
La replica dopo l'espulsione da Futuro Nazionale: "Fiero di esser stato cacciato se denunciare nostalgie naziste e derive illiberali fa di me un corpo estraneo"
Sforzini replica alla sua espulsione da Futuro Nazionale, criticando la gestione vicina a Roberto Vannacci e rivendicando i suoi valori liberali, risorgimentali e costituzionali contro ogni deriva illiberale.
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Sforzini è stato espulso dal partito Futuro Nazionale, legato a Roberto Vannacci, in seguito a divergenze sulla linea politica e programmatica.
Sforzini, dopo la decisione, ha prontamente replicato.
"Leggo ed apprendo così dalle agenzie di stampa della mia espulsione da Futuro Nazionale. Evidentemente a Vannacci i grilli parlanti non piacciono e le cornacchie nere, che si sono ormai impossessate della gestione del partito, amano lanciarli contro il muro. Ma i fatti hanno la testa dura. E io non sono disposto, per quieto vivere o per convenienza (essendo detentore della tessera numero 18 del partito - fra i primi ad aderire a Fnv convinto che fosse un veicolo per introdurre un nuovo modo di fare politica), ad accettare disvalori propagandati come valori.
Se chiedere una destra del XXI secolo, liberale, risorgimentale, occidentale e costituzionale; se denunciare nostalgie naziste, saluti romani e derive illiberali e oscurantiste; se evidenziare che passaggi etici, da confinare nella sfera della libera coscienza individuale, al punto da disegnare l'equivalente cristiano dell'integralismo islamico, sono stati introdotti impropriamente e a posteriori -in fase di definizione del programma nelle 'segrete stanze'- all'interno di un partito nato per contrastare immigrazione irregolare e per difendere la sicurezza dei cittadini; se, infine, difendere la libertà di pensiero e la libera critica democratica -linfa vitale per la crescita di qualsiasi organizzazione- significa essere considerati un corpo estraneo o un sabotatore, allora sono fiero di esser stato espulso dal partito. Date tutte queste premesse e considerazioni, diventa per me una medaglia al merito".
Lo sguardo "rivolto al futuro"
E ancora: "Non sono disposto a considerare nessuna religione (nè Islam nè ebraismo) incompatibile con lo Stato italiano. Non sono disponibile a chiudere gli occhi di fronte a una visione misogina e liberticida della società nella quale dovranno crescere i miei figli. Non considero le nostalgie e le suggestioni totalitarie un valore della destra. E potrei continuare a lungo. Sono e rimango un liberale, un uomo di destra. Di destra storica, risorgimentale. Fermo nei principi e calato nel XXI secolo, con lo sguardo rivolto al futuro", ha proseguito Sforini.
Poi, la conclusione del suo personale sfogo: "Sono e rimarrò fedele alla Repubblica democratica e alla sua Costituzione, quella stessa Costituzione sulla quale anche il generale Vannacci, a suo tempo, ha giurato. Evidentemente abbiamo una concezione diversa anche di cosa significhi essere coerenti. Le espulsioni appartengono ai partiti. Le idee, fortunatamente, no".

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