Incendi boschivi in Italia, 1.200 kmq bruciati nel 2026: i dati Ispra
Un bilancio drammatico per le aree verdi italiane, con Sicilia e Calabria tra le regioni più colpite secondo i dati dell'Ispra.
Quick Look
- Negli ultimi mesi registrati 2.076 grandi incendi in Italia, che hanno distrutto quasi 200 chilometri quadrati di aree forestali.
- Sicilia e Calabria le regioni più colpite, con gravi danni anche alle aree protette e ai parchi naturali.
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Why It Matters
I dati diffusi da Ispra descrivono l'impatto dei grandi incendi sul territorio italiano basandosi su osservazioni satellitari ad alta risoluzione.
I dati
In questi mesi sono stati registrati 2.076 grandi incendi, con una superficie complessiva percorsa dal fuoco tra le più elevate degli ultimi anni. Le aree forestali interessate ammontano a quasi 200 chilometri quadrati, pari al 16% della superficie totale bruciata. Tra gli ecosistemi maggiormente colpiti figurano 78 chilometri quadrati di querceti e boschi misti, 65 di macchia alta e boschi di leccio e sughera e 44 di foreste di conifere sempreverdi.
Sicilia e Calabria le più colpite
Gli incendi hanno interessato tutte le regioni italiane. Dopo la Sicilia, le quote più elevate di superficie bruciata si registrano in Calabria e Puglia, entrambe intorno al 10%. Al Nord la regione più colpita è il Piemonte, con il 4%, mentre al Centro è l'Abruzzo, sempre con il 4%.
La provincia di Agrigento presenta il bilancio più grave, con 222 chilometri quadrati bruciati, di cui circa 15 di superficie forestale. Particolarmente rilevante l'impatto sulle aree protette: oltre il 30% della superficie complessivamente bruciata ricade in parchi, riserve naturali e siti Natura 2000. Queste aree comprendono anche circa il 40% delle superfici forestali percorse dal fuoco.
I casi più importanti
Tra gli episodi più significativi, Ispra segnala l'incendio del 20 luglio tra Agrigento e Palermo, che ha interessato 63 chilometri quadrati, e quello del 4 agosto tra Biella e Vercelli, con circa 9 chilometri quadrati di foreste coinvolte.
"La prevenzione non si improvvisa quando arrivano le fiamme: si costruisce prima, attraverso la conoscenza scientifica, la pianificazione e la collaborazione tra istituzioni, comunità locali e cittadini", afferma Maria Alessandra Gallone, presidente di Ispra e Snpa. Il monitoraggio dell'istituto si basa su osservazioni satellitari ad alta risoluzione. Gallone richiama anche il ruolo dei droni e la necessità di sostenere i sindaci nella prevenzione e nella gestione del rischio. A livello europeo, i dati Effis evidenziano scostamenti rilevanti dalle medie storiche in Spagna, Francia, Italia, Croazia e Belgio.
Open Questions
- Quali saranno le risorse stanziate per la prevenzione?
- Come verranno protette le aree naturali colpite dal fuoco?






