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Il Movimento 5 Stelle è nato il 4 ottobre 2009, giorno di San Francesco, e compie 17 anni. Negli ultimi anni ha vissuto tensioni interne tra la leadership di Giuseppe Conte e il fondatore Beppe Grillo, nonché divergenze alleate su temi come il sostegno militare all'Ucrania e la gestione regionale in Sardegna.
Orgoglio e rabbia M5s. Quello del presidente Giuseppe Conte, che invita i suoi ad "andare avanti sempre a testa alta", e quella di Beppe Grillo, che accusa gli ex compagni di viaggio di aver cambiato pelle: volevano mettersi al "servizio nelle istituzioni per migliorare la vita di cittadini e cittadine" invece ora puntano all' "arricchimento personale". I messaggi social del leader di adesso e di quello che fu sono arrivati in occasione del compleanno del M5s, nato 17 anni fa nel giorno dedicato a San Francesco, il 4 ottobre.
"Avete letto? - ha scritto Conte - Siamo alle solite. Ci attaccano e provano a screditarci ogni giorno, ci puntano il dito contro da ogni parte". L'ordine d'arrivo dei post parla chiaro: Conte non intendeva rispondere a Grillo, che sui social si è fatto vivo un'oretta dopo. Magari, quella del presidente M5s è stata una reazione al ministro della Difesa Guido Crosetto, con cui ha avuto un botta e risposta social. "Una spesa militare aggiuntiva all'incirca di 14 miliardi è una follia", aveva scritto Conte. E Crosetto, in replica: "Chi attacca in modo superficiale e indiscriminato le spese per la Difesa colpisce il personale, il lavoro, le imprese e la capacità di innovazione del Paese". Ma c'è anche chi ha letto in quel "ci attaccano e provano a screditarci" un riferimento di Conte all'alzata di pochi giorni fa della segretaria del Pd Elly Schlein, che ha messo in chiaro come al tavolo di programma "uno non vale uno" perché il Pd ha il doppio dei voti degli alleati.
"Non è così - hanno fatto sapere dal M5s - è stato semplicemente un richiamo al fatto che da 17 anni il Movimento è una forza non compatibile con apparati ed establishment. Continua a dare fastidio, ad essere scomoda". A dire il vero, il post di Conte quello dice. Parla di "una comunità di persone coraggiose, con valori forti e chiari. Che pesta i piedi ai pochi forti e intoccabili". Insomma, dopo giorni di fuoco, in questo sabato in cui né Schlein né Conte hanno fatto interventi pubblici, il messaggio che passa è: tregua. O almeno proviamoci. Anche perché, nel M5s hanno visto in quelle frasi di Schlein più un messaggio rassicurante alla sua minoranza interna, che teme un cedimento alle posizioni di Conte sul sostegno all'Ucraina, che un attacco diretto all'alleato. Il confronto vero ci sarà al tavolo di programma. E lì - è il ragionamento - se si vorranno far contare i numeri, il M5s porterà i sondaggi che quotano al 60%-70% i cittadini contrari all'invio di armi all'Ucraina. E peserà anche il fatto che quella linea è spostata da due componenti del campo largo su tre: M5s e Avs. Per quel riguarda Grillo, invece, l'unico confronto col M5s è previsto in tribunale per la titolarità del simbolo. L'ex garante intanto continua a martellare. Stavolta, nel mirino ha messo la Sardegna e la cosiddetta "legge poltronificio" approvata nel 2021 dalla giunta di centrodestra guidata da Christian Solinas.
Dall'opposizione, il M5s si oppose. Ora Grillo punta il dito contro il Movimento che, arrivato al governo della Regione, non avrebbe cancellato quella legge, ma l'avrebbe usata per nominare consulenti e collaboratori. Grillo "è mosso da rabbia e livore" e "dà informazioni false", gli ha risposto il M5s Sardegna.
AI outlook — possibilities, not facts
Il M5s porterà i sondaggi sull'opposizione all'invio di armi all'Ucraina al tavolo di programma per far valere il proprio peso nella coalizione
Likely · Within weeks
Il confronto legale tra Beppe Grillo e il M5s per la titolarità del simbolo procederà nei prossimi mesi
Likely · Within months

At Leopolda, Matteo Renzi launches an appeal to the centrists and reformists of Forza Italia to join Italia Viva and asks Giuseppe Conte for three guarantees to consolidate the centre-left alliance: never again Salvini at the Interior Ministry, never again Giorgetti in the Council of Ministers and never siding with Donald Trump. Renzi states that the only way to send Giorgia Meloni home is a united centre-left, while Bonaccini calls for overcoming divisions to prevent the right from winning again.

Iranian Oil Minister Mohsen Paknejad has resigned, the president's office announced, as Iran faces long queues at fuel stations due to the fallout from conflict in the Middle East. Hamid Bord, CEO of the National Iranian Oil Company, was appointed interim minister.

Antonio Tajani claims that Forza Italia is the only true center of Italian politics, responding to Matteo Renzi's offensive from Leopolda. The declaration takes place in the context of a broader debate on the role of the centre, which also involves Giorgia Meloni, Roberto Vannacci, Maurizio Lupi, Roberto Occhiuto, Fulvio Martusciello, Maurizio Gasparri and Carlo Calenda, while proposals such as the 'Mayors of Italy' project emerge.

Pietro Bartolo, former doctor from Lampedusa and MEP of the Democratic Party, announces his candidacy in next year's Sicilian regional elections, launched by Matteo Renzi at Italia Viva's Leopolda. He criticizes the agreements with dictatorships on rejections and calls for a change in the regional government, calling it 'fascist'.

Israeli Prime Minister Benyamin Netanyahu has instructed the head of the National Security Council, Shmuel Ben-Ezra, to appoint an inspector for an in-depth examination of the security of foreign civil aviation in Israel, after the clash over the government's responsibilities in checks on the crew of the FlyDubai flight.

The Italian government faces a complex budget maneuver, with pressure to abolish car tax, raise the Irpef threshold and introduce new flat tax measures, while the DPFP signals limits to the deficit and increasing interest expenditure, requesting possible cuts or new revenues to comply with European constraints.