
La Squadra mobile smantella un'organizzazione che reclutava corrieri su Telegram per distribuire stupefacenti in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto e Lazio
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L'indagine della Squadra mobile, coordinata dalla pm Eugenia Ghi e intitolata 'operazione Driver', ha ricostruito una rete di rifornimento e distribuzione di stupefacenti che partiva dal Piemonte e arrivava fino in Liguria, Lombardia, Veneto e Lazio. La droga veniva custodita in cantine, garage, armadi e intercapedini nei muri del deposito di Moncalieri, controllata da addetti armati.
Reclutavano su Telegram i corrieri per distribuire la loro “merce” in giro per l’Italia. Studenti universitari o disoccupati appena maggiorenni che, pagati tra i 500 e i 1.500 euro, distribuivano la marijuana, l’hashish e la cocaina che partiva dal deposito di Moncalieri. Lì dove la droga veniva controllata da addetti armati e custodita in cantine, garage, armadi e intercapedini nei muri. Ma le pistole non sono bastate a difendere i trafficanti, visto che nei giorni scorsi la polizia ha eseguito sei misure cautelari a carico dei vertici dell’organizzazione: in tre, un italiano e due marocchini, sono finite in carcere mentre un albanese è agli arresti domiciliari. Per altri due, un italiano e un marocchino, sono scattati obbligo di firma e divieto di dimora. Per tutti l’accusa è traffico illecito di stupefacenti.
L’indagine della Squadra mobile è coordinata dalla pm Eugenia Ghi e si intitola “operazione Driver” proprio per questa tendenza a coinvolgere insospettabili fattorini (in inglese driver significa autista). Anche grazie al supporto degli esperti del Servizio centrale operativo (Sco) e della Direzione centrale antidroga, gli investigatori hanno ricostruito una rete di rifornimento e distribuzione che partiva dal Piemonte e arrivava fino in Liguria, Lombardia, Veneto e Lazio.
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Si svolgeranno ulteriori sviluppi dell'indagine con possibili nuovi arresti o sequestri
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