Impugnata legge fine vita del Veneto, governo diviso: Calderoli contro, Salvini non vota
Il Cdm decide il ricorso alla Consulta. Salvini non partecipa al voto, Calderoli contrario. Zaia accusa il Parlamento.
Quick Look
- Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare la legge sul fine vita approvata in Veneto, la prima Regione di centrodestra.
- La decisione spacca la maggioranza: Salvini non partecipa e Calderoli vota contro.
- Forti polemiche dall'opposizione.
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Why It Matters
La Corte costituzionale ha più volte sollecitato un intervento del Parlamento sul fine vita, mentre diverse regioni hanno provato a legiferare per colmare il vuoto normativo.
No del governo Meloni alla legge che regolamenta le procedure e i tempi per l'accesso al suicidio medicalmente assistito in Veneto. Il vicepremier Salvini non partecipa e Calderoli vota contro. Zaia: la responsabilità dello stallo sulla legge "è del Parlamento. È dal 2009, dal caso di Eluana Englaro, che deve essere approvata una legge nazionale. Ma è tutto fermo". Stefani: "Legge supererà il vaglio della Consulta"
La legge sul fine vita in Veneto divide la maggioranza. Il governo durante il Cdm di giovedì 5 novembre ha deciso di impugnarla ma senza il voto di Matteo Salvini che ha scelto di non partecipare né alla discussione né alla votazione nonostante a dare il via libera alla legge sia stata proprio una Regione, la prima amministrata dal centrodestra, guidata dal leghista Alberto Stefani. Quello del governo, arrivato a pochi giorni dalla scadenza dei termini per presentare il ricorso alla Corte Costituzionale, quindi è un “no” che pesa e che provoca immediate tensioni nel governo di Giorgia Meloni. Dal canto suo, il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, anche lui leghista, si è espresso contro l'impugnazione. Secondo Calderoli si tratta infatti di una legge ordinamentale che indica solo le linee guida attenendosi alle norme già in vigore.
Prima Regione di centrodestra a volere legge sul fine vita
Non è la prima volta che il governo blocca la legge sul fine vita: era già successo con i “no” detti a Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna. In questo caso, però, si tratta di una lotta interna alla maggioranza dato che il Veneto è la prima Regione amministrata dal centrodestra ad aver dato il via libera a "procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito". La legge votata dal Consiglio regionale del Veneto, ha affermato il presidente della Regione Alberto Stefani ieri a caldo subito dopo la notizia dell’impugnazione, “è sostanzialmente diversa da quelle approvate in altre regioni e oggetto di richieste di modifiche da parte della Corte costituzionale". Per il governatore, " gli emendamenti approvati nel senso del favor vitae lo dimostrano. Per questo, dal punto di vista giuridico, sono convinto che supererà il vaglio della Consulta".
Zaia: “Parlamento responsabile di stallo”, serve legge nazionale
Anche Luca Zaia, ex governatore della Regione e ora presidente del Consiglio regionale del Veneto, ha rivendicato la scelta pur ammettendo di rispettare la decisione del governo che, ha detto, “ha il diritto di rivolgersi alla Consulta quando ritiene che una norma regionale presenti profili di incostituzionalità”. In un’intervista al Corriere della Sera, però, ha commentato lo stallo in merito alla legge dando la responsabilità al Parlamento. “O meglio, ai Parlamenti di diverso colore che si sono succeduti ad oggi. È dal 2009, dal caso di Eluana Englaro, che deve essere approvata una legge nazionale. Ma è tutto fermo”, ha sottolineato Zaia. “Ci sono tante iniziative, tutte lodevoli, ma in Aula non approda nulla".
Per Tajani necessario intervento legislativo del Parlamento
La necessità di una legge a livello nazionale è stata espressa durante il Consiglio dei ministri anche dal vicepremi e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il leader di Forza Italia ha fatto mettere a verbale, a nome della delegazione del suo partito, la necessità di un intervento legislativo da parte del Parlamento. Per Forza Italia, infatti, una materia tanto delicata deve essere disciplinata dalle Camere attraverso una normativa nazionale che eviti il proliferare di leggi regionali, anche in contrasto tra loro, e dia attuazione alle indicazioni della Corte costituzionale. Come il leader del partito si è espresso anche Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia: "Si conferma la necessità di una legge nazionale sul fine vita, perché una materia così delicata non può prestarsi a regole e procedure diverse da regione a regione creando un caos normativo".
Opposizioni contro l'impugnazione
I partiti dell'opposizione si sono espressi contro l'impugnazione della legge da parte del governo. "Un esecutivo talebano e centralizzatore che va contro i suoi stessi amministratori, i suoi stessi elettori, mentre va avanti ipocritamente in parlamento la legge sull'autonomia", ha affermato il segretario di Più Europa Riccardo Magi. Gli fa eco Fabrizio Benzoni, vicecapogruppo di Azione alla Camera, per il quale "c'è qualcosa di surreale in quello che sta accadendo con il fine vita. Una Regione governata dalla Lega approva una legge sul fine vita e il governo della stessa maggioranza la impugna. Il centrodestra di Roma contro il centrodestra di Regione. E questa sarebbe l'autonomia?". Nicola Fratoianni di Avs definisce il governo come una "destra oscurantista" che "non si ferma di fronte a nulla, se la prende perfino con gli atti legislativi di civiltà sottoscritti dalle loro giunte regionali".
Zan (Pd): "Su legge veneta fine vita Meloni crudele, serve legge nazionale"
"Ancora una volta il Governo Meloni in Consiglio dei ministri impugna una legge sul fine vita, quella veneta, come ha già fatto per tutte le altre regioni in cui era stata approvata", ha ricordato Alessandro Zan, responsabile Diritti Pd. "Cioè - ha spiegato l'europarlamentare - le regioni cercano di colmare un buco normativo per dare risposte concrete a persone con sofferenze atroci e malattie incurabili, e il governo si oppone. Parliamo di persone che chiedono semplicemente di vedere riconosciuto il diritto di scegliere sulla fine della loro vita, un diritto riconosciuto dalla Corte costituzionale che più volte ha sollecitato una legge nazionale. Ancora una volta Meloni è crudele, ideologica e insensibile alle persone e alle loro famiglie. E sul voto si sono pure spaccati perché Salvini è scappato per non votare contro al proprio governo. Serve una legge nazionale per rispettare la libertà e i diritti di ogni persona indipendentemente dal luogo in cui vive".
Ass. Luca Coscioni: "Impugnazione legge confermerà competenza Regioni"
E non si è fatto attendere il commento di Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni che è promotrice della legge di iniziativa popolare sul fine vita. "L'impugnazione - si legge in una nota - rappresenta un'ottima occasione per confermare quanto già la Corte costituzionale ha affermato a più riprese: la piena competenza delle Regioni in materia di organizzazione sanitaria nel regolare l'applicazione del diritto (che già esiste da 7 anni in tutta Italia) all'aiuto medico alla morte volontaria da parte del Servizio sanitario nazionale". Come ricordano Gallo e Cappato, "la Corte costituzionale infatti si è già pronunciata sulla legge approvata in Toscana e in Sardegna, e ha chiarito che le Regioni possono legittimamente intervenire per organizzare il Servizio sanitario e rendere effettivi i diritti già riconosciuti dalla Corte costituzionale stessa anche in assenza di una legge nazionale, respingendo le censure del Governo rivolte contro l'intero impianto della legge. A meno che la Corte non decidesse di smentire la propria consolidata giurisprudenza, il ricorso del Governo non avrà dunque altro effetto che rendere ancora più evidente l'impotenza della stessa maggioranza di Governo".
Legge approvata in Veneto
La legge di iniziativa popolare sul fine vita è stata approvata il 2 settembre 2026 dal Consiglio regionale del Veneto dopo due giorni di discussione. In precedenza solo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna avevano fatto lo stesso. Il provvedimento, che definisce "procedure e tempi per l'assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito", è stato approvato con 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari. Con il via libera, il Veneto è diventata la prima Regione amministrata dal centrodestra a dire sì alla legge.
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
La Corte Costituzionale si pronuncerà sul ricorso presentato dal governo contro la legge veneta.
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Open Questions
- Come si pronuncerà la Corte Costituzionale sul ricorso del governo?
- Il Parlamento riuscirà ad approvare una legge nazionale sul fine vita?






