Infortuni lavoro: +2,6% in Italia nei primi 2 mesi 2026, morti -26,1%
Rapporto Oil su rischi psicosociali: 840.000 morti l'anno per stress e violenza
Quick Look
- In Italia nei primi due mesi del 2026 gli infortuni sul lavoro sono aumentati del 2,6% (91.912 casi), mentre i morti sono calati del 26,1% (da 138 a 102).
- Le malattie professionali segnano +14,2%.
- L'Oil pubblica un rapporto globale sui rischi psicosociali: 840.000 morti l'anno per malattie cardiovascolari e disturbi mentali correlati allo stress lavorativo, il 35% dei lavoratori supera le 48 ore settimanali, il 23% ha subito bullismo.
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Il 28 aprile si celebra la Giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, promossa dall'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil). Nei primi due mesi del 2026, in Italia sono stati denunciati 91.912 infortuni sul lavoro, il 2,6% in più rispetto all'anno precedente. Gli infortuni mortali appaiono però in calo del 26,1%, dai 138 del 2025 ai 102 di quest'anno. Le malattie professionali segnano infine un'impennata del 14,2%. Questa la fotografia scattata dall'Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil), sulla base dei dati Inail.
Lo studio mette a confronto il periodo gennaio-febbraio 2025 con il medesimo lasso temporale del 2026. Per quanto riguarda gli infortuni totali, la crescita più consistente si osserva in Valle d'Aosta (+16,8%) e nel Lazio (+12,4%), mentre il calo interessa soprattutto il Friuli Venezia Giulia (-7,8%) e il Trentino (-7,1%). Gli incidenti mortali sono diminuiti in quasi tutte le Regioni, a eccezione di Campania, Marche, Molise e Sicilia. In quest'ultima sono addirittura raddoppiati, passando dai 5 dell'anno scorso ai 10 del 2026. Le malattie professionali denunciate sono cresciute specialmente in Valle d'Aosta (+44,4%), Molise (+43,5%) e Sicilia (+32%).
A margine dei numeri, in una nota Anmil denuncia un "sonno ideologico" che circonda il mondo del lavoro e richiama ai "rischi psicosociali derivanti da situazioni di instabilità e difficoltà nell'ambito della propria professione". L'appello è quindi di "raccogliere forze e coscienze di cittadini, Enti del Terzo Settore e mezzi d'informazione" per rimettere "il lavoro, strumento di dignità e affermazione di tutti, sul podio dei diritti".
Focus sul benessere psico-sociale
L'edizione 2026 della Giornata è dedicata al tema del benessere psicosociale, che passa dalla sicurezza dal punto di vista fisico e da fattori come la precarietà, il carico e l'orario lavorativo, la chiarezza dei ruoli, l'autonomia, il supporto e l'esistenza di processi equi e trasparenti che influenzano sulla qualità del lavoro. In occasione di questa giornata l'Oil ha pubblicato un rapporto globale con analisi, stime e statistiche dei fattori psicosociali che condizionano la salute di chi lavora, e di conseguenza anche la produttività delle aziende e l'economia in generale.
Nel documento si legge che questi fattori di rischio causano ogni anno la morte di 840.000 persone per malattie cardiovascolari - ictus e cardiopatie ischemiche - e disturbi mentali correlati - depressione, condizioni che si sviluppano più facilmente con orari di lavoro prolungati. Su questo punto, l'Oil stima che il 35% dei lavoratori nel mondo superi le 48 ore settimanali. Un altro tema che si incontra è la persistenza di bullismo e di altre forme di violenza: il 23% degli impiegati lo ha subito almeno una volta.
Il rapporto 2026 'L'ambiente di lavoro e gli aspetti psicosociali - Sviluppi globali e percorsi per l'azione' dell'Organizzazione internazionale sul lavoro
I dati Inail del 2025
Nel nostro paese il tema è centrale, basti pensare che nel 2025, secondo i dati pubblicati questo febbraio dall'Inail, i morti sul lavoro e "in itinere" (ovvero per recarsi sul posto di lavoro) sono stati 792, in lieve calo rispetto al 2024 in cui vennero denunciati 5 casi in meno. Nello stesso periodo sono aumentati gli incidenti mortali nelle fasce di età tra i 40 e i 49 anni (da 137 a 148 casi) e tra i 55 e i 64 anni (da 279 a 300 morti), così come gli "infortuni in itinere", che sono stati 293 (13 in più rispetto all'anno precedente).






