
Il leader di Yisrael Beytenu presenta un esposto alla procuratrice generale. Campagna elettorale rovente con le minacce all'Iran e il sostegno di Trump.
Il leader israeliano Avigdor Liberman ha chiesto un'indagine penale per tradimento contro il premier Netanyahu alla vigilia delle elezioni parlamentari, mentre cresce la tensione con l'Iran e continuano gli scontri nella regione.
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Le tensioni politiche in Israele coincidono con la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento e con le persistenti ostilità regionali che coinvolgono Iran, Yemen e alleati regionali.
Il leader del partito Yisrael Beytenu, Avigdor Liberman, ha reso noto su X di aver scritto una lettera alla procuratrice generale di Israele Gali Baharav-Miara chiedendo di avviare un'indagine penale contro il primo ministro Benjamin Netanyahu per "tradimento", in seguito alle notizie secondo cui starebbe per riaprire le ostilità con l'Iran.
Campagna elettorale sempre più accesa in Israele dove si voterà domani per eleggere il nuovo Parlamento. Ieri Netanyahu ha giocato la carta della 'minaccia atomica' per sostenere che ci sono ancora due anni (entro i quali terminerà il mandato di Trump) “per finire il lavoro con l'Iran”. Il premier ha pubblicato su X un'immagine che ritrae una bomba che si abbatte su Tel Aviv. Secondo Gadi Eizenkot, il principale rivale di Netanyahu nella campagna elettorale, il primo ministro è “isterico, usa tattiche elettorali di menzogne e allarmismo”. Dagli Usa il presidente Trump esorta gli israeliani a votare “l'eccezionale guerriero Netanyahu”.
Riferendosi alle recenti minacce di Israele di attaccare l'Iran, il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Esmaeil Baqaei ha dichiarato che "le minacce israeliane, espressione di pura disperazione, sono semplicemente caratteristiche di questo regime. Al di là di tale retorica, stiamo monitorando attentamente gli sviluppi e le nostre forze armate non nutrono la minima esitazione nel difendere l'Iran. Siamo in uno stato di guerra e non vacilleremo certo nell'esercitare il nostro diritto intrinseco all'autodifesa".
Per il ministero degli Esteri iraniano l'esito delle elezioni israeliane, che vedono il primo ministro Benjamin Netanyahu impegnato in una competizione dall'esito incerto, non farà "alcuna differenza". "Per noi non cambia nulla su chi, in queste elezioni, prenderà le redini di un regime che nella nostra regione non ha portato altro che violenza e massacri", ha affermato il portavoce del ministero, Esmaeil Baqaei, durante un briefing settimanale con la stampa, a un giorno dalle elezioni legislative in Israele. "Non credo che lì si tengano delle elezioni; si tratta piuttosto di una competizione tra varie fazioni per stabilire chi sia in grado di compiere il maggior male possibile. È una gara che parte dal presupposto: 'Io sono capace di commettere più crimini e uccisioni'. Le rivalità politiche all'interno del regime sionista sono, in sostanza, una corsa a compiere ulteriori atrocità", ha aggiunto durante la sua conferenza stampa settimanale.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è congratulato con il neo rieletto presidente brasiliano Lula da Silva per la vittoria alle elezioni presidenziali brasiliane e ha sottolineato l'espansione delle relazioni e la promozione della cooperazione tra Iran e Brasile. Lo riporta l'agenzia iraniana Irna. "Spero che nel nuovo mandato presidenziale le relazioni amichevoli tra la Repubblica Islamica dell'Iran e la Repubblica Federativa del Brasile si rafforzino ulteriormente e che la cooperazione tra i due Paesi in aree di interesse comune venga intensificata, in linea con gli interessi reciproci delle due nazioni e con il rafforzamento del multilateralismo, dello sviluppo e della pace internazionale" ha scritto
"Non credo che il presidente degli Stati Uniti o chiunque altro possa interferire con la mia discrezionalità. La discrezionalità deve basarsi sui fatti e vedremo quali saranno ovvero chi può formare una coalizione. Questa è una questione diversa da chi sostiene chi". Lo ha dichiarato in un'intervista con l'emittente americana Msnbc il presidente israeliano Isaac Herzog, commentando la possibilità che Trump faccia pressioni per concedere un altro mandato al primo ministro Benjamin Netanyahu, dopo che il presidente degli Stati Uniti ha ribadito il proprio sostegno a Netanyahu come premier.
La coalizione militare a guida saudita ha colpito postazioni di lancio e depositi di missili nello Yemen. Lo ha reso noto il portavoce della coalizione militare a guida saudita, Turki al-Maliki, mentre il gruppo sostenuto dall'Iran ha rivendicato un nuovo attacco all'aeroporto internazionale di Riad. L'attacco della coalizione è avvenuto dopo che ieri alcune esplosioni avevano scosso la capitale dell'Arabia Saudita e le autorità avevano inviato messaggi di testo ai residenti avvertendoli di una "minaccia aerea ostile". Il portavoce ha pubblicato su X un messaggio in cui afferma che l'operazione ha distrutto quattro lanciamissili balistici, nonché un deposito di missili e dei tunnel utilizzati dagli Houthi. L'operazione "si è concentrata sull'interruzione delle linee di rifornimento delle milizie Houthi tra le aree sotto il loro controllo", ha aggiunto.
Alti rappresentanti di Arabia Saudita, Turchia e Pakistan si recheranno a Teheran per colloqui sulla sicurezza regionale. Lo ha dichiarato Ali Bagheri Kani, vice segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran, senza tuttavia specificare la data dell'incontro. "Come concordato, il ministro della Difesa saudita Khalid bin Salman, il capo dell'esercito pakistano, generale Asim Munir, e il capo dell'intelligence turca, Ibrahim Kalin, parteciperanno a questo incontro", ha affermato. Kani ha precisato che l'incontro vedrà la partecipazione di Mohsen Rezaei, responsabile della sicurezza iraniana. "Questo incontro a quattro a Teheran potrebbe rappresentare un passo importante ed efficace verso la costruzione di una sicurezza regionale duratura; ci auguriamo che tale iniziativa contribuisca a stabilizzare la regione", ha dichiarato Kani in un'intervista alla televisione di Stato. Pur non indicando una data precisa, ha spiegato che la proposta è emersa durante la visita a Teheran del capo dell'esercito pakistano, Asim Munir, avvenuta la scorsa settimana.
Esmail Baghaei, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, ha affermato che "gli Stati Uniti accusano l'Iran di qualcosa di cui si vantano di aver commesso: la pirateria marittima". L'agenzia di stampa Tasnim ha riportato che "Baghaei, ha risposto alle accuse infondate mosse dal Segretario di Stato americano contro la Repubblica Islamica, evidenziando le palesi contraddizioni nelle dichiarazioni dei funzionari di Washington e rivelando ammissioni pubbliche fatte da Trump". Il Segretario di Stato americano aveva affermato, accusando l'Iran di aver preso di mira le navi, "Non abbiamo visto niente di simile dalla Seconda Guerra Mondiale e dall'era della pirateria nei Caraibi". Questo accade in un momento in cui il Presidente degli Stati Uniti, il 1° maggio 2026, aveva parlato con orgoglio del sequestro di navi mercantili e del saccheggio di carichi di petrolio, dicendo: "Siamo come dei pirati".
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Elezioni parlamentari in Israele previste per domani
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A humanitarian truce has come into force in Oleshky, as Russia launches intense drone and ballistic missile strikes on Kiev and other regions. Meanwhile, the leaders of Finland and Norway speak with Putin and Zelensky.

Indian authorities have started the evacuation of tens of thousands of people in the states of Odisha and Andhra Pradesh in view of the arrival of Cyclone Arnab, also ordering the closure of schools and a fishing ban.
Downing Street urges British citizens to equip themselves with 72-hour emergency kits to deal with cyber attacks and floods. Boom in sales for the hand-crank radios produced by the Reggio Emilia branch.

The Liberal Party recognized Lula's victory in the presidential elections in Brazil, departing from the position of Flavio Bolsonaro who had asked for the vote to be annulled. Lula confirmed himself as president with 51.74% of the votes.

Finnish President Alexander Stubb and Norwegian Prime Minister Jonas Gahr Store had a telephone conversation with Vladimir Putin to convey a message in view of the negotiations scheduled in Abu Dhabi.

The Yemeni Houthi movement defines any Egyptian military support for Saudi Arabia as a declaration of war. Mohammed Ali Al Houthi said this, warning of the risks for Sinai and inviting countries to avoid aggressive alliances.