L'intelligenza artificiale nel settore bancario: opportunità, rischi e sfide di governance
Intervista a Gianluca Tiani di Abi sulle prospettive dell'IA, la sicurezza informatica e l'impatto del regolamento DORA.
Quick Look
Gianluca Tiani di Abi analizza l'integrazione dell'intelligenza artificiale nelle banche italiane, sottolineando la necessità di una governance solida, formazione continua e investimenti costanti in cybersecurity in linea con il regolamento europeo DORA.
AI-generated summary
Why It Matters
Il regolamento DORA (Digital Operational Resilience Act) dell'UE mira a rafforzare la resilienza digitale del settore finanziario. Le banche italiane investono annualmente oltre 6 miliardi di euro in ICT.
Le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale al settore bancario, ma anche i rischi che ne derivano e che richiedono un’attenzione supplementare. Ne abbiamo parlato con Gianluca Tiani, responsabile della divisione Strategia, Innovazione e Internazionale di Abi.
Quali possono ambiti di applicazione dell’intelligenza artificiale che possono segnare un profondo cambiamento nelle banche italiane?
“L’IA può contribuire a migliorare i servizi ai clienti, rafforzare i controlli e individuare frodi e anomalie in tempi sempre più rapidi. Tuttavia, richiede un rafforzamento dei presidi di controllo e sicurezza, cui le banche stanno già lavorando, e sarebbe un errore considerarla soltanto una tecnologia da acquistare e utilizzare. L’IA esige un cambiamento più profondo nel modo di gestire dati, processi, governance e sicurezza”.
Come le banche stanno affrontando questo contesto?
“Lo fanno partendo da un principio fondamentale: innovazione e sicurezza devono procedere di pari passo. L’intelligenza artificiale può essere un acceleratore di crescita, ma soltanto se accompagnata da una governance efficace, fondata su trasparenza, responsabilità e centralità della persona. Per questo controllo umano, competenze e formazione continua rappresentano elementi decisivi. La sfida non è soltanto tecnologica, ma riguarda la capacità di integrare l’AI nelle strategie di governance e sviluppo del settore”.
Quanto sta pesando sul budget delle banche l'adeguamento alle nuove norme europee sulla cybersecurity come Dora, il nuovo regolamento dell'Unione europea che rafforza la sicurezza informatica e la resilienza digitale del settore finanziario?
“L’adeguamento a Dora si inserisce in un percorso di investimenti che il settore bancario porta avanti da anni. Le banche italiane spendono complessivamente circa un miliardo di euro all’anno in sicurezza fisica e cyber, con un trend in crescita e in un contesto che vede oltre 6 miliardi di euro di spesa Ict. Dora rappresenta un riferimento molto importante perché promuove un modello organico di governance dei servizi esternalizzati e contribuisce a rafforzare la resilienza operativa digitale. La vera sfida è evitare che la compliance diventi il punto di arrivo: le regole sono una base comune, ma sicurezza e resilienza devono essere perseguite ogni giorno attraverso investimenti, aggiornamento continuo e competenze”.
Con l'aumento dei servizi in cloud la dipendenza da pochi giganti tecnologici è diventata il rischio principale per la sicurezza dei dati?
“La crescente diffusione dei servizi cloud richiede attenzione, ma oggi il tema più ampio è quello della resilienza dell’intero ecosistema digitale. Le banche stanno rafforzando il monitoraggio dei fornitori tecnologici e della supply chain Ict, riconosciuti come elementi sempre più rilevanti nella gestione del rischio operativo e cyber. In questo contesto diventano fondamentali la continuità operativa, la gestione dei fornitori critici, gli investimenti in sicurezza e la capacità di prevenire e rispondere tempestivamente alle nuove minacce”.
Open Questions
- Quali saranno i costi specifici di implementazione dell'IA per le banche di medie dimensioni?







