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Inchiesta Haaretz: "L'emiro di Abu Dhabi avvertì Netanyahu prima del 7 ottobre", smentisce il premier
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Sky TG2449 minutes agoPolitics3 min readItaly

Inchiesta Haaretz: "L'emiro di Abu Dhabi avvertì Netanyahu prima del 7 ottobre", smentisce il premier

Secondo un nuovo libro citato da Haaretz, Mohammed bin Zayed avvertì Netanyahu di un imminente attacco di Hamas. L'ufficio del premier definisce l'inchiesta una "menzogna totale".

Quick Look

  • Secondo un'inchiesta anticipata da Haaretz, l'emiro di Abu Dhabi avvertì Netanyahu a fine settembre 2023 di un imminente attacco di Hamas.
  • L'ufficio del primo ministro israeliano ha smentito categoricamente la notizia.

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Why It Matters

Il quotidiano Haaretz ha anticipato estratti di un libro del giornalista Shlomi Eldar sull'attentato del 7 ottobre 2023.

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Secondo quanto riporta il quotidiano israeliano, il premier, dopo essere stato avvertito personalmente dal leader emiratino Mohammed bin Zayed che Hamas stava pianificando una grande offensiva contro lo Stato ebraico, non informò i vertici della sicurezza israeliana e non fece nulla con l'informazione. L'ufficio del primo ministro smentisce e definisce come una "menzogna" l'inchiesta

Il quotidiano israeliano Haaretz ha anticipato oggi alcuni estratti di un nuovo libro del giornalista Shlomi Eldar che potrebbero riscrivere la storia dell'attentato del 7 ottobre 2023. Secondo quanto emerge dall'inchiesta, l'emiro di Abu Dhabi Mohammed bin Zayed avrebbe avvertito personalmente il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in una telefonata di 45 minuti alla fine di settembre 2023, che il leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar stava pianificando ''un terremoto'' contro Israele. Secondo la ricostruzione, basata su fonti anonime straniere e israeliane, l'avvertimento di bin Zayed partì dalle conversazioni tenute a settembre 2023 con Sinwar da parte di un intermediario palestinese noto con il soprannome 'Occhi neri', un dirigente di Fatah con fluente conoscenza dell'ebraico e rapporti sia con Hamas sia con lo Shin Bet, i servizi di intelligence interna israeliani.

In quel periodo, il governo israeliano, che si era insediato a fine 2022, stava trattando segretamente attraverso questa intermediazione per raggiungere una 'hudna' con Hamas, ossia un accordo di tregua a lungo termine che includeva la graduale rimozione del blocco su Gaza, la creazione di una zona industriale nel nord della Striscia, l'aumento dei permessi di lavoro ai palestinsi, la fornitura di gas naturale alla Striscia. La trattativa ambiva a essere ultimata con il rilascio di due civili israeliani vivi e dei corpi di due soldati uccisi, in cattività a Gaza da anni, in cambio del rilascio di 30 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, tra cui 20 ergastolani. I negoziati si erano arenati ad agosto 2023, in quanto Netanyahu rimandava la convocazione della commissione ministeriale necessaria per approvare il rilascio.

A inizi settembre, riporta Haaretz citando una fonte dello Shin Bet, Sinwar scomparve e smise di trattare con gli israeliani. In seguito, avrebbe chiesto all'intermediario di trasmettere il messaggio agli israeliani che se non si andava avanti, avrebbe scatenato un ''terremoto'' ('zilzal' in arabo). L'intermediario riferì il messaggio in primis a bin Zayed, attraverso il consigliere palestinese dell'emiro di Abu Dhabi, emigrato anni addietro da Gaza, di cui l'inchiesta non rivela il nome ma il cui profilo sembra rispondere a Mohammad Dahlan. Il 15 settembre 2023, il consigliere palestinese di bin Zayed trasmise l'avvertimento allo Shin Bet, il cui capo avrebbe informato Netanyahu e convocato una riunione di sicurezza il 17 settembre, raccomandando un'azione militare decisiva per l'eliminazione di Sinwar. Secondo le fonti, Netanyahu chiese allo Shin Bet di presentargli un piano e la decisione fu posticipata.

A fine settembre, dieci gorni prima dell'attacco, bin Zayed avrebbe telefonato direttamente a Netanyahu. Nella stessa settimana, secondo quanto rivelato da Yediot Ahronot ancora nel 2023, anche il ministro dell'Intelligence egiziano, il generale Abbas Kamel, avvertì Netanyahu che Hamas stava preparando ''qualcosa di insolito in arrivo''. Secondo quanto riportato dalle inchieste, nessuno avrebbe segnalato espressamente che il ''terremoto'' di cui si parlava sarebbe venuto da dentro Gaza, bensì dalla Cisgiordania. Lo Shin Bet, riporta Haaretz, partì da una valutazione ancora più errata, sostenendo che Hamas stava cercando di ''mettere le mani su Elisabeth Tsurkov'', ricercatrice israliana rapita in Iraq sei mesi prima. L'ufficio del premier Netayahu ha smentito che sia avvenuta una telefonata con il presidente emiratino in quel periodo, così come il capo dello Shin Ben e del Mossad di allora hanno affermato ad Haaretz di non essere mai stati informati di un avvertimento di bin Zayed. La presidenza emiratina ha rifiutato di commentare quanto riportato da Haaretz.

"Una menzogna totale", così l'ufficio del primo ministro Netanyahu ha risposto all'articolo di Haaretz. "Il Primo Ministro Netanyahu non ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti nel periodo in questione e non ha ricevuto alcun avvertimento da parte sua", ha dichiarato l'ufficio del premier, citato dai media israeliani tra cui Times of Israel. La presidenza emiratina ha invece rifiutato di commentare quanto riportato dal quotidiano, mentre il capo dello Shin Ben e del Mossad di allora hanno affermato di non essere mai stati informati di un avvertimento di bin Zayed.

Open Questions

  • Quali prove documentali esistono sulla presunta telefonata?
  • Qual era esattamente il ruolo dell'intermediario 'Occhi neri'?

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This article was originally published by Sky TG24.

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