Iran chiude lo Stretto di Hormuz alle navi senza coordinamento, accusa gli USA di mentire sul petrolio
Quick Look
- I Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani dichiarano chiuso lo Stretto di Hormuz a tutte le navi che non coordinano il transito con Teheran, accusando gli Stati Uniti di mentire sull'apertura della via d'acqua per manipolare i prezzi del petrolio e coprire i propri fallimenti militari.
- L'annuncio arriva amid tensioni regionali, con attacchi israeliani in Libano e preoccupazioni USA sulle scorte di munizioni in Europa.
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Why It Matters
Lo Stretto di Hormuz è una rotta marittima critica per il trasporto globale di petrolio, attraverso cui passa circa un quinto del consumo mondiale. L'Iran ha ripetutamente minacciato di chiuderlo in risposta a pressioni statunitensi e sanzioni. Le tensioni attuali si inseriscono in un contesto di conflitto indiretto tra Iran e Israele, con Hezbollah come attore libanese allineato a Teheran.
I Guardiani della Rivoluzione Islamica respingono le ripetute affermazioni degli Stati Uniti secondo cui lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto, affermando che i funzionari statunitensi continuano a "mentire" sullo stato della via d'acqua per influenzare il prezzo del petrolio e "coprire i loro fallimenti". In una dichiarazione pubblicata dall'emittente iraniana Irib, la marina dell'Irgc ha affermato che "il dominio dei combattenti dell'Islam su questa via d'acqua strategica è completamente decisivo". E ha proseguito: "Con tutto il potere e in piena autorità, lo Stretto di Hormuz è chiuso a tutte le navi che intendono transitare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran".
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Un attacco di droni israeliani è stato effettuato nella città di Nabatieh al-Fawqa, nel sud del Libano. Lo riferiscono i media libanesi mentre le Forze di Difesa Israeliane non hanno ancora commentato. L'Idf ha intensificato i suoi attacchi contro Hezbollah nel sud del Libano negli ultimi giorni, in particolare nell'area di Nabatieh, dove si trova la strategica collina di Ali al-Taher, considerato una roccaforte del gruppo armato, dotato di complessi sistemi di tunnel sotterranei e postazioni fortificate. Allo stesso tempo, Hezbollah aramto ha preso di mira le truppe che operano nella zona.
Il conflitto contro l'Iran ha richiesto tante munizioni da parte degli Usa che gli strateghi militari temono un indebolimento delle capacità degli Stati Uniti di risposta a eventuali minacce da parte di Cina e Russia. Lo scrive il Wall Street Journal, citando ufficiali Usa, alcuni dei quali hanno descritto come "oltre il livello critico" le scorte Usa in Europa di Pac-3 e Atacms. E, si legge, potrebbero servire anni per rifornire le scorte di armamenti trasferiti da Paesi come Germania, Giappone e Corea del Sud.
In Europa, stando alle fonti del giornale, sarebbero a livelli estremamente bassi anche altri missili Prsm (Pricision Strike Missile) e altri armamenti. Dall'Europa al Medio Oriente, si legge ancora, sono stati inoltre trasferiti sistemi Thaad e Merops. La riduzione delle scorte ha costretto il Comando europeo degli Stati Uniti a modificare alcuni piani operativi, dicono le fonti. Ogni spostamento di forze e asset (munizioni comprese) verso il Medio Oriente, sottolinea il giornale, avrebbe richiesto l'autorizzazione del segretario alla Difesa Pete Hegseth, che gestisce un "registro degli ordini" che regola i trasferimenti secondo procedure consolidate del Pentagono.
"Le dichiarazioni dei funzionari statunitensi sull'apertura dello Stretto di Hormuz sono una palese menzogna, volta a controlli i prezzi del petrolio e a coprire i loro fallimenti". Lo ha affermato la Marina delle Guardie Rivoluzionarie, aggiungendo che il dominio iraniano su questa strategica via d'acqua è "assolutamente decisivo". "Con tutta la forza e l'autorità necessarie, lo Stretto di Hormuz è chiuso a tutte le navi che intendono attraversarlo senza il coordinamento con l'Iran. Garantiamo che questo processo continuerà fino alla fine delle nefandezze dell'esercito terrorista statunitense contro l'Iran e al compimento dei suoi obblighi", si legge in una dichiarazione, citata da Tasnim.
L'Iran è intenzionato a creare buoni rapporti con i paesi della regione. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, nel suo intervento alla 40esima conferenza internazionale dell'Unità islamica, a Teheran. "Cerchiamo relazioni di buon vicinato con i nostri vicini e relazioni appropriate e costruttive con tutti i Paesi del Medio Oriente", ha detto. "Dalla Turchia e dall'Iraq fino al Pakistan e all'Afghanistan, la politica della Repubblica Islamica dell'Iran consiste nell'espandere le relazioni sulla base del rispetto reciproco e degli interessi reciproci", ha spiegato.
L'Iran risponderà "al fuoco con il fuoco" e resisterà anche alle nuove sanzioni secondarie imposte dall'amministrazione di Donald Trump. Ad assicurarlo è stato il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, nel suo intervento alla 40esima conferenza internazionale dell'Unità islamica, a Teheran. Araghchi ha ricordato il primo intervento di Usa e Israele, a giugno dello scorso anno che aveva l'intento di "minare l'unità del popolo iraniano". L'attacco è fallito e "hanno iniziato a complottare per creare divisioni all'interno del Paese, hanno inviato gruppi armati e hanno cercato di minare la legittimita' della Repubblica Islamica creando insicurezza e provocando vittime", ha spiegato. Ma di nuovo il regime ha resistito. E da qui la nuova guerra. Di nuovo, nonostante l'uccisione della guida suprema Mojtaba Khamenei, "questo albero non è stato danneggiato" e "anche i tentativi di mettere a tacere il fuoco missilistico dell'Iran non hanno avuto successo". Alla fine, ha insistito, "non hanno avuto altra scelta che negoziare". L'Iran, ha assicurato, "non scherza sulla sua sicurezza e i nostri combattenti risponderanno a qualsiasi attacco". Anche sotto forma di sanzioni. "Cosi' come abbiamo resistito alle sanzioni statunitensi durante l'era Obama, resisteremo anche alle nuove" di Trump, ha chiarito.
La diplomazia iraniana continuerà a essere basata sui tre principi di "dignità, saggezza e opportunita'". A sottolinearlo è una dichiarazione pubblicata dal consiglio dei Ministri all'indomani del messaggio della guida suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei. "Il consiglio dei Ministri considera il campo della diplomazia e il campo della difesa come due ali complementari, coordinate e inseparabili per la tutela degli interessi nazionali, della sicurezza e dell'integrità del Paese, e pone come obiettivo il loro avanzamento simultaneo ed equilibrato", spiega ancora la nota riportata dall'agenzia Tasnim. "Ci impegniamo, grazie a questa sinergia, a resistere con decisione alle sanzioni e alle trame ingiuste dell'arroganza americano-sionista", si assicura.
"Apriremo lo Stretto di Hormuz se Washington rispettera' i suoi impegni". Il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, aggiunge: "Abbiamo informato la Guida Suprema in merito al percorso concordato con il Sultanato dell'Oman per il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Abbiamo un accordo con l'Oman riguardo alla rotta di transito a Hormuz e, se gli Stati Uniti rispetteranno gli impegni assunti nel memorandum d'intesa, apriremo lo stretto. Gli Stati Uniti devono revocare il blocco e le sanzioni, sbloccare i fondi e costringere Israele a cessare gli attacchi contro il Libano. Occorre instaurare buoni rapporti con i Paesi limitrofi e garantire la sicurezza congiuntamente a essi".
L'UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations) ha registrato una media di circa 29 navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz negli ultimi sette giorni, un dato che indica un aumento del traffico marittimo attraverso questa vitale via d'acqua per l'industria energetica globale. Lo scrive l'agenzia Dpa. Secondo un rapporto pubblicato oggi, 103 navi sono entrate nel Golfo la scorsa settimana, rispetto alle 101 che ne sono uscite, mentre il traffico marittimo ha registrato un leggero aumento dalla fine di luglio.
I Guardiani della Rivoluzione Islamica respingono le ripetute affermazioni degli Stati Uniti secondo cui lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto, affermando che i funzionari statunitensi continuano a "mentire" sullo stato della via d'acqua per influenzare il prezzo del petrolio e "coprire i loro fallimenti". In una dichiarazione pubblicata dall'emittente iraniana Irib, la marina dell'Irgc ha affermato che "il dominio dei combattenti dell'Islam su questa via d'acqua strategica è completamente decisivo". E ha proseguito: "Con tutto il potere e in piena autorità, lo Stretto di Hormuz è chiuso a tutte le navi che intendono transitare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran".
What to Watch
AI outlook — possibilities, not facts
L'Iran manterrà la chiusura dello Stretto di Hormuz alle navi non coordinate finché gli USA non revocano sanzioni e blocchi finanziari
Likely · Within weeks
Gli Stati Uniti aumenteranno la pressione diplomatica e militare sull'Iran attraverso alleati regionali
Possible · Within months
Open Questions
- Quali sono i termini specifici dell'accordo Iran-Oman sul transito navale a Hormuz?
- Come risponderanno gli Stati Uniti alla dichiarazione iraniana di chiusura dello stretto?
- Qual è l'entità effettiva delle scorte di munizioni PAC-3 e ATACMS in Europa?
- Hezbollah ha risposto agli attacchi israeliani a Nabatieh?





