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BackIran, Teheran: "No a flessibilità su nucleare. Ci aspettiamo risposta Usa su Hormuz"
Iran, Teheran: "No a flessibilità su nucleare. Ci aspettiamo risposta Usa su Hormuz"
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Sky TG2452 minutes agoWorld7 min readItaly

Iran, Teheran: "No a flessibilità su nucleare. Ci aspettiamo risposta Usa su Hormuz"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi attende una risposta ufficiale degli Stati Uniti tramite i mediatori del Qatar. Scontri in Cisgiordania e condanne dei leader politici.

Quick Look

  • Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di attendersi una risposta dagli Stati Uniti sulle richieste per la riapertura dello Stretto di Hormuz, escludendo flessibilità sul nucleare.
  • Intanto si registrano scontri in Cisgiordania e tensioni regionali.

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Why It Matters

L'Iran e gli Stati Uniti affrontano tensioni riguardo allo Stretto di Hormuz e agli accordi sul nucleare, mentre continuano i conflitti in Medio Oriente.

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Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran

Iran, Teheran: "No a flessibilità su nucleare. Ci aspettiamo risposta Usa su Hormuz". LIVE

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato di aspettarsi oggi una risposta ufficiale degli Stati Uniti alle richieste del regime iraniano per la riapertura dello Stretto. Rubio: "L'economia di Teheran è nel caos e si avvia rapidamente verso la bancarotta". Scontri tra coloni e forze di sicurezza israeliane in Cisgiordania, il presidente Herzog condanna le violenze: "Una macchia morale"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato di aspettarsi oggi una risposta ufficiale degli Stati Uniti alle richieste di Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo riportano i media statali iraniani.I mediatori del Qatar "hanno presentato delle proposte e ne abbiamo discusso. Dovranno riproporre la questione alla controparte americana, dopodiché la risposta definitiva degli Stati Uniti ci verrà comunicata tramite il mediatore qatariano", ha affermato ieri sera Araghchi, "i qatariani sperano che ciò avvenga entro domani (oggi, ndr)". Lo Streetto di Hormuz è aperto fatta eccezione per il petrolio iraniano. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio in un'intervista a Fox, sottolineando che se l'Iran avesse l'arma nucleare la userebbe. "L'Iran è un paese con grande potenziale", ora è "esausto" dal blocco americano, ha aggiunto. L'economia iraniana è nel "caos e si avvia rapidamente verso la bancarotta". Nella notte sono scoppiati scontri nel villaggio di Jalud, nella Cisgiordania centrale, tra circa 100 coloni e le forze di sicurezza israeliane, giunte sul posto per far rispettare un'ordinanza dell'Alta Corte di Giustizia che impone lo sgombero dei coloni che a luglio avevano occupato tre case palestinesi alla periferia della città. Il presidente Herzog condanna le violenze: "Una macchia morale"

Netanyahu condanna le violenze dei coloni in Cisgiordania

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha condannato le violenze commesse nella notte in Cisgiordania, chiedendo che i responsabili siano perseguiti "nella massima misura prevista dalla legge" dopo che un centinaio di coloni ha attaccato il villaggio palestinese di Jalud, vicino a Nablus. Tre soldati sono rimasti leggermente feriti negli scontri. "Pochi rivoltosi non rappresentano la comunità dei coloni rispettosi della legge in Giudea e Samaria", ha affermato Netanyahu in una nota diffusa dal suo ufficio, utilizzando il termine con cui Israele indica la Cisgiordania. Secondo il capo del governo, gli autori delle violenze "recano un grave danno" alla comunità dei coloni e "interferiscono con le nostre forze mentre svolgono la loro missione". Netanyahu ha inoltre espresso il proprio sostegno ai militari israeliani e agli agenti della polizia di frontiera impegnati nelle operazioni di sicurezza. "Sto dalla parte del personale delle Idf e della polizia di frontiera che lavora per contrastare il terrorismo e proteggere la sicurezza", ha dichiarato, chiedendo alle autorità competenti di "perseguire i rivoltosi nella massima misura prevista dalla legge".

Media: "Nessun esplosivo trovato sui van del presunto attacco a base Raf"

Non è stato trovato esplosivo sui tre furgoni fermati domenica in seguito al presunto piano di attacco vicino alla base aerea britannica della Raf di Fairford, usata anche dalla Usa nella guerra contro l'Iran. Lo riporta fra gli altri il Mirror, dopo che fonti anonime citate da altri media avevano escluso il rinvenimento di "esplosivi funzionanti". L'indiscrezione arriva sullo sfondo delle contraddizioni e dei dubbi emersi sull'accaduto e dopo il rilascio ieri a sorpresa su cauzione di tutti e 5 i cittadini britannici - fra i 23 e i 25 anni - arrestati per sospetta "pianificazione di un attacco terroristico" appena il giorno prima.

I pasdaran al popolo americano: "Il vostro governo pensa a Israele e non a voi"

"Gli americani non conoscono la nostra regione e dobbiamo creare una piattaforma per dialogare con loro. Siamo pronti a comunicare con i cittadini americani, e loro comunichino con noi. La priorità del governo Usa è il regime israeliano, non il popolo americano". Lo ha detto il portavoce dei pasdaran, generale Hossein Mohebbi, in un discorso-lettera rivolto direttamente al popolo americano, pronunciato davanti ai giornalisti. Le dichiarazioni sono riportate da Al-Jazeera e da altri media della regione. Nella lettera, che sarebbe lunga decine di pagine, il militare dice di voler parlare in modo "onesto e logico": "Questa è una lettera, non propaganda" ha sottolineato. "Non c'è motivo di avere 800 basi americane in tutto il mondo - ha detto - Il bilancio annuale delle forze armate iraniane rappresenta l'1% di quello delle americane. I governanti degli Stati Uniti non pensano alla propria popolazione; ci sono 39 milioni di americani che vivono al di sotto della soglia di povertà". Molti cittadini statunitensi, ha proseguito, non sono a conoscenza dei "crimini" che starebbe commettendo l'esercito Usa, tra cui il bombardamento di scuole, ospedali, università, moschee e chiese. Questo starebbe compromettendo l'immagine degli Stati Uniti nel mondo. Mohebbi si è chiesto se sia giunto il momento per la leadership statunitense di cambiare la propria politica estera. Ha sostenuto che, se il governo degli Stati Uniti destinasse agli aiuti per i paesi poveri di tutto il mondo il 10% di quanto spende per gli attacchi militari, "gli Stati Uniti diventerebbero un paese benvoluto".

Lettera Pasdaran ad Americani: "Non siamo terroristi"

I Guardiani della rivoluzione hanno preso carta e penna per scrivere direttamente agli Americani e mandare loro un messaggio: "Non siamo terroristi". A riferirlo è stato il portavoce dei Pasdaran, Hossein Mohbi, in una conferenza stampa riportata sull'agenzia Tasnim. "Perche' gli Stati Uniti fanno pressione su altri Paesi affinché dichiarino i Pasdaran un'organizzazione terroristica? I Pasdaran sono davvero terroristi?", ha chiesto Mohbi. "In questa lettera abbiamo spiegato in modo dettagliato e documentato quali siano i fondamenti e la natura del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, come sia stato istituito e quanto sia radicato tra il popolo", ha raccontato. "Abbiamo inoltre sottolineato fino a che punto esso occupi un posto importante nel cuore della popolazione e quanto profonde siano le sue radici tra le masse della nazione", ha aggiunto, "abbiamo illustrato gli ampi servizi che i Pasdaran hanno fornito alla popolazione nei settori dello sviluppo infrastrutturale, della riduzione delle aree svantaggiate e della sanità. Servizi che non hanno beneficiato soltanto il popolo iraniano, ma anche, oltre i confini del Paese, le popolazioni della regione". Dunque, è stata la conclusione, "sulla base di quale argomento e di quale criterio razionale gli Stati Uniti definiscono i Pasdaran un'organizzazione terroristica?".

Folla di ebrei religiosi aggredisce due arabi alla Porta di Damasco a Gerusalemme

Alcuni video girati durante la notte e postati dai media palestinesi mostrano decine di giovani ebrei religiosi che aggrediscono due uomini arabi alla Porta di Damasco, fuori dalla Città Vecchia di Gerusalemme. I due vengono aggrediti, spinti a terra, presi a calci e inseguiti da una folla di persone, numerosi con i vestiti degli ortodossi ebrei. Secondo i media israeliani ci sarebbero stati undici arresti.

Famiglia attaccata dai coloni a Jalud: "Hanno incendiato la nostra casa"

Muhammad Tubasi, la cui famiglia è stata aggredita da un gruppo di coloni israeliani mentre cercava di fare rientro a casa a Jalud sotto la scorta dell'Idf, ha dichiarato al Times of Israel che la sua casa è stata incendiata dalla folla violenta e che i rivoltosi hanno dato fuoco anche alla sua auto aggiungendo che sono riusciti a fuggire senza riportare ferite solo perché i soldati dell'Idf li hanno messi in salvo e trasferiti su un veicolo militare. La famiglia Tubasi è stata sfrattata da un gruppo di coloni dalla propria casa alla fine di luglio, dopo un assedio durato diverse settimane e l'abitazione è stata occupata. Il 6 settembre, l'Alta Corte di Giustizia ha stabilito che lo Stato deve restituire la casa alla famiglia entro due settimane. Ieri sera, le forze di difesa israeliane hanno scortato la famiglia a casa, ma a quel punto i coloni hanno scatenato una rivolta sul posto bloccando le strade, bruciato veicoli e pneumatici, lanciato pietre contro le forze di sicurezza e appiccato il fuoco all'abitazione della famiglia. A causa dei disordini , le forze sono state costrette a evacuare i membri della famiglia dalla zona.

Attacco dei coloni in Cisgiordania, arrestati tre estremisti di cui due adolescenti

La polizia israeliana ha comunicato di aver arrestato finora tre coloni estremisti con l'accusa di aver partecipato alle violenze della scorsa notte contro residenti palestinesi e soldati dell'Idf nel villaggio di Jalud, in Cisgiordania. I primi due fermati sono due coloni di 15 e 17 anni. La polizia ha trovato un passamontagna e una mazza in un veicolo sospetto usato dagli aggressori.

Araghchi: "Mi aspetto oggi risposta ufficiale da Usa"

"Ci sono delle condizioni che sono state sottolineate dalla Guida Suprema, e queste condizioni devono essere attuate affinché lo Stretto di Hormuz possa essere riaperto", ha spiegato Araghchi, secondo quanto riportato dall'agenzia Mehr, "se gli americani affermano di cercare un accordo o una soluzione pacifica, noi abbiamo proposto questa soluzione". Araghchi ha incontrato lunedì i mediatori del Qatar e del Pakistan e ha affermato che le discussioni si sono fatte "più serie" da quando l'Iran ha presentato il suo piano. Gli intermediari del Qatar "hanno presentato delle idee e ne abbiamo discusso. Si apprestano a sollevare nuovamente la questione con la controparte americana, dopodiché ci verrà comunicata la risposta definitiva degli Stati Uniti", ha proseguito il ministro degli Esteri iraniano, "attualmente l'attenzione è concentrata esclusivamente sullo Stretto di Hormuz e la sua riapertura è subordinata al rispetto di determinate condizioni che abbiamo comunicato all'altra parte".

Teheran minaccia infrastrutture petrolio: "Se non vendiamo noi non lo farà nessuno"

"In una regione in cui non vendiamo petrolio, nessuno lo venderà, e se la nostra sicurezza non è garantita, nessuna infrastruttura sarà al sicuro". Lo ha detto, nel corso di una seduta, il presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf. Riferendosi alle recenti dichiarazioni di Donald Trump, Qalibaf lo ha definito "delirante" e ha descritto le sue parole come "una ripetizione di affermazioni precedenti. Sia gli americani che gli altri Paesi devono sapere, come abbiamo già detto in precedenza, che in una regione in cui non vendiamo petrolio, nessuno lo venderà, e se la nostra sicurezza non è garantita, nessuna infrastruttura sarà sicura".

Herzog condanna le violenze dei coloni a Jalud: "Macchia morale"

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato le violenze di un centinaio di coloni estremisti israeliani che durante la notte hanno scatenato scontri e appiccato incendi per impedire che l'Idf facesse rientrare nella sua abitazione una famiglia palestinese di Jalud, in Cisgiordania, che era stata cacciata da un gruppo di ebrei anarchici. "La grave violenza dei rivoltosi nel cuore della notte è un atto estremamente serio che deve essere affrontato con tutto il rigore della legge. Si tratta di una macchia morale, un danno allo stato di diritto e ai nostri valori più basilari come popolo e come Stato".

Teheran: "Nessuna flessibilità su nucleare, sul tavolo c'è solo Hormuz"

"Nego fermamente che l'Iran abbia alcuna flessibilità" rispetto all'accordo sul nucleare, e "al momento l'unica questione ul tavolo è lo stretto di Hormuz". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, parlando con la stampa del suo paese a New York. Affermazioni diverse da queste, per il ministro, fanno parte di "una campagna di propaganda che è iniziata qualche ora fa su alcuni media che affermavano e attribuivano affermazioni all'Iran". "Posso dire con certezza che l'Iran non ha cambiato in alcun modo le sue condizioni - ha proseguito Araghchi - Le nostre condizioni per un ritorno agli accordi sono chiare, le nostre posizioni sulle questioni nucleari sono altrettanto chiare. Al momento non c'è nessuna concessione in discussione che possa esistere. La nostra posizione è chiara: al momento l'unica questione sul tavolo è lo stretto di Hormuz, e la sua riapertura è legata a una serie di condizioni che abbiamo fatto sapere alla controparte. Invito la gente a non dare peso a queste speculazioni o alla deliberata disinformazione che i media stanno diffondendo".

Idf uccidono un comandante di Hamas a Gaza

Izz al-Din al-Bik, comandante dell'unità settentrionale delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, è stato ucciso da un attacco aereo delle forze armate israeliane a Città di Gaza. Lo confermano fonti palestinesi ad Al Jazeera. Al-Bik è perito insieme a un altro palestinese in un attacco a un ufficio residenziale nel quartiere di Al-Nasr, riferiscono le fonti. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, hanno annunciato ufficialmente l'eliminazione del comandante, che "ha partecipato alla pianificazione di attacchi terroristici contro le nostre forze e ha lavorato al reclutamento di militanti per l'organizzazione", si legge nel comunicato di Tel Aviv. Un terzo palestinese è morto in ospedale dopo essere stato ferito alla testa da fuoco israeliano a Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza.

Teheran: 'Ci aspettiamo per oggi una risposta Usa su Hormuz'

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di attendersi per oggi una risposta ufficiale dagli Stati Uniti alla proposta di Teheran sull'apertura dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dai media di Stato. I mediatori qatarioti "hanno presentato delle idee e noi le abbiamo discusse. Devono sottoporre nuovamente la questione alla parte Usa, dopodiché la risposta finale degli Stati Uniti ci verrà trasmessa tramite il mediatore qatariota".

What to Watch

AI outlook — possibilities, not facts

  • Comunicazione della risposta ufficiale degli Stati Uniti tramite i mediatori del Qatar

    Likely · Within days

Open Questions

  • Quale sarà la risposta ufficiale degli Stati Uniti tramite il Qatar?
  • Come evolverà la situazione di sicurezza in Cisgiordania?

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This article was originally published by Sky TG24.

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