Impazzano i fake sui social, fra cortei fantasma e false aggressioni
Cremona e Pavia blindate dalle forze dell'ordine a causa di allarmi social infondati, mentre a Milano circolano messaggi virali su aggressioni mai avvenute.
Quick Look
In Lombardia, la diffusione di fake news sui social media ha generato allarmi ingiustificati riguardo a presunte manifestazioni violente e aggressioni a Cremona, Pavia e Milano, portando a un massiccio dispiegamento delle forze dell'ordine.
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Why It Matters
Le fake news sono emerse in seguito a scontri avvenuti nel weekend precedente a Milano, innescando una catena di allarmi infondati in altre città lombarde.
In Lombardia sono numerosi i casi di informazioni false diffuse dai social, che di volta in volta segnalavano manifestazioni di piazza rivelatesi poi false, o diffondevano informazioni fasulle su presunte azioni violente ai danni di studenti e stranieri.
Cremona deserta e blindata dalle forze dell'ordine, ma la manifestazione non c'è. A Pavia voci false su cortei violenti
Nessun corteo, nessuna presenza sospetta in una città comunque blindata dalle forze dell'ordine, con carabinieri e polizia a presidiare le scuole, la stazione ferroviaria e quella dei pullman e il centro storico. Ma l'allarme innescato dalla chiamata alla manifestazione violenta, simile a quella di Milano, comparsa ieri mattina sui social, un effetto lo ha avuto: a Cremona stamattina c'erano molti assenti negli istituti scolastici e il centro era deserto, tra le vetrine dei negozi protette da pannelli di compensato.
Sono in corso le indagini della polizia: al setaccio le chat che hanno provocato il panico annunciando i disordini. E diventa sempre più accreditata l'ipotesi di un fake fatto circolare proprio per creare paura. Sulla vicenda indaga la Polizia.
Anche a Pavia, come a Cremona, il tam tam dei social e del web ha diffuso informazioni false su azione violente che si sarebbero dovute verificare oggi in città e che non ci sono state. I carabinieri hanno intensificato questa mattina i controlli nei pressi della stazione dei treni, dell'autostazione e dei principali istituti scolastici di Pavia, gli scontri avvenuti nel week end scorso a Milano.
Un'azione in linea con le direttive del prefetto, Francesca De Carlini, nell'ambito delle strategie condivise in sede di Comitato provinciale per l'ordine e sicurezza pubblica. L'azione preventiva dei militari dell'Arma è stata attuata anche in seguito a numerose telefonate di preoccupazione da parte di alcuni genitori, pervenute alla centrale operativa. A provocare l'allarme è stato un tam tam social, con la diffusione di alcune chat dove si preannunciavano azioni violente a Pavia.
"Fortunatamente gli allarmi si sono dimostrati tutti infondati - sottolinea una nota dei carabinieri di Pavia -; le pattuglie dell'Arma hanno perlustrato tutte le zone di maggior interesse, senza rilevare alcuna violenza o turbamento dell'ordine pubblico. I servizi continueranno anche nei prossimi giorni, ponendo massima attenzione alle fasce più giovani della popolazione".
A Milano fake news virali su neofascisti a caccia di stranieri
"Si sono organizzati gruppo neofascisti per andare nelle seguenti zone (Cadorna, Duomo, Citylife, Navigli e Brera) a picchiare stranieri a vista": è il testo di uno dei tanti messaggi di fake news che hanno iniziato a girare in modo virale nelle chat degli studenti di Milano e hinterland all'indomani degli scontri in centro città.
"Se qualcuno vi ferma o si avvicina in modo strano correte" è il consiglio del messaggio, che si chiude con l'invito a condividere il più possibile l'informazione, inoltrandola ad altri gruppi. E' solo uno dei tanti messaggi che girano tra i ragazzi, tra cui alert istituzionali elaborati con l'intelligenza artificiale, che invitano alla "massima attenzione perchè sono stati segnalati gruppi di giovani responsabili di aggressioni nei confronti di ragazzi, ragazze e cittadini stranieri nell'area metropolitana di Milano", ma anche foto di armi accompagnate da scritte minacciosi e audio concitati che raccontano di violenze mai avvenute. Messaggi che hanno inizialmente preoccupato gli studenti, portandoli a confrontarsi di persona e nelle chat, fino a bollare come fake news i vari alert.
Open Questions
- Chi sono gli autori materiali della diffusione delle fake news?
- Quali misure verranno adottate per contrastare la disinformazione virale?






