Il premier israeliano esclude dipendenze da Ra'am e Lista Unita, definendoli partiti che sostengono il terrorismo
Benjamin Netanyahu si è detto aperto al dialogo per formare un governo ampio dopo le elezioni che hanno assegnato 53 seggi al suo blocco e 48 a quello di Gadi Eisenkot, escludendo dipendenze da Ra'am e Lista Unita.
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Le elezioni in Israele hanno restituito un quadro politico senza una maggioranza, con 53 seggi assegnati al blocco di Netanyahu e 48 a quello del Cambiamento di Gadi Eisenkot.
Il premier israeliano si è detto "aperto al dialogo" dopo le elezioni dei giorni scorsi che hanno restituito un quadro politico senza una maggioranza, con 53 seggi assegnati al blocco di Netanyahu e 48 a quello del Cambiamento di Gadi Eisenkot. "L'opinione pubblica israeliana non vuole un governo che dipenda da Ra'am e dalla Lista Unita, partiti che sostengono il terrorismo e rifiutano l'esistenza dello Stato ebraico", ha detto Netanyahu
"Il nostro obiettivo è formare un governo ampio". A dirlo è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo le elezioni dei giorni scorsi che hanno restituito un quadro politico senza una maggioranza, con 53 seggi assegnati al blocco del premier e 48 a quello del Cambiamento di Gadi Eisenkot. "L'opinione pubblica israeliana non vuole un governo che dipenda da Ra'am e dalla Lista Unita, partiti che sostengono il terrorismo e rifiutano l'esistenza dello Stato ebraico", ha aggiunto Netanyahu in un post su X.
Netanyahu: "Sono aperto al dialogo"
Il primo ministro ha poi sottolineato che "fin dal primo giorno, abbiamo teso la mano per la formazione di un ampio governo nazionale". Poi ha ribadito: "Una netta maggioranza dell'opinione pubblica ebraica ha scelto il Likud come primo partito e ha scelto me per guidare il prossimo governo". L'obiettivo di Netanyahu, che si è detto "aperto al dialogo", è "formare un governo ampio, insieme ai nostri partner e a qualsiasi altro partito che desideri unirsi, a condizione che non sostenga il terrorismo".
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Netanyahu avvierà consultazioni per formare un governo ampio con partner che non sostengano il terrorismo
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