView translation

Il Bitcoin perde quota: perché il crollo spaventa più del passato

La criptovaluta ha perso quasi la metà del valore dai massimi storici. Gli analisti puntano il dito contro l'intelligenza artificiale e la perdita di interesse degli investitori.

Quick Look

  • Il Bitcoin ha perso quasi la metà del suo valore dai massimi storici, fermandosi vicino a 63 mila dollari.
  • A differenza dei crolli passati, la discesa è legata alla perdita di interesse e alla concorrenza dell'intelligenza artificiale.

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Why It Matters

Il Bitcoin è stato lanciato nel 2009 come alternativa ai sistemi di pagamento tradizionali e successivamente promosso come riserva di valore.

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Il Bitcoin ha perso quasi la metà del suo valore dai massimi storici di un anno fa. Al 7 ottobre 2025 il prezzo della moneta digitale era di 126 mila dollari mentre a inizio luglio ha toccato il suo minimo da settembre 2024 a 59 mila dollari, per la prima volta sotto la soglia psicologica dei 60 mila. Ha poi recuperato ma ora il suo valore è fermo vicino a 63 mila dollari. La criptovaluta era stata lanciato nel 2009 come alternativa al tradizionale sistema di pagamenti mediato da banche e governi. In breve tempo si è però scoperto che le transazioni effettuate con questa nuova tecnologia erano lente e costose, il suo prezzo troppo volatile. I sostenitori iniziarono allora a promuoverlo come riserva di valore e per anni il Bitcoin è stato da molti definito oro digitale. Le perdite registrate nell’ultimo anno però, stanno mettendo in discussione questo paradigma e la colpa potrebbe essere (anche) dell’intelligenza artificiale.

Perché questo calo spaventa più dei precedenti

I precedenti “inverni cripto” hanno registrato in passato picchi minimi anche peggiori, fino a -80%. Questo calo però preoccuperebbe particolarmente i fedeli del Bitcoin perché dettato più da una costante perdita di interesse degli investitori che da un singolo periodo di turbolenza. In passato i prezzi delle criptovalute sono cresciuti spesso di pari passo con le prese di guadagno dei titoli azionari e dei metalli preziosi come l’oro. L’andamento è stato invece decorrelato alle performance del dollaro statunitense. Nell’ultimo anno però, il Bitcoin è sembrato seguire un andamento a sé. L’aumento dei prezzi dell’oro da una parte e l’indebolimento del dollaro americano dall’altra, non hanno fatto da traino. Quanto all’indice del mercato azionario USA di riferimento, il Nasdaq, nell’ultimo anno nei giorni in cui il mercato ha registrato un rialzo, il prezzo del Bitcoin è cresciuto ma non con pari slancio. Nei giorni in cui i titoli tecnologici statunitensi sono stati invece in calo, le criptovalute hanno registrato flessioni decisamente più profonde. Sono saltate le correlazioni? “Non ci sono mai state correlazioni stabili”, spiega Ferdinando Ametrano, ceo di CheckSig e professore di blockchain technology all'Università Statale di Milano: “Bitcoin non è un’azienda con flussi di cassa, l'oro lo comprano le banche centrali, le criptovalute i gestori con appetito per il rischio.”

Nemmeno la riduzione dell’offerta ha sortito gli effetti del passato. Ogni quattro anni si compie il cosiddetto processo di halving, per effetto del quale il ritmo di creazione di nuovo Bitcoin si riduce di circa il 50%. Nei 12 mesi successivi ai primi tre halving, dal 2009 in poi, i prezzi si sono impennati vertiginosamente, aumentando dall'8.500% dopo il primo a circa il 290% del secondo e del 550% dopo il terzo. Quando il quarto halving ha avuto però luogo nell'aprile 2024, non si è registrato alcun rally. “L'halving non è più il metronomo”, spiega Ametrano. “Il ritmo lo detta la liquidità globale. Bitcoin ha perso circa il 50% dai massimi di ottobre, è vero, ma il calo è lento, senza il panico dei cicli passati”.

Gli analisti sostengono che grande parte del problema stia nello spostamento delle preferenze degli investitori verso la scommessa dei titoli tecnologici legati all’IA. Le criptovalute, da investimento controcorrente si sono trasformate in asset mainstream, perdendo parte del loro appeal. Il Bitcoin ha visto ridursi la volatilità del suo prezzo al punto che ha finito per attirare l’attenzione perfino di istituzioni, fondi pensione e asset manager. I titoli legati all’intelligenza artificiale registrano invece performance superiori alla media e dominano il dibattito, con valutazioni talmente alte che sono ormai in molti a parlare di bolla speculativa.

Le criptovalute le abbiamo inventate noi

di Rosaria Amato 12 Agosto 2026

Open Questions

  • Come influirà ulteriormente l'intelligenza artificiale sui mercati finanziari?
  • Il Bitcoin riuscirà a recuperare la correlazione con i metalli preziosi?

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This article was originally published by Repubblica Economia.

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