
Cortei in diverse città italiane chiedono la fine del conflitto a Gaza; scontri tra manifestanti e forze dell'ordine a Torino.
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Le manifestazioni seguono le tensioni internazionali legate al conflitto a Gaza e le recenti posizioni espresse da esponenti legati all'Onu.
Le richieste dei promotori
Dalla "fine immediata del genocidio" allo "sblocco degli aiuti a Gaza" e il "ritiro dell'esercito di occupazione": sono diverse le richieste dei promotori dell'iniziativa che ha incassato il sostegno di centinaia di associazioni, tra cui sigle sindacali, collettivi studenteschi e partiti, come Movimento 5 Stelle Milano e Potere al Popolo. Le manifestazioni si tengono all'indomani dell'assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla giurista sudafricana Navy Pillay che, da capo della Commissione d'inchiesta internazionale indipendente dell'Onu sul territorio palestinese occupato, l'anno scorso aveva accusato Israele di genocidio a Gaza.
A Torino il corteo cerca di entrare a piazza Castello
Sul fronte della sicurezza occhi puntati su Torino dove il corteo pro Gaza da viale I Maggio punta a piazza della Repubblica, passando per rondò Rivella, corso Regio Parco, corso Palermo, corso Novara e corso Giulio Cesare. La Prefettura ha disposto il divieto di vendita per asporto di bevande in bottiglie di vetro e lattine, ma anche di detenere senza giustificato motivo caschi, maschere, fumogeni e materiale esplodente. Il provvedimento, firmato dal prefetto Donato Cafagna, riguarda esercizi pubblici, negozi e ambulanti e si estende anche al consumo e la detenzione in luogo pubblico di bevande in contenitori possano costituire un pericolo per l'incolumità. Le misure si aggiungono a quelle concordate dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per tutelare l'incolumità dei cittadini e i beni pubblici e privati. La testa del corteo, partito poco dopo le 14:30, si è avvicinata immediatamente al cordone di forze dell'ordine in piazza Castello, con spinte, pugni e calci. Dopo un primo respingimento con qualche manganellata, la tensione è stata smorzata facendo parzialmente entrare quasi un migliaio di manifestanti nella piazza, sotto i portici non distanti dal Teatro Regio.

Pro-Palestine demonstrations were held in Rome and Turin calling for an end to the conflict in Gaza and the imposition of sanctions against Israel. The marches, which saw the participation of various political and trade union movements, passed through the city centres.

Over 4 thousand people march in Turin in a regional pro-Palestine procession organized by the Turin for Gaza coordination. The demonstration crosses the Piedmontese capital with the participation of over sixty acronyms including movements, collectives and unions.

Ernesto Maria Ruffini, during the Più Uno assembly in Rome, urges the center-left to find a programmatic agreement before choosing a candidate. He also criticizes the electoral law for the excessive power it has taken away from Parliament.

The symbol of the new Più Uno party, founded by Ernesto Maria Ruffini and Franco Gabrielli, was presented in Rome. The logo, unveiled during the founding meeting, features blue writing with a red accent and the motto 'equal by constitution'.

Clashes between pro-Palestine protesters and law enforcement in Turin. The procession, which started from Viale I Maggio, attempted to force the security cordon in Piazza Castello, leading to moments of tension and physical contact.

Cateno De Luca, leader of South Calls North, emerges as a key figure for the 2027 political elections. His ability to attract consensus in Sicily could favor an agreement with the Brothers of Italy, influencing the electoral balance in the South.